Massimo (Max) Stendardi, l'etrusco batterista

di Martinez53 - accordiano DOC #23272 | 14 September 2011 @ 07:30 |
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Massimo Max Stendardi fa parte di quella categoria di batteristi sconosciuti al grande pubblico, o comunque a chi non frequenta abitualmente l'ambiente del professionismo. Eppure questi musicisti che lavorano nell'ombra aiutano in maniera determinante i cosiddetti "famosi" a produrre musica di qualità

Interessante è l'esempio riportato nell'intervista in cui si fa cenno all'attività di pre produzione, un lavoro che consiste nel preparare/studiare/progettare il groove, il sound, come dovrà essere e come dovrà suonare la linea ritmica di un determinato pezzo, questo lavoro fatto in sala di registrazione, risulterà fondamentale per i musicisti "ufficiali" che accompagneranno la star durante la fase di registrazione e anche nelle performance live.

Quando e perché hai incominciato a suonare la batteria?
Ho iniziato credo, intorno ai 7/8 anni picchiando con delle bacchette di fortuna sui fustini del detersivo per lavatrice.
Il perché ho iniziato? Ma sicuramente ascoltando i Beatles, sono stati loro la molla.

Sei un autodidatta, hai studiato o sei entrambe le cose?
Sono entrambe le cose. Inizialmente, nel mio territorio dove ho vissuto fino a 18 anni zona lago di Bolsena (VT), scuole di batteria non ne esistevano, essere autodidatta era la norma. Poi, a 18 anni mi sono trasferito a Firenze dove ho conosciuto Marzio Benelli, patron dello studio Emme di Calenzano (FI), persona che ringrazierò per tutta la vita, li è nata tutta la mia storia di “musicista” non più autodidatta.

In seguito anche i consigli di Piero Monterisi, Daniele Iacono, Francesco Canturi e in ultimo, in ordine di tempo, le dritte di Luca Capitani e Valter Sacripanti amici e professionisti con la P maiuscola.

Chi sono i tuoi musicisti di riferimento e chi ti ha influenzato in modo particolare nella formazione del tuo stile?
Sentivo da ragazzino i Beatles, per cui Ringo fu il primo, ma fu quando sentii per la prima volta la P.F.M. di Franz Di Cioccio, ecco li dissi io farò questo. Dopo tanti anni ci siamo conosciuti personalmente e stare insieme una sera con lui è stato anche commovente. Beh poi, sempre in quegli anni, la tecnica e l’inventiva del maestro Bruno Biriaco del Perigeo, Graham Lear con Santana, Billy Cobham, Stewart Copeland, Phil Collins, Jim Capaldi. Poi, nell’ultimo decennio, sicuramente, Steve Gadd, Vinnie Colaiuta. Come Italiano, ammiro molto Alfredo Golino, che ho conosciuto personalmente, per la sua interpretazione in ogni stile, in ogni situazione e in qualsiasi genere.

Quali sono attualmente i tuoi principali impegni di batterista?
Attualmente, il mio impegno con Don Giosy Cento, sacerdote cantautore, conosciuto in tutto il mondo per la sua Cristian Music, mi impegna praticamente da aprile a ottobre in tourne’, come questa del 2011, lunga circa 40 date, per cui il tempo con lui è massimo. Sono impegnato anche in vari studi di registrazione, a Firenze presso lo studio Emme di Marzio Benelli, ad Acquapendente, presso il Mulino Recording di Cesare Chiodo e Francesco Luzzi, nello Studio Greg Studio di Gregorio Puccio di Nepi, dove ho registrato, insieme a Gregorio, le batterie dell’ultimo CD di Giosy Cento e anche con qualche produzione minore.

Lavorare in studio mi piace molto e ogni volta che si registra è sempre una grande soddisfazione e crescita musicale.
Poi la mia Band i Fiori Neri (cover band dei Nomadi). Sei amici che si riunirono una sera, così per gioco e divertimento, tanto per fare un po’ di musica, da li poi nacque l’idea di fare i Nomadi, ora la cosa funziona e fa star bene non solo noi.

Parlami del fenomeno Don Giosy .
La produzione musicale di Giosy è spaventosa, oltre 40 album pubblicati e da quando suono con lui, abbiamo fatto circa 400 concerti.

Mentre invece i Fiori Neri?
Suonare con i Fiori Neri, significa prima di tutto divertimento, anche se a un livello di professionalità alta, ma c’è anche l’aspetto benefico: noi siamo promotori dell’associazione Augusto per la Vita fondata da Rosanna Fantuzzi, compagna di vita del compianto Augusto Daolio a cui siamo legati musicalmente e con viva amicizia.

Parlami della tua collaborativa amicizia con il grande musicista Cesare Chiodo
Ecco, cinque anni fa conobbi Cesare Chiodo e iniziai a collaborare con lui, da allora molto è cambiato nella mia mente di musicista, i suoi consigli e la sua esperienza hanno contribuito in maniera determinante ad arricchire il mio bagaglio professionale. Un grande musicista, un grande professionista ma sopratutto un amico speciale.

La nostra collaborazione si svolge principalmente presso il suo studio di registrazione: Al Mulino Recording di Acquapendente (VT), nella ricerca che facciamo insieme per trovare le parti e il giusto groove per i provini dei brani composti da Cesare, alcuni esempi: " Semplici emozioni " poi riprodotta e interpretata da Nek o " Bellissimo " poi finita nel cd di Alessandra Amoroso. Oppure ci dedichiamo alla pre produzione dei lavori di cui Cesare è il produttore, vedi Povia, Masini e altri, tutto allo scopo di sperimentare le varie possibilità ritmiche prima dell'arrivo della band ufficiale.

E allora sentiamo che dice Cesare Chiodo di Max Stendardi
Conosco Max da qualche anno, mi ha subito colpito la sua grande passione per la musica ed il rispetto per coloro che come me, hanno scelto l'arduo compito di fare della musica il proprio lavoro. L'impegno che dopo tanti anni ancora dimostra, la sua continua voglia di imparare, la sua umiltà unita ad una forte personalità (la cajenna) fanno di lui un grande musicista, valido collaboratore e grande amico per me.

Quale tipologia di strumentazione usi?
Batterie DrumSound (del magnifico Luca Deorsola), di cui sono endorser e che personalizzo a seconda delle situazioni.
Per quest’anno in tour con Giosy ho usato: una DS evolution con cassa 22x18 - Tom 12x9.6 – Floor Tom da 14x12 e 16x14, doppio rullante, 14x6.5 (acero) e 13x5.5 (Dinamite Acero).
Uso piatti Ufip (endorser), HH da 13, Crash da 17 e 18, Ride da 20, un Chinese da 18 e vari Splash sempre Ufip.
Uso le mie bacchette Lantec 5°, (Endorser) grazie al suo Patron Alberto.
In studio sempre con DrumSound, ma a seconda delle esigenze, cambio oltre ai vari tamburi, le tipologie di rullanti, tutti rigorosamente DS che, oltre a quelli sopra elencati, vanno dall’acciaio da 10" all’ottone da 14x4.5

Con I Fiori Neri, mi piace spesso inventare, sempre con DS e, a seconda di dove si suona, mi presento anche con un set-up che prevede rullante 14x5.5 o 14x4.5(ottone), Tom da 12x8, Floor Tom da 14x12 e cassa da 18x16.

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Tutti i commenti

  • cosco il grande don giosi poichè proveniamo ...
    di 1cxt - accordiano #23260 | 14 September 2011 @ 14:53
  • anche io ho l'onore di conoscere un grandissimo
    di LeoRO - accordiano #30923 | 15 September 2011 @ 08:29

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