Prima di iniziare a trattare questo argomento, è necessario ricordare che la sindrome di Down è un’anomalia genetica dovuta alla presenza di tre cromosomi invece di due nel codice genetico delle persone che ne sono affette. Questa anomalia determina le caratteristiche tipiche di questo handicap che sono molto note, come la forma degli occhi a mandorla, il ritardo cognitivo, la forma della testa. Altre caratteristiche delle persone Down che invece riguardano più da vicino il tema batteristico sono ad esempio la forma delle mani e la difficoltà di coordinazione dei movimenti degli arti. Vediamo ora in che modo questi e altri aspetti della sindrome di Down hanno a che vedere con l’approccio alla batteria.
Un approccio educativo-musicale contro i luoghi comuni
Quando si parla di persone con sindrome di Down, si sente spesso dire che “i Down hanno il senso del ritmo”. Niente di più sbagliato: le persone con questa sindrome hanno, come tutti, competenze e qualità che sono individuali, e non sono generalizzabili. Quindi esistono sicuramente persone Down che possono apparire particolarmente dotate dal punto di vista ritmico, ma la maggior parte di esse non lo è affatto. Inoltre, dato che come è noto la sindrome di Down è sempre associata al ritardo mentale, si hanno molto spesso problemi anche importanti di coordinazione e precisione ritmica, dato che il ritardo mentale inficia sempre l’armonia dei movimenti.

Anche in questo caso però, vi sono vari livelli di ritardo: una persona con sindrome di Down può avere un ritardo profondo, medio, o leggero. Questo significa che la capacità di comprensione può variare significativamente. E' un altro luogo comune pensare che le persone Down siano incapaci di comprendere argomenti come il solfeggio ritmico, o le basi dei rudimenti e della diteggiatura. Alcune lo sono ma possono ottenere ottimi risultati.
Un luogo comune che può risultare vantaggioso invece, è quello relativo alla testardaggine. E' vero, molte persone Down appaiono più cocciute della norma. Questa è una caratteristica importante nello studio della batteria, perché nell’affrontare un esercizio che sarà portato a termine in tempi sensibilmente più lunghi rispetto a una persona senza handicap, una persona Down vi si dedicherà con tenacia e pazienza fuori dal comune.
Conoscere le possibilità di ciascuno
Come si diceva in precedenza, le mani delle persone Down sono tozze e con le dita corte. Questa caratteristica ha delle ricadute importanti su una delle competenze fondamentali per ogni buon batterista: il modo di impugnare le bacchette. Una persona Down infatti, dovrà necessariamente orientarsi per la scelta delle bacchette verso i modelli più classici e più leggeri, sarà molto difficile, se non inutile, affrontare lo studio del movimento delle dita. Molto meglio a questo proposito, focalizzarsi sulla ricerca del movimento più corretto possibile del polso e del braccio o sulla alternanza dei colpi portati con le due mani.
C’è una domanda però che appare importante porsi a questo punto: a cose serve insegnare la batteria a una persona Down, e perché questi la dovrebbe imparare?
Beh, innanzitutto, suonare la batteria è come prima cosa divertente, e il divertimento è e deve essere alla portata di chiunque. Già questo può bastare.

Chi decide di prendere lezioni di batteria però, lo fa in genere perché vuole suonare in un gruppo, magari esibirsi in qualche locale, o addirittura vuole fare il batterista di professione. A essere realisti, appare chiaro che le “normali derive” del suonare la batteria siano proibitive o impossibili per una persona Down, che difficilmente andrà in sala prove la sera tardi o raggiungerà un livello tecnico sufficiente per potersi esibire in un locale. E allora, a cosa serve? Ci sono almeno due possibili risposte. La prima è di tipo educativo: studiare la batteria comporta la stimolazione del cervello dal punto di vista della logica e della astrazione (si pensi a tutti i concetti relativi al suonare ad esempio in 4/4, avere una percezione del tempo, dividerlo in quarti e ottavi), e comporta inoltre un fortissimo intervento di carattere psicomotorio, grazie a tutti gli esercizi, anche quelli più elementari, di indipendenza, alternanza, dinamica, scomposizione. La seconda risposta è relativa alla passione: io credo davvero che, se la batteria è una passione, allora è proprio attraverso di essa che diventa possibile realizzarsi e migliorarsi.
In quest’ottica, impegnarsi per ottenere un bel suono quando si colpisce il tamburo, essere capaci di suonare un rullo anche solo un poco più veloce o più preciso, o dimostrare a se stessi e agli altri di avere delle competenze, significa permettere che la creatività di ognuno sia libera di venir fuori senza, per una volta, essere bloccata da barriere che la musica non deve mai avere.

Grazie per questo articolo... Ci rompiamo la ...
Indimenticabile Matteo
Re: Indimenticabile Matteo
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Grazie.
jampi
Molto interessante e utile!
"Sure I like country music, I like mandolins, but
Non ci rendiamo conto di quanto siamo ...
Re: Non ci rendiamo conto di quanto siamo ...
bellissimo
Sono convinto che la maggior parte della ...
Gianfranco Di Mare
www.musas.org
ottimo spunto...
Giuse Drums
Articolo bellissimo. La musica si è ...
Una volta andai a sentire le lezioni di un ...
Let's drum my heart
articolo molto interessante Complimenti, ho ...
SuperLoco
è molto bello per me trovare quest'articolo, ...
davidi -- il grasso deve colare dal manico
mai e poi mai...
Re: mai e poi mai...
davidi -- il grasso deve colare dal manico
mamma di una splendida bimba con la sindrome di down
Re: mamma di una splendida bimba con la sindrome di down
Complimenti per l'articolo.