Nell’intervista pubblicata sul numero di Ritmi di gennaio 2012 il jazzista statunitense, ormai italiano d’adozione, ci racconta gli anni della sua formazione e gli inizi di una brillante carriera sviluppatasi poi tra Roma, New York e Berlino. Tornato in Italia, negli ultimi anni John Arnold ha affiancato al primo amore, il jazz, quello per la musica elettronica.
Il legame tra musica improvvisata afroamericana e musica elettronica non è evidentissimo. Nel caso di John è stata la tecnica a spingerlo a esplorare due aree della musica in apparenza così lontane: a New York andava spesso a sentire Tony Verderosa, Jojo Mayer e il suo amico Zach Danziger, tutti eccelsi interpreti di Drum&Bass. Ha cominciato a fare domande a questi personaggi, avvicinandosi così alle batterie elettroniche, anche se il passaggio non è stato immediato. E in ogni caso John è più attirato dalla scena elettronica dell’Est, quella più astratta, con meno legami con la D&B, e uno dei dei video collegati a quest’intervista rende l’idea di ciò che il musicista statunitense ha in mente.



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