di gabriele bianco
- accordiano DOC
#16140 |
24 aprile 2012 @ 07:30
Gabriele Bianco: Qual'è stato il tuo primo contatto con la batteria? Marco Orsi: Il mio primo approccio ai tamburi è stato con la banda di Busseto (Pr), suonavo il rullante, mio padre vedendomi così appassionato si procurò da un’amico una batteria e successivamente me ne comprò una nuova. Fu la mia prima batteria, parliamo del 1973.
GB: Molti grandi batteristi hanno iniziato a muovere i primi passi suonando nelle orchestre di liscio. Credi che possano essere una buona palestra per un batterista?
MO: Per me è stata una grande scuola, avendolo fatto negli anni ottanta, in quegli anni si incontravano grandi musicisti all’interno delle orchestre. Ogni giorno era una crescita di vita musicale. La situazione attuale purtroppo è ben diversa. Dal punto di vista dello spettacolo e dell’esperienza di palco può essere una buona palestra, dal lato musicale un giovane oggi non ha la crescita che invece una volta l’Orchestra riusciva a darti.
GB: E' vero che Franco Bagutti ti ha obbligato a iscriverti in una scuola per studiare la batteria?
MO: A 14 anni entrai nell’Orchestra di Franco Bagutti. I musicisti erano eccellenti, io ero molto giovane e mi mancavano le capacità tecniche, di conseguenza per poter rimanere in un orchestra così prestigiosa, Franco mi consigliò di andare a scuola. Ho studiato a Milano per circa 5 anni, inizialmente da Enrico Lucchini, successivamente da Bruno Fraimini. Sono stati anni fondamentali per iniziare la mia carriera da professionista.
GB: Ormai tutti ti conoscono come Marco "Nano" Orsi. Raccontaci le origini di "Nano".
MO: Quando entrai nell’Orchestra di Bagutti, ero il più giovane. Il sassofonista di quel periodo (all’epoca mi sembrava vecchio, in realtà avrà avuto la mia età di adesso) in dialetto mantovano mi diceva “cara al me nano se me gavis la to età ad daris mes miliard” traduzione: Caro il mio ragazzo, se avessi la tua età ti darei mezzo miliardo.
Da quel momento Nano divenne il mio soprannome.
GB: Dal liscio hai poi deciso di cambiare e prendere un'altra strada, cosa ti ha spinto a fare questa scelta?
MO: E’ sempre il stato il mio obiettivo quello di suonare un giorno su un grande palco con cantanti famosi, quindi dopo 10 anni di liscio, ho avuto l’opportunità di fare il mio primo tour con Viola Valentino. E’ stata una bella esperienza, mi sono divertito molto, e mi ha portato fortuna.
GB: Cosa ti sei trovato davanti quindi, una volta fatta questa scelta? MO: Ho trovato grandi emozioni, facevo quello che sognavo fare da bambino, mi sono sentito veramente realizzato, pensavo di esser già arrivato a livello professionale, invece mi sono accorto che ero solo all’inizio della mia carriera, che fortunatamente è proseguita nella giusta direzione.
GB: Hai avuto modo di suonare e collaborare con artisti completamente differenti l'uno dall'altro, ti prepari allo stesso modo a prescindere dall'artista e quindi dal genere, o adatti il tuo studio e la tua preparazione a seconda dei casi?
MO: Sicuramente le esperienze musicali e la preparazione mi hanno aiutato ad adattarmi nei vari generi. Per affrontare diverse situazioni bisogna avere a mio avviso una buona cultura musicale a 360 gradi e lo studio necessario per mettere in pratica quello tu vuoi realizzare in quel momento A parte la preparazione e lo studio, io cerco di conoscere l’artista e di capire quali sono le sue esigenze.
GB: Soprattutto nell'ambito del Pop, è inusuale trovare un batterista dotato di una batteria con due casse. A cosa è dovuta questa tua scelta?
MO: Da 8 anni collaboro con Enrico Ruggeri. Enrico è un cantante molto eclettico. Nel 2006, fece un tour particolarmente rock e gli proposi un set con due casse e lui fu entusiasta della scelta.
GB: Cosa ti ha avvicinato al marchio Tamburo?
MO: La batteria Tamburo mi è sempre piaciuta e alla fine degli anni 90 mi misi in contatto con la Proel per una collaborazione artistica. Ancora oggi sono endorser Tamburo e negli anni si è andata a rafforzare questa collaborazione migliorando sempre più. La collaborazione artista azienda è cresciuta negli anni, e oggi mi trovo a suonare con batterie di ottimo livello, grazie anche alla professionalità dei collaboratori Tamburo che capiscono a pieno le mie esigenze. I miei riferimenti sono Maurizio Curto e Michele Palladino, con loro discutiamo inizialmente sul tipo di strumento che necessito, delle mie esigenze, poi le idee vengono concretizzate e realizzate dal maestro Marco Matteucci.
