Whitney Drums - Penguin

di gabriele bianco - accordiano DOC #16140 | 14 maggio 2012 @ 07:00
Lo strano nome affibbiato alla serie dal suo produttore (J.T.Whitney), deriva dal suo aspetto. Ogni fusto risulta di diametro nettamente maggiore rispetto al cerchio che tende la pelle. Insomma, come i pinguini che hanno la testa piccola e il corpo grassoccio. Andiamo oltre.

Il concetto alla base di tutto è la trasportabilità dello strumento, senza per questo andare a perdere in qualità. La rimozione di quattro viti poste nella parte inferiore del fusto (lato della pelle risonante), consente all'utilizzatore di smontare l'elemento al quale sono assicurate le pelli e - in stile matrioska - annidare un elemento dentro l'altro. Questa operazione non modifica in alcun modo la tensione della pelle. Per rendere l'idea, per trasportare l'intero set di fusti, sarà necessaria la sola custodia protettiva della cassa. In un'altra sacca, le aste e la base.

Altro elemento fondamentale dei set prodotti da Whithey Drums, è il Mounting System. Anche in questo caso si è intrapresa la strada della rapidità e della praticità. Un elemento che determina la base sulla quale adagiare la cassa (tenuta in posizione grazie a due viti), consente inoltre di tenere in posizione le varie aste necessarie al sostegno dei vari fusti e dei piatti. La cassa è assicurata in sospensione (a sbalzo), quindi libera di risuonare in quanto priva dei puntali frontali.
Nonostante il braccio del supporto del tom risulti all'interno del fusto stesso, anche i tom sono in realtà sospesi grazie a un sistema denominato ISIS acronimo di Internal Suspension and Isolation System. Dall'esterno è però visibile solo il foro nel quale inserire il supporto e la vite che determina il bloccaggio del fusto nella posizione scelta. I fusti sono realizzati in betulla proveniente dall'Europa e assemblati seguendo una logica piuttosto alternativa. La procedura di creazione dei fusti prevede infatti tre elementi differenti.

Sei strati a formare degli anelli di rinforzo e nove strati ad accogliere degli inserti metallici all'interno dei quali vengono assicurati i tiranti. In questo modo si salvaguardano alcune frequenze del fusto e si risparmia in peso. Il terzo elemento consiste in altri tre strati di betulla a formare il vero e proprio fusto. La combinazione di questi elementi, consente di ottenere un volume maggiore pur mantenendo una profondità del fusto inferiore e una gamma dinamica paragonabile a quella di un fusto più profondo.


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