Alex Battini De Barreiro - Ritmi dicembre 2011

di redazione - accordiano DOC #116 | 20 December 2011 @ 07:30 |
2
Il musicista di origini argentine è il responsabile didattico per l’Italia delle scuole di batteria che adottano il Metodo Yamaha. Del suo ruolo di Key Teacher, dei libri adottati e dell’organizzazione internazionale delle scuole che adottano tale metodologia parla nell’intervista pubblicata su Ritmi in edicola a dicembre. In questa breve intervista Alex racconta invece qualcosa sulle sue influenze batteristiche e i suoi strumenti, regalando qualche utile consiglio ai più giovani. Il primo dei due video allegati è stato girato da Alex appositamente per i lettori di Ritmi, mentre il secondo, intitolato Frammenti, è una carrellata di clip di qualche anno fa, che ci consentono tra l’altro di apprezzare le doti di percussionista, oltre che di batterista, di battini De Barreiro.

Quali sono gli artisti e gli stili musicali che maggiormente ti hanno influenzato?
Direi che mi piace tutta la musica, in tutte le sue sfaccettatura, anche se ho delle preferenze, naturalmente. Adoro il latin sia esso afro-cubano che afro-brasiliano, folclorico o tradizionale o più contemporaneo, con contaminazioni jazz. Mi piace molto la musica classica soprattutto quella sinfonica. Trovo che il suono degli archi faccia, per così dire, una sorta di pulizia nelle mie orecchie, abituate al suono degli strumenti a percussione. Mi piacciono il jazz, il blues, il rock: diciamo che l'unica cosa che non sopporto e da cui mi allontano è la musica dove c'è disordine e caos, senza senso e direzione. Penso che quando si suona è come se si facesse un discorso, e ciò deve essere fatto seguendo un percorso che porti a una meta. Anche se sono fermamente convinto che nella musica tutto è possibile, è lecito e permesso. Tuttavia, chi ascolta il musicista esprimersi deve poter seguire il cammino che l'artista sta percorrendo. Batteristicamente parlando, ci sono musicisti che mi hanno influenzato e stimolato, da Elvin Jones a Tony Williams, da Steve Gadd a Jack DeJohnette, e anche Peter Erskine, Dave Weckl, Vinnie Colaiuta, Alex Acuña, Antonio Sanchez. E la lista potrebbe non finire mai, poichè sono tutti straordinariamente importanti nel loro stile e nel loro linguaggio innovativo. Ognuno di loro ha tracciato una forma personale di linguaggio e ha reso la propria voce e il proprio suono inconfondibili. E questo a mio avviso è il vero significato di essere un artista. Anche in Italia ci sono tantissimi batteristi di grandissimo livello sia tecnico che espressivo, e anche in tale caso l'elenco sarebbe lunghissimo.

Quali sono i tuoi endorsement?
Nel corso della mia attività ho collaborato con vari marchi sia per le batterie sia per le percussioni. Ormai da parecchi anni sono endoser delle batterie Yamaha, delle percussioni e dei piatti Meinl, delle bacchette VicFirth e delle pelli Evans.

Vuoi regalrci una frase per chi inizia a suonare o a insegnare, per concludere questa intervista?
Dare consigli è sempre molto impegnativo e rischioso. Comunque penso che sia importante fare una distinzione fra il musicista e l'insegnante. Per entrambi le cose necessarie sono passione e amore per la musica, talento, comunicatività, ricerca continua, umiltà, ma nello stesso tempo personalità. Queste sono caratteristiche importanti soprattutto per un artista. Ma oltre a ciò, per essere un buon insegnante bisogna essere dotati di un grande senso di responsabilità. Perciò direi per citare una frase del santo a cui sono legato: “Nè temerarietà nè scoraggiamenti, ma sempre avanti!” ( Don Orione ). Un saluto sincero a tutti.


 

Ha collaborato Gabriele Civiero

Risorse




Tutti i commenti

Nessun commento.


Scrivi un commento

Accedi o crea un account per commentare.