GB: Usi lo stesso drumset nei vari contesti nei quali ti trovi a suonare (live, studio...)? MO: Il mio drumset e il modello dello strumento cambia in base al tipo di lavoro (concerto, studio, locale….) Solitamente uso 2 modelli, Tamburo Hibryd e Tamburo Formula Custom Signature
GB: Descriveresti la tua batteria? MO: Attualmente è stata realizzata la prima Tamburo Signature Formula Custom che utilizzerò per il tour estivo 2012 Enrico Ruggeri. Il mio set è cassa da 22x18 tom 10x8 12x8 14x14 16x16 rullante 14x7.
GB: Quanto fai uso di tecnologia sul palco e in studio (trigger, click o altro)? MO: Non uso nessun trigger, all’esigenza di un suono elettronico uso dei pad con centralina adatta alla situazione. Per quello che riguarda il click, lo uso solo per brani strutturati, statici che non necessitano di particolare interpretazione ma precisione metronometrica, e in presenza di sequenze.
GB: Qual'è il tuo approccio all'insegnamento? MO: Per prima cosa faccio un primo incontro con l’allievo per capire il livello di conoscenza dello strumento e individuare quanto tempo questa persona voglia dedicare alla batteria.
La cosa importante per me è avere una buona didattica, conoscere il solfeggio ritmico per poi costruire ed arrivare non solo a suonare ma interpretare dei brani.
Una volta che l’allievo ha acquisito una buona base di tecnica, si può cominciare un lavoro di conoscenza di vari generi musicali.
Ritengo che il tempo sia molto importante e che non debba essere sprecato, quando un allievo viene da me oltre ad insegnare la tecnica io cerco di trasmettere la mia esperienza.
GB: Il mondo del batterismo, tende a spaccarsi in due su quanto sto per chiederti. Acrilico o Legno? MO: La batteria nasce in legno, ha la sua storia. Sicuramente le batterie in acrilico sono state una vera sorpresa. Io personalmente continuo a preferire il legno.
GB: E' storica la tua collaborazione con Enrico Ruggeri, come è nata? MO: Ci siamo conosciuti in occasione di un suo Show Case a metà degli anni 90. In seguito ho collaborato con lui in studio di registrazione e successivamente nel 2003 sono entrato ufficialmente nella sua Band.
GB: Qual'è il contesto musicale nel quale ti senti più a tuo agio? MO: Ritengo di essere un batterista pop rock, anche se poi in realtà mi trovo anche in situazioni ben diverse. Non mi considero un batterista super tecnico, ma un batterista passionale, “groovoso”.
GB: Hai qualche progetto in cantiere al momento? MO: Un progetto alquanto impegnativo, diventare papà a luglio.
Lavorativamente parlando, ho iniziato il tour estivo di Enrico Ruggeri “Multimedia Tour 2012”, e contemporaneamente collaborazioni con Orchestre Sinfoniche, e altre situazioni live e studio.
di roccog
- accordiano
#30468 |
10 maggio 2012 @ 07:57
Queste sono interviste che bisognerebbe far leggere a scuola ai ragazzi! Bravi...bravissimi. Capire che OGNI genere, OGNI genere se vuole essere suonato bene necessita di tecnica, sensibilità, studio, sacrificio e dedidizione. E tanta umiltà. Molti si avvicinano al liscio con spocchia e sufficienza ...e poi arrivano le palate in faccia perchè magari questi fenomeni che sì sognano di fare i Dream Teather, ma poi si pagano le bollette andando a fare il liscio, non vanno a tempo. E se cazzeggi sul tempo suonando prog metal non succede niente...ma se ondeggi su una mazurca la gente smette di ballare, belli! ;-) Grande intervista! Mi sono esaltato...
Queste sono interviste che bisognerebbe ...
Bravi...bravissimi.
Capire che OGNI genere, OGNI genere se vuole essere suonato bene necessita di tecnica, sensibilità, studio, sacrificio e dedidizione. E tanta umiltà.
Molti si avvicinano al liscio con spocchia e sufficienza ...e poi arrivano le palate in faccia perchè magari questi fenomeni che sì sognano di fare i Dream Teather, ma poi si pagano le bollette andando a fare il liscio, non vanno a tempo. E se cazzeggi sul tempo suonando prog metal non succede niente...ma se ondeggi su una mazurca la gente smette di ballare, belli! ;-)
Grande intervista! Mi sono esaltato...