
Sono finiti da un pezzo i tempi in cui Moore faceva il lavapiatti e lavorava in fabbrica per integrare i magri guadagni di batterista esordiente, oppure dormiva sul pavimento degli studi di registrazione in cambio di qualche session da turnista: Rick K and The Allnighters, la band nella quale suona dal 1997, è una realtà consolidata che viaggia alla media di 150/200 concerti l’anno e il video in questione, girato quasi due anni fa in Pennsylvania nel parco dei divertimenti Knoebels Grove di Elysburg, li ritrae alle prese con il classico dei ZZ Top "Sharp Dressed Man".
Vediamo quali sono i segreti di questo stile decisamente poco convenzionale, spiegati dallo stesso Steve: “È solo routine, sul serio. Un sacco di batteristi, soprattutto quelli più giovani, vanno fuori di testa e io devo sempre prendermi un po’ di tempo per spiegare loro che ciò che faccio non è poi così difficile. Perché realmente non lo è. Se mentre stai suonando la batteria fai passare il braccio sinistro sopra la tua testa, beh, tutti lo possono fare. E se porti la mano destra contro la faccia, beh, anche questo lo possono fare tutti. Si tratta solamente di essere capaci di eseguire un buon numero di movimenti e di combinarli tra di loro, cercando di ottenere un risultato che funzioni senza intoppi. Però ogni movimento in se è realmente semplice. Non avete comunque idea di quante volte i ragazzi della band si sono beccati in testa una bacchetta rotante sfuggitami di mano.”
Ma allora, dove sta la difficoltà? Drizzate bene le orecchie, amici batteristi con velleità da istrioni: “Io non voglio che la gente mi “senta” mentre faccio ruotale le bacchette, capite cosa voglio dire? Lo stick twirl non è difficile, tutti in fondo possono far ruotare le bacchette, ma evitare che nel mentre il beat vada al diavolo...QUELLO è difficile. Specialmente l’hi-hat, uno strumento molto sensibile, sul quale io eseguo moltissimo il back-sticking: cercare di ottenere un suono omogeneo da due parti diverse della bacchetta è decisamente difficile. Tutti possono dare di matto, ma suonare contemporaneamente in maniera decente è dura! È su questo aspetto che lavoro costantemente.”
Per chi volesse saperne di più, nel 2004 Moore ha realizzato il DVD didattico Over The Barrel nel quale spiega tutti i trucchi del suo ampio repertorio.

Le influenze del Mad Drummer
“Le mie influenze principali sono state Neil Peart, Dave Lombardo ma soprattutto Mike Portnoy, il miglior batterista progressive vivente. Inoltre sono sempre stato attratto da musicisti “visuali” come Keith Moon, Ginger Baker e Gene Krupa, ma erano tutti al di fuori della mia portata, veramente oltre le mie capacità. Ma la prima volta che ho visto Tommy Lee con i Mötley Crüe sono impazzito. Per la prima volta potevo provare a fare lo sticks twirl come lo faceva lui. Non BENE come lui, ma per lo meno potevo capire come faceva e provarci a mia volta. Inoltre quando avevo 18 o 19 anni la mia band aprì per i Wraithchild: il batterista era Shannon Larkin, che oggi suona nei Godsmack. Shannon ha cambiato la mia vita. Molto di quello che faccio nasce dal tentativo di imitarlo. Ha inventato uno stile e nessuno gliene rende merito.”
La strumentazione
Steve Moore è endorser per i marchi Ludwig, Pro-Mark, Audix Microphones, Pintech Electronic Percussion, E-PAD! Practice Pads, Randall May Hardware e Axis. Il set utilizzato nel video che ha fatto il giro del globo terracqueo è una Ludwig Maple Classic customizzata dalla Sic Skniz drum wraps con le fiamme disegnate dallo stesso Moore; le misure: due casse da 16”x24”, tom da 9”x13”, 16”x16”, 16”x18” e rullante in acero da 8”x14”.
“La gente tende a dimenticarsi che sono un performer. Prendete Elvis ad esempio: non fraintendetemi, Elvis era un bravo cantante, ma era soprattutto un grande performer! Credete onestamente che avrebbe avuto lo stesso successo se si fosse esibito seduto su una sedia?”

3 commenti
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a me?
viva il rock'n'roll
Un grande!
Batterista da circo......
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