L'era del proibizionismo, del progresso tecnologico, del cinema muto, del jazz e delle flapper girls: così sono passati alla storia negli Stati Uniti gli anni Venti, epoca dal fascino decadente e sfrontato, le cui immagini in bianco e nero popolano tuttora la fantasia contemporanea.

Un decennio di ottimismo, spensieratezza e lussuria, ma anche di ricerca artistica e letteraria, trionfo di nuove forme di arte, che si sublimano nelle linee eleganti dell'art nouveau e déco. Se la musica per eccellenza è il jazz, in particolare lo stile New Orleans, la danza che fa scatenare le garçonnes dai capelli a caschetto, donne emancipate e anticonformiste vestite di corti abitini, con le frange e lunghe collane di perle, è il frenetico e brioso charleston.

E mentre gli uomini si ispirano nel look agli azzimati smoking e ai capelli brillantinati di Rodolfo Valentino, le donne desiderano assomigliare quanto più possibile alle dive del cinema muto, come Theda Bara e Louise Brooks, delle quali adottano gli occhi bistrati, le cloches e gli ornamenti di piume, oltre che la seduttività delle femmes fatales, donne splendide e terribili come l'immortale Lulù di Il vaso di Pandora. In questi anni ruggenti la modernità acquista i suoi caratteri fondamentali e la musica nera inizia a penetrare nella cultura bianca, gettando le fondamenta di quella che, passando per il blues, sarà la rivoluzione rock.
Con il loro background fatto di joie de vivre e decadenza, i twenties arrivano fino ai giorni nostri rifulgendo ancora di oscuro e inalterato splendore, tanto luminoso quanto illusorio: il sogno svanisce infatti repentinamente con il martedì nero, il crollo della borsa di Wall Street del 1929 e l’inizio della Grande Depressione.