Le differenze tra acero e betulla

di RobertoBaruffaldi - accordiano DOC #24212 | 24 March 2011 @ 07:30 |
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Una premessa è d'obbligo: sono molti i materiali impiegati nella produzione odierna di batterie: Acero (Maple), Betulla (Birch), Mogano (Mahogany), Faggio (Beech), Quercia (Oak) e Bubinga.

Ci sono anche altri legni di provenienza più o meno esotica, come Ebano (Ebony), Jarrah, Wandoo, Padouk o Palissandro (Rosewood), usati in produzioni particolari o artigianali, soprattutto per i rullanti.

La tendenza più interessante degli ultimi anni però è diventata quella di impiegare più legni per la realizzazione di un unico fusto ibrido, con strati esterni e interni costituiti da diverse essenze, soprattutto per motivi legati alla ricerca di sonorità sempre più complesse e raffinate. A volte, invece, si usano degli strati esterni di un’essenza rispetto a quella del resto del fusto per le sue proprietà estetiche, per esempio per l'orientamento delle venature. Detto questo, passiamo ad analizzare le caratteristiche dell'acero e della betulla, due tra i legni storicamente più usati dalla maggior parte dei produttori mondiali per la produzione delle loro linee di drum set professionali.

È il caso di sfatare una prima leggenda metropolitana, quella che definisce la betulla come un legno di minor pregio rispetto all’acero, e per questo di classe inferiore. Infatti, quasi tutti i produttori hanno in listino ambedue i set con pochissime differenze di prezzo. Il prezzo inferiore è sempre determinato da una scelta di mercato, per esempio dalla dotazione di un tipo di hardware diverso installato sui fusti. La vera differenza sta nelle caratteristiche sonore dei due tipi di legno, che possiamo analizzare in breve.

L’acero è forse più completo nella gamma di frequenze disponibili, e di conseguenza nei suoni ottenibili; è inoltre molto risonante e dispone di un volume maggiore. Queste caratteristiche lo rendono molto versatile. La betulla è invece meno potente per quello che riguarda la proiezione sonora (il volume puro) e ha un suono che può essere definito più denso e focalizzato
sulla nota, con un numero minore di frequenze sporche. Lo si può definire quasi "equalizzato", proprio per le sue caratteristiche di maggior pulizia tonale, e per il suono molto rotondo e lineare. Generalmente offre una buona definizione delle frequenze più alte e un'ottima presenza su quelle medio/basse. E proprio queste sue caratteristiche hanno fatto sì che i set in betulla (valga su tutti l’esempio della Yamaha Recording Custom) (foto 2) siano stati tra i più usati negli studi di registrazione per circa trenta anni.

Oggi la situazione è cambiata rispetto a qualche anno fa: sono la struttura e il metodo di costruzione del fusto che risultano determinanti. Per esempio, sarebbe impossibile paragonare un tom da 10" x 8" in acero con un altro dello stesso diametro e profondità, ma realizzato da un produttore diverso. Il tipo di acero o di betulla, la rispettiva provenienza geografica, la  densità e altri fattori ancora entrano in gioco in maniera importante, cambiando drasticamente il suono. La scelta dovrebbe quindi essere puramente soggettiva e dettata unicamente dalle preferenze personali.

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