Drumagog 5 - Come ti suono le pentole - Parte 2

di gabriele bianco - accordiano DOC #16140 | 29 March 2011 @ 07:00 |
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Per ottenere un buon risultato, è necessario mettere in cima alla lista delle cose da fare, la voce decidere cosa voglio ottenere. Le cure da dedicare alla microfonazione variano a seconda dell'impiego del programma. Identifichiamo le due casistiche d'uso più comune: rinforzare un suono e sostituirlo completamente.

Secondo obiettivo: evitare di uccidere la dinamica dello strumento microfonato. Per mantenere inalterata la dinamica e non perdere (durante la fase di regolazione della sensibilità della scansione dei transienti d'attacco) il naturale range, è fondamentale curare la microfonazione.

Sarà molto divertente affrontare questa fase, in quanto andremo a calpestare e maltrattare qualsiasi logica e tecnica normalmente utilizzata per la microfonazione. Il nostro scopo è isolare il suono ed enfatizzarlo al punto tale da non essere sporcato dagli altri strumenti vicini.

Se volessimo sostituire completamente il suono dello strumento (supponiamo il rullante), è sufficiente un microfono. Ciò che conta non è la bontà del suono catturato, alla fine della giostra verrà sostituito. Per fare questo, il microfono potrebbe prendere delle posizioni innaturali (capsula molto vicina e completamente parallela alla pelle). Esagerare con il gain, potrebbe aiutare nell'impresa. Avere una forma d'onda esplosiva per lo strumento catturato, aiuta a escludere tutto il resto. Blasfemia in altre circostanze.

Fatto questo, possiamo regolare la sensibilità in modo tale che Drumagog riesca a catturare e convertire anche i colpi meno intensi ma provenienti dallo stesso microfono.

Il discorso cambia per un dettaglio se intendiamo invece rafforzare il suono originale prodotto dallo strumento, con uno di quelli a disposizione nel programma. Sarà indispensabile utilizzare due microfoni. Uno per la microfonazione tradizionale e l'altro dedicato alla cattura del materiale da dare in pasto a Drumagog nella modalità descritta poche righe sopra. Utilizzando un solo microfono, non si riuscirebbe a ottenere un risultato pulito. Il suono prodotto dagli altri elementi del drumset, potrebbe rientrare nel microfono aggiungendo transienti d'attacco poi convertiti nel suono scelto.
Per farla breve, una zozzeria inservibile.

Se invece, dotati della dovuta attrezzatura per poter effettuare una microfonazione a regola d'arte, riusciste a isolare per bene ogni elemento del drumset, allora è sufficiente un solo microfono per elemento. In questo modo, per poter definire il mix tra il suono originale e il suono prodotto da Drumagog 5, è sufficiente interagire con il cursore Blend.

Nella prossima parte, vedremo come utilizzare Drumagog come VSTi host e quindi come trasformare un segnale audio mono, in un segnale MIDI.
 

Risorse
Parte 1
Parte 3
Drumagog 5 (le pentole)



Tutti i commenti

  • Quindi teoricamente... se usassimo dei ...
    di francescoRELIVE - accordiano DOC #13581 | 29 March 2011 @ 08:59
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    www.reliveband.com
    therobbiekids.com
  • c'è qualcosa di nuovo in ...
    di plays - accordiano #28755 | 31 March 2011 @ 14:32
  • pad o microfono sono eguali?
    di TUPAO - accordiano #28748 | 31 March 2011 @ 17:05
    • Re: pad o microfono sono eguali?
      di gabriele bianco - accordiano DOC #16140 | 31 March 2011 @ 17:33
      • Re: pad o microfono sono eguali?
        di TUPAO - accordiano #28748 | 07 April 2011 @ 12:50
        • Re: pad o microfono sono eguali?
          di gabriele bianco - accordiano DOC #16140 | 07 April 2011 @ 15:07

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