
Quali i libri di riferimento consigliabili a un appassionato di vintage? Dove trovare risposte ai dubbi e alle curiosità di chi si è perdutamente innamorato di uno strumento d’epoca? Proviamo a rispondere, premettendo che se non ci vuole accontentare di guardare le figure la conoscenza della lingua inglese è imprescindibile, essendoci al momento una sola pubblicazione in lingua italiana, una monografia dedicata alla Ludwig .
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Tra le novità editoriali più interessanti annunciate in questo periodo finale dell’anno abbiamo anche un paio di libri dedicati alla batteria scritti in italiano. È il caso di Batteria. Come sceglierla, montarla, suonarla, amplificarla, agile vademecum edito dalla Curci, opera del batterista marchigiano Marco Bellagamba.
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Di Alfredo Romeo
Tra i prodotti dedicati allo stile batteristico di New Orleans reperibili sul nostro mercato c’è da segnalare in primo luogo questo bel libro, che rappresenta grosso modo la trascrizione del contenuto di due videocassette, delle quali sono protagonisti rispettivamente gli stessi Riley (Ragtime and Beyond: Evolution of a Style) e Vidacovich (Street Beats: Modern Applications), peraltro venduti negli States in un unico box insieme a un terzo titolo, firmato da Earl Palmer ed Herman Ernest (From R&B to Funk).
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Di Alfredo Romeo
Quella di cui ci occupiamo in questa sede è un’intera serie di metodi didattici firmati dal batterista romano Cristiano Micalizzi; ciascuno dei tre libri di cui si compone la serie può essere acquistato anche separatamente, essendo, di per sé, autosufficiente. Ad accomunare i tre libri è proprio il ‘metodo’, la metodologia didattica applicata, che è la stessa, chiara e graduale per tutti.
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Di Alfredo Romeo
Se non riuscite a procurarvi i suoi dischi - su tutti consigliamo quelli registrati col trio del pianista Ahmad Jamal tra il 1958 e il 1961, e in particolare Ahmad Jamal at the Pershing (Chess, 1958); o 3 in Jazz (RCA, 1963) col vibrafonista Gary Burton, o ancora Touch Me Softly col pianista e cantante George Shearing (Capitol); tra le registrazioni più recenti, Repetition con il sassofonista Clifford Jordan (Soul Note, 1984), oppure Vernel Fournier Trio (TCB, 1991) - un modo per farvi un’idea del particolarissimo stile di questo batterista di New Orleans può essere quello di dare un’occhiata al suo metodo, destinato a batteristi di preparazione media o già avanzata.
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Di Isa Fraschini
Riedito in versione DVD un titolo uscito a fine ‘98 di cui è autore Robert Breithaupt, direttore del dipartimento di percussioni alla Capital University di Columbus, Ohio, attivo in ambito sinfonico e già batterista al servizio dei jazzisti Monty Alexander, John Faddis e Terry Gibbs. Tutto dedicato al ‘cuore’ della batteria, il tamburo rullante, il lavoro di Breithaupt inizia con un solo ‘rudimentale’ dell’autore, basato cioè sulla tradizione marziale statunitense, per passare immediatamente a parlare delle diverse possibilità di impugnatura, offrendo una rapida trattazione delle principali prese (matched, traditional, french), dei tre principali colpi (singoli, doppi e a rimbalzo multiplo), dei diversi livelli dinamici (in questo contesto Breithaupt mostra, in pillole, la famosa Moeller Tecnique).
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di Antonio Gentile
Questo dvd didattico era proprio ciò che mancava alla nostra collezione dedicata alle percussioni. L’autore, Todd Roach, è per i più (noi compresi, almeno fino a oggi) un emerito sconosciuto. L’argomento, anche se non risulta chiarissimo dal titolo, è quanto mai accattivante. Si tratta di un video di base sulle principali tecniche dei tamburi a calice di influenza araba, o meglio, mediorientale. Sotto il termine di doumbek (improprio, a nostro avviso, in quanto designa principalmente il tamburo a calice persiano chiamato anche zarb) si intendono raggruppare infatti darbouka, tabla egiziana e via dicendo, ossia tutte le varianti nordafricane di questo tamburo.
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Di Roberto Baruffaldi
Opera sicuramente notevole questa di Pete Riley, batterista ed insegnante molto attivo sulla scena inglese, in quanto va a trattare in profondità l’uso della doppia cassa e le relative applicazioni da parte dei batteristi più famosi. Il libro è corredato da un cd in cui sono dimostrati tutti gli argomenti trattati, che rivela alcune performance dell’autore davvero notevoli. Si parte con una interessante discussione sul feeling e la tecnica dell’uso del pedale, e si arriva subito alla parte didattica con l’introduzione del concetto dei colpi singoli, lo sviluppo tramite le frasi lineari, con diverse combinazioni tra sedicesimi, ottavi, terzine e i vari sviluppi su tutto il set.
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Di Isa Fraschini
“Il più grande batterista del mondo?” si chiedeva l’autorevole rivista inglese Rhythm alcuni mesi fa, quando ha dedicato la sua copertina al talentuoso batterista britannico, impostosi all’attenzione internazionale per le sue collaborazioni (Courtney Pine, John McLaughin, John Scofield, Joe Zawinul, Jeff Beck, Bryan Ferry). Autodidatta, costretto ad arrangiarsi con cuscini, sedie e batterie ‘virtuali’, perché impossibilitato a comprarsi e a tenere in casa uno strumento vero, Mark Mondesir è mancino; essendo stato impostato come se non lo fosse, ha nell’ambidestria una delle caratteristiche peculiari del suo stile e ne fa ampio sfoggio in apertura di video, quando, in compagnia del fratello al basso elettrico, si diverte a complicare, infarcendolo dei fill più incredibili, un banalissimo groove in ottavi, mettendo in mostra un timing eccezionale.
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Di Alfredo Romeo
Batterista tra i più influenti e ammirati, Peter Erskine è una persona dalle doti comunicative non comuni; logico quindi che gli riesca bene anche il trasmettere agli altri le proprie conoscenze relative allo strumento e alla musica che suona. L’ennesima riprova di quanto detto (già testimoniato da diversi libri e video didattici pubblicati in un recente passato) ci viene dal primo di una serie di tre libri che il batterista del New Jersey sta realizzando per la Alfred Publications. Drumset Essentials vol. I mira ad accompagnare il neofita nel suo cammino di conoscenza dell’arte percussiva nel modo più semplice e diretto, partendo da zero.
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Di Alfredo Romeo
Prestigioso collaboratore di altrettanto autorevoli riviste specializzate, il batterista Chuck Silverman ha deciso di selezionare il meglio della sua produzione ‘pubblicistica’ e di farne un testo vero e proprio. L’argomento non poteva essere che quello che meglio conosce, e al quale ha già dedicato video didattici e libri, ossia la creazione di groove batteristici caratterizzati da una chiara impronta ‘latina’ o afro-caraibica, come l’autore preferisce dire. Non quindi trasposizioni sulla batteria di ritmi tradizionali, ma applicazioni originali degli stessi sulla batteria (strumento, ricordiamolo, non appartenente originariamente al ricchissimo armamentario percussivo della musica afro-cubana), da utilizzare come spunto per sviluppare e creare propri groove, espressamente pensati per la batteria.
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