When the Levee Breaks - La breve vita di John Henry Bonham

di frankierouge1 - accordiano #27308 | 26 March 2011 @ 07:30 |
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Premio Accordo-Meinl  2011
Vorrei condividere con voi una breve riflessione sulla vita di John Bonham, batterista storico con una vita difficile la quale ritengo viene spesso dimenticata. Ascoltando pezzi dei Led Zeppelin (storica band degli anni settanta composta da Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones e appunto John Bonham) come “Moby Dick” si fatica a credere che alla batteria stia suonando un ragazzo di origini semplici nato a Redditch, nel Worcestershire; una contea inglese con uno stile di vita modesto che vive in gran parte dell'agricoltura (luppolo, prugne e pere).

Seppure nacque nel 1948 in un ambiente rurale, iniziò già da giovane a scassare le pentole di casa sfogando questo suo fuoco irrefrenabile che portava dentro.

Proprio perché nacque e visse i suoi primi anni in modo molto modesto il trasferimento forzato negli USA fu per lui uno shock. I Led Zeppelin furono mandati in esilio fiscale causa le severe norme vigenti nel Regno Unito.

Il suo sopranome “Bonzo” gli fu dato subito a inizio carriera perché era un personaggio mansueto (come il cane Bonzo di un cartone animato di quell'epoca), ma questo improvviso cambiamento dalla periferia inglesi ai mega concerti negli States lo cambiò radicalmente. Iniziò a sviluppare un ossessione per gli alcolici, con risvolti distruttivi. Camerini, Pub, stanze d' albergo, tutto finì sotto le grinfie di John Bonham, adesso soprannominato “The Beast”.

Nessun sopranome descrive al meglio un personaggio cosi scatenato sia durante la vita quotidiana che sul palco. Aveva uno stile tutto suo di suonare la batteria. Molti studiosi della materia hanno provato a capirlo e a imitarlo ma senza grandi risultati.

Sembra che per ottenere il suono che cercava all'inizio distruggeva le pelli e foderava i tamburi con della carta stagnola all'interno. É anche risaputo che suonasse con tamburi e casse molto grandi (la sua gran cassa misurava quasi 70 cm di diametro). Ma a parte queste finezze tecniche (oltre all'accordatura delle pelli studiava anche l'inclinazione ideale delle bacchette) il suo stile è segnato appunto da una personalità da definire quasi aggressiva e allo stesso tempo unica. Sapeva adattarsi ai testi di Plant e ai riff di Page in modo incredibile senza però perdere la sua unicità subito riconoscibile. Nell'assolo di quasi 3 minuti in “Moby Dick” prevale questo suo stile aggressivo (con dei colpi secchi di tamburo) ma allo stesso tempo molto variegato (all'inizio usava pochi piatti ma fu uno dei primi a suonare con più “bongos”) con un ritmo che cambia in continuazione e una grancassa che impazzisce a furia di essere pestata. Jimmy Hendrix stesso una volta disse: “Ragazzo, il tuo piede destro è più veloce di quello di un coniglio!”. Addirittura nella canzone “Rock and Roll”, suonata da molti artisti in tanti modi diversi, i Led Zeppelin e specialmente Bohnam riescono a distinguersi dagli altri con il loro stile unico.

Purtroppo dopo varie crisi che la band aveva superato insieme (l'esilio fiscale, la morte del figlio di Plant), Bonham continuava la sua vita di eccessi finché, quando nel 1980 la band si ritrovò a casa di Plant per provare per il ritorno in tournée negli States, John arrivò ubriaco come al solito e continuò a bere finché gli altri lo portarono in stanza a smaltire la sbornia. Il giorno successivo John Paul Jones lo trovò privo di vita sul letto soffocato nel proprio vomito. Bonham aveva appena 32 anni all'epoca.

La fine di “Bonzo” segna la fine dei Led Zeppelin che decidono di ritirarsi nel dicembre dello stesso anno. La cover della canzone “When the levee breaks” è dedicata proprio a lui. Una vita di eccessi è come un fiume in piena e una volta rotto l'argine non c'è modo di fermarlo. La batteria che in questa canzone ha un suono cupo e profondo fu messa, su proposta di Plant, in una buca profonda 5m, come se a suonare fosse proprio John Bonham dall' oltretomba.

“Cause If it keeps on raining levee's going to break”.

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Tutti i commenti

  • Lo scrivo da chitarrista:
    di Pagey80 - accordiano #26424 | 26 March 2011 @ 08:34
  • ...che dire...io a 9 anni ...
    di Giusedrums - accordiano #25867 | 26 March 2011 @ 10:40
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    Giuse Drums
  • Io parlo da pianista e tastierista, ma ho ...
    di GianluDista - accordiano #28057 | 26 March 2011 @ 15:44
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    "La musica è l'arte che va per La+"
    • Re: Io parlo da pianista e tastierista, ma ho ...
      di gibsonmaniac - accordiano #21617 | 27 March 2011 @ 18:15
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      "Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
      • Re: Io parlo da pianista e tastierista, ma ho ...
        di GianluDista - accordiano #28057 | 27 March 2011 @ 23:28
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        "La musica è l'arte che va per La+"
  • questione di genio...
    di BigCigar - accordiano #27566 | 26 March 2011 @ 18:04
  • bonzo per sempre
    di selvatico - accordiano #22788 | 27 March 2011 @ 11:03
  • Il mio preferito
    di joerocker - accordiano #11075 | 27 March 2011 @ 16:57
  • Da profondo amante....
    di gibsonmaniac - accordiano #21617 | 27 March 2011 @ 18:09
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    "Art. 001: Il Rock va suonato al volume che serve.
  • W Bonzo!
    di esseneto - accordiano #12492 | 28 March 2011 @ 11:53
  • bonham
    di steppa - accordiano #28580 | 30 March 2011 @ 00:27
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    Per fare un disco rock, la tecnologia è la cosa me

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