Quello delle monografie dedicate a singoli marchi è un filone fecondo, di cui però ci riserviamo di parlare in un prossimo articolo. In questo ci occuperemo dei libri che – direttamente o indirettamente – possono fornirci delle informazioni preziose, almeno rispetto ai marchi principali di batteria, per lo più statunitensi, ma non solo. Prima di iniziare è necessaria un’ultima premessa: è possibile che ci sia sfuggito qualche titolo importante, quindi commenti, integrazioni e segnalazioni saranno assolutamente i benvenuti, soprattutto se andranno a sanare eventuali omissioni.

Partiamo dall’agile pubblicazione di Harry Cangany The Great American Drums (sottotitolo And The Companies That Made Them), del 1996, edito da Modern Drummer Publications e distribuito internazionalmente da Hal Leonard. 72 pagine con centinaia di foto a colori, 15 capitoli dedicati ad altrettanti marchi USA (in ordine alfabetico, dalla Camco alla Walberg & Auge) più quattro capitoli rispettivamente incentrati su alcune ditte ‘minori’ (tra cui Duplex, o Zichos), sulle pelli, su una rassegna fotografica di rullanti da collezionare e sulle caratteristiche distintive dei principali marchi (badge, tipo di blocchetti, macchinetta del rullante e clips per i modelli più antichi).

John Aldridge, fondatore e colonna della più autorevole rivista dedicata al vintage, Not So Modern Drummer, è invece l’autore di guide to Vintage Drums (1994, Centerstream Publications, distrib. Hal Leonard), 172 pagine in bianco e nero divise in sei capitoli e un’appendice fotografica. Nel primo capitolo si traccia una storia dell’evoluzione della batteria, attraverso le invenzioni e le innovazioni applicate ai suoi singoli componenti; nel secondo l’autore si occupa di piatti: siamo sempre in ottica vintage, per cui a parte Zildjian (cui è dedicata gran parte della trattazione) e Paiste, tutti gli altri marchi citati sono ormai scomparsi da tempo dal mercato. Nel terzo capitolo viene proposta una breve storia per ciascuno dei più importanti produttori di batterie a stelle e strisce; la narrazione occupa una sessantina di pagine ed è arricchita da tante immagini in bianco e nero, che riproducono pagine di catalogo, pubblicità d’epoca, foto di endorser e persino i brevetti depositati per alcune innovazioni più o meno rivoluzionarie. Il quarto capitolo è dedicato all’arsenale del collezionista, ovvero ai pezzi più pregiati del mercato vintage; rullanti in primis, ma anche alcuni cocktail kit e le batterie costruite quasi interamente in legno (anche l’hardware) durante la seconda guerra mondiale. L’unica parte del libro ad apparire decisamente superata – grazie all’avvento di Internet - è quella racchiusa nel quinto capitolo, intitolato Dove procurarsi degli strumenti vintage. Il sesto e ultimo capitolo offre preziosi consigli per la manutenzione e piccoli lavori di restauro di strumenti antichi (come rimuovere la patina giallastra da una finitura madreperlata, come pulire un rullante engraved ossia dal fusto in metallo ornato da preziose incisioni, ecc.).


Completamente diversa l’impostazione di the Drum Book di Geoff Nichols, il cui sottotitolo è A history of the rock drum kit, un godibile racconto per lo più fotografico dell’epopea della batteria rock (I edizione 1977, Balafon; II edizione 2008, Backbeat Books). L’autore non ignora certo i 50 anni circa di musica che hanno preceduto la nascita del maggior movimento musicale di massa della storia, quindi c’è modo di cogliere qualche chicca anche per quanto riguarda la prima metà del XX secolo; in più Nichols è inglese, quindi presta particolare attenzione a marchi europei e soprattutto britannici. La nuova edizione non solo è aggiornata e rinnovata nella grafica, ma gode di 48 pagine e 80 immagini in più rispetto alla precedente. Preziosissima per un’infarinatura generale anche su marchi di recente affermazione la Drum Directory, che racchiude in circa 25 pagine di solo testo informazioni essenziali su marchi piccoli e grandi, dalla Ajax alla Zickos, situata prima del conclusivo e utilissimo indice analitico, una cosa totalmente sconosciuta ai libri americani sull’argomento.

Paragonabile a un libro d’arte o al lussuoso catalogo di una mostra il fotografico Vintage Snare Drums -The Curotto Collection (Vol. : Rare American-Made 1900s to 1940s) edito da Hal Leonard.
Il signor Michael Curotto possiede una collezione di rullanti valutata intorno a un milione di dollari: circa 450 pezzi, 84 dei quali, tutti costruiti nel periodo che va dai primi del secolo scorso agli anni ’40, sono stati immortalati dall’obbiettivo di Steve Haag. A ogni rullante sono dedicate due pagine (il formato è 27 cm di base x 21,5 di altezza, carta lucida di ottima qualità): in quella di destra c’è una foto a pagina intera, in quella di sinistra brevi note storiche sullo strumento più tre o quattro foto più piccole sulle principali particolarità.

Chiudiamo con un libro che riguarda tanto gli strumenti quanto i grandi batteristi che li hanno usati. Star Sets di Jon Cohan (Hal Leonard, 1995), sottotitolo Drum Kits of the Great Drummers. Quattro capitoli (1920-45; 1945-60; 1960 the new frontier; 1970s… The Beat Goes On) in cui a una breve introduzione storica di ciascun periodo segue una serie di ritratti di batteristi famosi, con un bel corredo di foto e, soprattutto, di uno schema esplicativo del set up utilizzato nel momento clou della carriera (con marchi, modelli e misure di piatti e tamburi fedelmente riportati). 136 pagine in bianco e nero più sedici tavole fuori testo a colori con foto di Bonzo, Ringo, Tony Williams, Keith Moon e tanti altri drum heroes.
complimenti per l'articolo, come al solito. io ...