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Groove Day

Ha creato qualche disagio anche alla comunità batteristica la recente eruzione del vulcano islandese dal nome impronunciabile, e in particolare alla seconda edizione del Groove Day, tenutasi domenica 18 aprile presso il Live Club di Trezzo sull’Adda. La forzata cancellazione di un paio di appuntamenti di rilievo (su tutti l’attesa clinic di Horacio “El negro” Hernandez) non ha però sminuito l’importanza complessiva di una manifestazione che presentava un cast davvero siderale.

Nonostante le defezioni (bloccato negli States, oltre al maestro cubano, anche Sergio Bellotti, mentre sono rimasti appiedati in qualche aeroporto europeo il figlio di Stewart Copeland, Jordan, con i suoi colleghi dello Hot Head Show e qualche batterista nostrano), la II edizione del Groove Day verrà certamente ricordata a lungo per la qualità e la quantità di eventi batteristici offerti, alcuni dei quali in esclusiva nazionale.

Ha aperto le danze Marco Iannetta, con la sua enorme batteria customizzata dai 10 pedali e il suo stile così originale, seguito da Gigi Morello, che invece si è esibito su un set essenziale formato solo da hi hat, piatto ride, cassa e due rullanti in alluminio. Alle 14, puntualissimi ed elegantissimi nei loro smoking, Christian Meyer e Giovanni Giorgi hanno presentato in anteprima parte del loro nuovo spettacolo in duo, che verrà proposto nei principali negozi e scuole di musica della penisola. È stata poi la volta di Andrea Beccaro su un set elettroacustico, seguito dalla performance ‘estrema’ del duo formato da Riccardo Lombardo e Federico Paulovich.

Il pubblico, che si faceva sempre più numeroso con l’andare del tempo, ha poi potuto apprezzare Il diavolo e l’acuqa santa, ormai collaudato sodalizio tra il rocker Roberto Gualdi e il jazzman Stefano “Brushman” Bagnoli, cui hanno fatto seguito la gradevole esibizione in trio di Gianluca Palmieri, con Lorenzo Feliciati al basso e Dario Zeno alle tastiere, quindi la performance del funambolico Ronald Bruner Jr., ex batterista di Marcus Miller e Stanley Clarke.

Del tutto opposta, totalmente all’insegna del groove, la proposta della band del solidissimo Mylious Johnson, degno antipasto per l’attesissima cinic di un Dave Weckl in splendida forma. Dopo una breve pausa la serata si è conclusa con il concerto, in esclusiva nazionale, della band composta da Terry Bozzio, Allan Holdsworth, Tony Levin e Pat Mastellotto, che hanno chiuso da par loro, all’insegna dell’improvvisazione più totale, una giornata davvero indimenticabile per tutti gli appassionati di batteria.
Foto di Mario A. Riggio

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