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Ajax e i cugini americani - Ritmi Settembre 2010

Agli inizi del ‘900, in Inghilterra la Boosey & Co produceva strumenti a fiato per bande, mentre la Hawkes & Son costruiva tamburi a Edgware, alle porte di Londra. La Hawkes & Son collaborava con la statunitense Leedy.

I primi tamburi Ajax risalgono al 1927 e sono marcati Ajax drums made by Hawkes & Son (London) Ltd. Si trattava chiaramente di copie dei Leedy Multi-Model, e dei Ludwig Standard con il cosiddetto center beaded shell, ovvero con la bombatura centrale. Erano offerti nelle serie Senior - con otto blocchetti - e Junior - con sei. Quelli ispirati alla Ludwig erano i modelli N. 1, con tube lugs, e N. 2, con blocchetti self align (anche per le casse) per i simil Leedy, disponibili in rame e frassino.

Nel settembre del 1930 la Hawkes & Sons e la Boosey & Co si unirono, ma la produzione Ajax venne un po’ relegata in secondo piano. Alcuni tamburi furono marcati Besson, di proprietà della Boosey & Co. Tutto comunque ricordava i tamburi Leedy. Il badge caratteristico di allora era triangolare, con la base capovolta e il disegno in basso dell’elmetto da guerriero (Aiace in latino, leggendario eroe greco, uno dei protagonisti dell'Iliade di Omero).

Dopo la II guerra mondiale tutti i prodotti furono oggetto di una riprogettazione, le cui caratteristiche sarebbero sopravvissute fino alla metà anni ’60 (come, per esempio i blocchetti a goccia). La linea principale, la De Luxe, aveva fusti a tre strati con cerchi di rinforzo, rullante solo in legno con misure 14” x 7”, casse 24” o 26”, tom da 12” x 8”, 14” x 10”, 16” x 16”, badge ovale con caratteri in blu. In un catalogo del ‘52 si vedono i set firmati da Jack Pernell - con cassa da 20”, tom 12” x 8”, tom a terra 16” x 18” e due bongos - e il set Universal, che aveva in più i tom da 12” x 10” e 14” x 10” (ossia c’erano tre tom su cassa disposti attorno ai bongos). Nel 1956 fu introdotta la Edgware, linea economica da affiancare al nome Ajax, ma si trattava di tamburi economici per modo di dire e già ai primi anni ’60 la qualità di fatto risulterà essere la stessa dell’Ajax.

Nel 1957 l’Ajax, era seconda in Inghilterra solo alla Premier, e poteva contare su endorser come Jack Parnell, Kenny Clare, James Blades. I fusti delle sue batterie erano in acero, con uno strato di mogano interno e cerchi di rinforzo, lavorazione a grana dritta, cioè venature del legno in una sola direzione; la cassa standard era ormai diventata quella da 20” x 18”, i tom forniti misuravano 12” x 8”, 12” x 10”, 14” x 10”, 16” x 16”, 16” x 18”, con cerchi die-cast, quadrato il badge, con caratteri in rosso e blu, rullanti Pipper, 14” x 5” e cordiera parallela, oppure Snapper, detto anche Pipperette, da 14” x 3”: data la ridotta profondità, questo rullante aveva i blocchetti con la coda accorciata e smussata.

Accessorio singolare era lo Spur Carrier, un’ancora che si poneva davanti alla cassa per fermarla, e che di solito recava la scritta Ajax, in maniera da pubblicizzare il brand. Negli anni Sessanta l’Ajax si accordò con la Rogers per utilizzare nome e hardware di quella casa. I set inglesi avevano come logo-badge la scritta Rogers montata sui fusti in orizzontale, invece che inclinata; esisteva inoltre una versione locale del rullante Dynasonic.

Nel corso degli anni Sessanta ci fu una piccola crescita sul mercato grazie all’utilizzo delle Rogers made in UK da parte di Dave Clark e Pete York. L’esperimento delle Rogers made in UK fu abbandonato nel ’67, con la nascita della Nu-Sound. Dotata di cerchi a tripla flangia e meccaniche disegnate come una grossa A, maiuscola e in stampatello (vedi l’aggancio dei tom e i passanti delle gambette dei tom a terra), la Nu-Sound era disponibile nelle misure 12” x 8”, 13” x 9”, 14” x 14”, 16” x 16” per i tom e 18” x 12”, 20” x 14”, 22” x 12” per le casse, con rullante in metallo o in legno.

La Nu-Sound fu il primo marchio nel Regno Unito a proporre batterie con misure che sarebbero diventate standard: la classica cinque pezzi, ovvero il set Forte, misurava infatti 12, 13 e 16 pollici per i tom e 22 per la cassa, con rullante in metallo (la Premier non adottò questa combinazione se non nei primi anni ’70). Le finiture proposte erano red, blu, marine pearl, burgundy ripple, blue streak, mahogany wood. La dismissione della Nu-Sound segnò la fine della Boosey & Hawkes come costruttrice di tamburi; la ditta divenne però distributore delle batterie Beverley, costruite dalla Premier, durante gli anni Settanta.
 

di Luca Luciano

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