Infatti, all’interno del piccolo cabinet in plastica sono contenuti il motore di modellazione virtuale, un piccolo sistema di amplificazione autonomo (con tanto di uscita per ascolto in cuffia), un looper con buone funzionalità didattiche e la possibilità di alimentazione tanto a batterie quanto con power pack esterno fornito in dotazione. Ma, la cosa che salta più all’occhio è la presenza di una clip con sensore incorporato che può essere agganciata pressochè ovunque: superfici rigide, scarpe del musicista, nasi particolarmente sporgenti o direttamente sul body del WAVEDRUM Mini. Tramite clip, è possibile contare su un percorso d’innesco timbrico indipendente, che permette – ad esempio – il dialogo tra bass drum e resto del drum kit; agganciamo la clip alla linguetta delle scarpe e il gioco è fatto… Instant kick!
La filosofia che permea il progetto è quella di massimizzare il fun factor, rimuovendo tutti i possibili menu parametrici e le funzioni di editing in cui l’utente meno esperto potrebbe annegare; inutile dire che ciò porta ad un serio compromesso: immediatezza d’utilizzo pagata con impossibilità di (ri)configurare a piacere il funzionamento dell’apparecchio.

In the box
La superficie sensibile (e il sensore montato sulla clip) garantiscono l’accesso a 100 (multi)timbriche residenti, organizzabili in altrettanti pattern preconfigurati e trattabili con 10 effetti interni. I motori di recording e looper prevedono la possibilità di sovrapporre passaggi indipendenti con timbriche separate… a patto di sapersi organizzare nella selezione attraverso il piccolo display numerico a due cifre. Non c’è MIDI, non c’è USB: WAVEDRUM Mini esiste in funzione della performance stand-alone.
Controlli e funzioni
La chiave per lavorare flawless con WAVEDRUM Mini è, come al solito, la corretta interazione con i controlli di pannello: tanto più si rendono indolori le procedure di Sound Selection, Rhythm Pattern Selection e Looper Transport, maggiore diventa la capacità timbrica globalmente generabile con l’apparecchio. A fronte del piccolo display a due cifre, navigabile attraverso tasti Increase/Decrease, ciò comporta un certo sforzo di pianificazione e… buona memoria.
Ma cosa si può fare, oltre a suonare, con questo apparecchio? Il panorama è privo di brutte sorprese: dopo aver selezionato il suono (che, nella terminologia KORG, può anche significare “l’insieme di timbriche percussive mappate sui diversi livelli dinamici, equamente distribuite tra superficie sensibile e clip esterna”), si può pensare al suo trattamento con il processore effetti (reverb, dieci tipi; multi tap delay, con pattern e velocità regolabili; delay + reverb, reverb + phaser/flanger; pitch shifter, fino a 48 semitoni di differenza; random step filter, sweep modulation delay + flanger, tube overdrive + flanger, random step filter + delay).
In aggiunta, si può regolare la trasposizione globale dei campionamenti, la scelta del temperamento (equabile, maggiore/minore puro, gamelan, hanuma todi, eccetera), i livelli relativi di pad e clip, il volume del pattern ritmico di supporto.

Pattern e overdub
Non è possibile programmare ex novo pattern ritmici, ma all’interno dei 100 già disponibili, si può scegliere quello che piace di più e – su quello – ci si può concentrare per suonare o studiare in assoluta libertà. Durante il playback, si può specificare un nuovo numero di pattern, che verrà richiamato a fine esecuzione del precedente. Con un minimo di allenamento si può organizzare una performance abbastanza articolata. pur dovendo fare i conti con la mancanza di un tastierino numerico (e quindi essendo obbligati a fastidiosi scroll di locazione).
La RAM interna all’apparecchio può ospitare fino a 25 secondi di esecuzione musicale catturata in overdubbing; dopo aver selezionato il timbro di partenza, la registrazione può essere fatta partire “a freddo” o in corrispondenza della prima nota eseguita; ciascun overdub – il numero è virtualmente illimitato – può essere progressivamente vagliato con Undo/Redo e (vista la natura squisitamente audio capture) può impegnare una timbrica diversa, appositamente selezionata prima della registrazione.

Bag of tricks…
WAVEDRUM Mini contiene un mondo di timbriche etniche, elettroniche, acustiche, effetti; con un’inevitabile generalizzazione, parliamo di: drum kit, tuned percussion, synth bass, drum/percussion instrument, industrial, tuned instrument, sfx. Il rapporto prezzo/prestazioni è più che positivo; l’ingombro è contenuto e il divertimento è assicurato.
Cosa altro chiedere? Volete sentirlo all'opera? Eh eh eh, senza rivelare troppi segreti, diciamo che il percussivo staff di Ritmi si sta dando molto da fare attorno a questo apparecchio: non ci stupiremmo se, in futuro, dovesse comparire, che dire..., un qualche video, un qualche articolo, una qualche prova...
Rimanete sintonizzati.
probabilmente un mio prossimo acquisto
<p>http://www.jalebimusic.com/home.html
http://www
Però una qualche interfaccia per il mondo ...
This goes up to eleven... It's one louder!
www.mys
Re: Però una qualche interfaccia per il mondo ...