Spesso di questi piatti la Ludwig si riforniva da ditte minori, a loro volta clienti della Zildjian o di altre fabbriche (tra cui anche qualcuna italiana, attiva intorno a Pistoia), che apponevano sui prodotti nomi commerciali che suonavano vagamente turcheggianti (come, per esempio, Zenjian). La Ludwig Company a fine anni ’50 cominciò a importare alcuni quantitativi di piatti prodotti in Svizzera dalla Paiste: nella sua autobiografia (The Making of a Drum Company), William Ludwig II scrive che erano inizialmente un po’ troppo spessi per i gusti dei batteristi americani, ma che il prezzo del loro modello più economico era così interessante da indurre il padre a ordinarne 20.000 esemplari l’anno per diversi anni, commercializzati con il nome di Ludwig Standard. Il buon successo dell’operazione indusse Ludwig a provare nel 1964 anche la linea top della Paiste, la Formula 602, e a trovare un accordo per distribuirla in esclusiva negli Usa, il Canada e il Messico.
Tornando ai piatti della serie Ludwig Standard, forniti a corredo di molti set Ludwig fino alla seconda metà degli anni '70, erano prodotti dalla Paiste nella fabbrica di Rendsburg, nell’allora Germania Occidentale, utilizzando una lega che ricorda quella delle serie professionali: si tratta di piatti dal suono scuro e pastoso, dal peso piuttosto leggero, adatti al jazz e blues, forse un po’ meno al rock. Una serie di medio livello, non priva di interesse nel mercato del vintage. In giro per il web abbiamo trovato una coppia di hi hat in ottime condizioni offerta a circa 130 euro. Più o meno sullo stesso prezzo potrebbe aggirarsi la quotazione di un ride da 20”, mentre difficilmente si potrebbe sperare di ricavare più di un centinaio di euro da un piatto da 18” o inferiore di diametro.