Si tratta di un disturbo eterogeneo e complesso, che è spesso associato ad altri disturbi come quello oppositivo-provocatorio e i disturbi della condotta, i disturbi specifici dell'apprendimento (dislessia, disgrafia, ecc.), i disturbi d'ansia e, con minore frequenza, la depressione o il disturbo ossessivo-compulsivo.
Perché la batteria? Nella sintomatologia dell’ADHD, tra le altre, vi sono elencati anche fattori come l'essere facilmente distratti, perdere i dettagli, dimenticare le cose, il passare da un'attività all'altra, oppure l'avere difficoltà a concentrarsi su una cosa, l'essere annoiato con un compito dopo pochi minuti (a meno che si stia facendo qualcosa di divertente), e soprattutto l’essere costantemente in movimento. Suonare la batteria, per contro, è un’attività che contrasta in modo dolce, divertente e naturale questi comportamenti.
Innanzitutto, la batteria in un certo senso “costringe” a stare seduti; una volta che si è allo strumento poi, si ha quella sensazione di “abbraccio” data dall’essere circondati dai tamburi e dai piatti. Diventa allora irresistibile colpirci sopra, scoprendo poco a poco tutti i diversi suoni, mettendoli insieme, sperimentando varie combinazioni, inventando e creando. Suonare la batteria diventa così quell’attività che può permettere un sensibile incremento dell’attenzione, aspetto fondamentale per i bambini che invece ne difettano.

In altre parole, la batteria consente di creare uno spazio in cui il bambino affetto da ADHD riesce a modulare quello che normalmente è un difetto (l’iperattività e il non riuscire a stare fermo), trasformandolo in una potenziale risorsa: la batteria non si può suonare se si sta fermi, ma è proprio suonandola e muovendosi che si acquista un maggiore controllo e una più ampia consapevolezza dei movimenti stessi. Più di ogni altro strumento, la batteria si presta a questo “sfogo controllato”; la stessa portata educativa possono averla alcuni sport, con la differenza che suonare uno strumento vuol dire innanzitutto fare musica, che oltre a essere una forma d’arte, incide in modo significativo sulla strutturazione cognitiva: la coordinazione dei quattro arti mentre si suona, la concettualizzazione del tempo musicale e del ritmo, la magia data dalla possibilità di fare emergere emozioni attraverso il movimento e la percussione, sono tutti elementi che si ritrovano in pochissime attività umane, e la batteria è tra queste.
Esempi celebri… A riprova della portata educativa che la batteria ha in rapporto all’ADHD, vi sono degli esempi di famosi batteristi professionisti che hanno sofferto di questo disturbo e sono guariti anche grazie al fatto di essersi messi a studiare la batteria, o che hanno iniziato a suonare proprio perché affetti dall’ADHD. Grazie al loro talento, la musica è infine diventata una professione. Ne riporto alcuni: il più celebre di tutti è di certo Deen Castronovo, fenomenale batterista americano, attualmente nella storica band dei Journey, ma conosciuto in Italia per aver suonato diversi anni fa con Vasco Rossi. Ecco cosa ha dichiarato Deen Castronovo a proposito in una intervista alla rivista Modern Drummer (agosto 2008): “Crescendo, ero molto iperattivo. All’epoca, i medici prescrivevano il Ritalin (lo stesso farmaco usato in Italia, ndr) ai bambini con l’ADHD. Mia madre non era d’accordo e mi comprò una batteria”.
Un altro batterista, anche se meno noto, che soffre tuttora di ADHD è Chad Szeliga, della band americana alternative metal Breaking Benjamin. Sempre a Modern Drummer, Chad ha dichiarato (ottobre 2010): “Credo che la maggioranza dei musicisti abbia l’ADHD. Abbiamo un cervello talmente artistico che ci annoiamo velocemente… alcuni si deprimono per questo, altri ne sono eccitati. Il mio medico mi diceva che il mio drumming senza prendere farmaci era solo il 40 o il 50% di quello che potevo esprimere, ma da quando mi curo i farmaci mi aiutano a suonare meglio al 70 o all’80%... il mio cervello tende a lavorare molto velocemente, posso comprendere le cose complicate molto più facilmente di quelle semplici… in passato, nei gruppi in cui suonavo mi venivano mostrati i ritmi da suonare. Il mio cervello non riusciva a comprendere le parti semplici che mi venivano richieste. I membri del gruppo si voltavano verso di me e mi dicevano: sei in grado di suonare i Rush, ma non sai suonare queste parti così semplici?. All’epoca non capivo perché, e fino alla diagnosi questa cosa mi ha davvero disturbato… non riesco a suonare i rudimenti per un’ora, mi annoio, e senza i farmaci tendo a suonare più veloce. Ora sono davvero un ADD: “All Day Drummer”!
Il batterista nudo. Una curiosità finale: nel divertente film del 2008 “The Rocker – il batterista nudo”, il protagonista è per l’appunto un batterista attempato e deluso (e decisamente tamarro) che riprende a suonare dopo vent’anni con la band del nipote e i suoi amici. Alla fine, avranno successo. Il nome della band nel film? ADD!
il potere della musica è impressionante... ...
fabiojay
A me l'argomento sindrome da deficit di ...
sssaaasss... è? s s sssaaasss... è?
<strong></str
Re: A me l'argomento sindrome da deficit di ...
Re: A me l'argomento sindrome da deficit di ...
sssaaasss... è? s s sssaaasss... è?
<strong></str
l'uso della musica lontano dallo spettacolo
Matt Confusion
http://flavors.me/mattconfusion
@mattconfusion ...sono pienamente d'accordo ...
complicato non significa bello ..tantomeno figo! .
La batteria e la musica causa benessere
concordo pienamente, pur essendo un ...
SuperLoco