Sordinare o non sordinare...

di Roberto_Ficarella - accordiano #28088 | 17 April 2011 @ 07:30 |
4
L'eterno dilemma ossessiona da sempre batteristi di ogni genere, che si dividono in due scuole di pensiero. Da un lato c'è chi ripudia a prescindere ogni tipo di sordinatura in quanto la considera una violenza al proprio strumento. Dall'altro, esistono batteristi che ricoprono vistosamente il proprio set con fazzoletti, cerotti e sordine di ogni tipo, fino a rendere quasi impossibile identificare il tipo di pelle sottostante.

Chiariamo subito una cosa: la sordinatura non deve essere un rimedio a una infelice scelta delle pelli. Il mercato attuale offre infatti prodotti di varia natura adatti a qualunque genere musicale. Per intenderci, non è molto saggio montare sui tom delle monostrato sottili trasparenti e riempirle di sordine: meglio ridurre gli armonici alla base ripiegando direttamente su delle pelli più spesse, sabbiate o a doppio strato (qualcuno ha detto idrauliche?).
Oltre a una scelta errata della pelle, l'utilizzo massiccio di sordine è spesso causato dall'imperizia tecnica del batterista nel trovare l'accordatura ideale per le proprie membrane. A discolpa del musicista va detto che accordare una batteria è un compito abbastanza infame, e spesso l'imperizia e la pigrizia si uniscono al timore di rovinare il proprio sound e non riuscire a ottenerlo nuovamente.

Va detto che più che di accordatura bisognerebbe parlare di intonazione, in quanto non si tratta di portare il tamburo ad una nota precisa (anche se alcuni batteristi lavorano esattamente in questo modo), quanto piuttosto di dare un tono e una timbrica adeguata ai vari pezzi. Non esiste infatti accordatore elettronico che possa dirci con certezza che le nostre pelli sono intonate: questo perché il complesso sistema di fusto, cerchi e pelli non producono una nota chiaramente riconoscibile (formata quindi da una fondamentale e dalle sue frequenze armoniche), quanto un suono le cui componenti in frequenza si estendono su quasi tutto lo spettro udibile, caratteristica tipica dei suoni percussivi.

Oltre a questo non dimentichiamo che al suono di ogni fusto contribuiscono due pelli, la battente e la risonante, e dalla loro reciproca intonazione si ottengono sonorità molto differenti: solo con una tensione uguale fra le due pelli avremo un suono pieno e "rotondo", mentre variando leggermente la tensione fra le due otterremo notevoli variazioni nel timbro, e qui si entra davvero nel campo dei gusti personali. Infine ogni pelle è posta in trazione da un numero elevato di tiranti, e spesso una disparità di tensione di anche uno solo dei tiranti può creare molti fastidi. Vengono in aiuto in proposito strumenti come il Drum Dial o il Tama Tension Watch, che indicano su una scala graduata il livello di tensione della pelle in prossimità del tirante, o le chiavette dinamometriche, che misurano la coppia applicata al tirante e quindi indirettamente la sua tensione (metodo meno preciso in quanto quest'ultima dipende anche da polvere, ruggine e attrito, elementi variabili da tirante a tirante).

Premessa fondamentale quindi ad un'eventuale sordinatura è una scelta adeguata del tipo di pelle e una corretta accordatura (sulla quale si potrebbe parlare per ore, e non a caso sono stati prodotti molti metodi e video didattici a riguardo).Qualora si volesse proseguire con la sordinatura il consiglio è di intervenire per gradi: più materiale si applica sulla pelle, maggiore sarà l'effetto. Se si desidera ridurre leggermente gli armonici sarà sufficiente una piccola sordina in prossimità del cerchio. Anche 2 o 3 centimetri quadrati faranno effetto, riducendo leggermente il decadimento del suono e gli armonici, ma anche il volume e la risposta in frequenza (andando quindi a tagliare le alte frequenze). Va detto inoltre che aumentando la superficie sordinata si ridurrà progressivamente la risposta elastica della pelle e quindi il rimbalzo delle bacchette.
Per interventi più massicci, consigliati solo in caso di batterie " da battaglia", si può aumentare progressivamente la superficie della sordina fino al raggiungimento del risultato (che il più delle volte coincide con la decisione di cambiare la pelle).

Se non volete attaccare sulle vostre pelli nastro adesivo e fazzoletti (e come darvi torto), il mercato è generoso anche per quanto riguarda le sordine: esistono infatti rim di ogni diametro, in plastica e di spugna, da montare sul bordo delle pelli di rullante, tom e cassa (sistema utilizzato dalle pelli Emad). Potete anche fabbricarveli in casa utilizzando delle vecchie pelli. Inoltre, da quando esistono i pratici Moongel e Lantec Gel, non ci sono più scuse anche per i pigri: cambiare la posizione della sordina richiede un secondo, permettendo di trovare il vostro suono in tempi notevolmente più brevi senza lasciare sulle pelli residui di colla.
Per i nostalgici dell'hard rock, infine, esistono ancora rullanti con sordine interne meccaniche, che premono sulla superficie interna della pelle con un disco di spugna (come il rullante Pearl Ian Paice).
Che la guerra agli armonici abbia inizio!

Risorse




Potrebbe interessarti anche:
Custodia semi-rigida o rigida? (17/06/2005)
Capotasto dove comprare online? (13/02/2006)
Copribuca per acustica (17/04/2008)
Il futuro bottle neck: il JetSlide (23/07/2008)
A Cosa serve la DI? (06/04/2009)

Tutti i commenti

  • Drum Dial e Tension Watch...
    di RobertoBaruffaldi - accordiano DOC #24212 | 19 April 2011 @ 08:39
    • Re: Drum Dial e Tension Watch...
      di CRISMANONE - accordiano #24675 | 16 December 2011 @ 13:07
      --
      <i></i>

Scrivi un commento

Accedi o crea un account per commentare.