Si nota subito l’assenza di fastidiose armoniche – merito della presenza di uno strato di vernice nera interna al fusto – e una sensibilità spiccata. Questo favorisce l’uso del Benante Signature anche in contesti più moderati rispetto alla furia metallica degli Anthrax. Grazie alla perfetta fattura dei bordi la risposta dei tiranti all’accordatura è ottima. Quest’ultima si fa preferire in un range medio basso, vista la naturale intonazione del fusto stesso. Dotato di un buon volume, il rullante risponde in maniera aggressiva nel momento in cui colpiamo il cerchio die-cast oltre alla pelle, nel tipico rimshot da veri rockettari. I cerchi sono di tipo diecast (Star-Cast Hoops) e sono entrambi satinati neri in perfetta sintonia con il resto dell’hardware. La macchinetta tende la cordiera a venti fili in modo solido e funzionale, pur non essendo il top del marchio giapponese. Le pelli fornite sono marchiate Evans: Genera G1 sabbiata come battente e Hazy 300 come risonante.

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