Gli ultimi tre concerti sono stati molto belli per me: suonare in Italia è stato fantastico, perché a ogni show ho potuto riabbracciare qualche caro amico. Il concerto più importante di tutti è stato sicuramente quello di Roma, probabilmente uno dei più rilevanti della mia vita. Per quale motivo? Ho suonato in circostanze sicuramente più importanti dal punto di vista professionale, ma all'Atlantico era presente tutta la mia famiglia e la pressione che ho sentito prima di suonare è stata enorme. Non era solo un concerto, ma un momento per far capire ai miei familiari dove anni e anni di sacrifici mi hanno portato.
Vedere mio padre a un mio show è stato molto importante. Abbiamo avuto anni di scontri per il fatto che lui non vedeva di buon occhio la mia passione per la batteria e il mio voler diventare professionista. Immaginatevi cosa può voler dire per un genitore avere un figlio che ascolta "caos" (questo risulta essere la musica metal a chi non è "allenato"), che ha come hobby fare "caos" (suonare la batteria) e vuole farne un lavoro! Per me il concerto di Roma valeva gli ultimi 10 anni di sacrifici, voleva dire: “Hey mamma e papà, era questo di cui tanto parlavo ed era questo che mi teneva chiuso in sala”. Ho suonato il set intero sommerso dai ricordi belli e brutti degli ultimi anni, è stato veramente emozionante e questo concerto rimarrà nella mia memoria per sempre.
Tornando al concerto: vedere i miei genitori e numerosi amici a Roma, è stato indescrivibile. Sapere che alcuni di loro hanno preso un aereo per vedermi e sentirmi suonare è qualcosa che mi fa riflettere e mi fa capire che dopo tanti anni sono riuscito a convincerli che quello che faccio, non è poi così da pazzo. Per un batterista cresciuto a Cagliari le difficoltà sono tante, ma forse la più grossa è quella di risultare professionalmente credibile. La cosa più difficile è abbattere i pregiudizi e riuscire a farsi considerare per quello che davvero si è. Ho infatti notato una diffidenza iniziale da parte di tutti (a parte i Visions of Atlantis).
Un batterista di Cagliari chiamato da un gruppo austriaco per un tour europeo di questo livello? Ci dev’essere qualcosa che non ho capito...
Ma sei nato a Cagliari e vivi in Austria?
Ma sei davvero italiano?
Ma com’è possibile che abbiano chiamato uno che vive in Sardegna?

Alla fine è stato bello guadagnarsi anche il rispetto della crew dei Rhapsody. Non ho mai accennato ai problemi che ho avuto con il loro drumtech perché li considero normali e perché il mio obiettivo era di parlarne a tour finito, quando lui avrebbe cominciato a rispettarmi come musicista e non come "uno che si siede alla batteria prima del batterista principale".
Il concerto a Milano è stato più che altro una festa e la crew ha fatto scherzi a tutti:
1- Rotolo di nastro sotto il mio pedale della batteria (bloccato!).
2- Scollegato il jack che portava l'intro al mixer (si sono spente le luci e lo sono rimaste per tre minuti, finché non sono andato a riattaccare il jack).
3- ‘Disturbo’ dei segnali nelle spie con canzoni popolari tedesche (dalle spie frontali ogni tanto si sentivano cori da ubriachi: immaginate quanto sia stato facile suonarci sopra)… e molti altri che non ricordo.

Fine concerto tra abbracci, pianti, risate e ancora scherzi. Nonostante qualche piccolo problema, è stato proprio un bellissimo tour, reso tale dal fatto che c’erano persone valide che hanno collaborato e permesso che tutto andasse (quasi) sempre nel migliore dei modi. Dopo il concerto a Milano i Vexillum sono tornati in Toscana con i loro mezzi, i Visions of Atlantis hanno passato l'ultima notte da soli sul tourbus per poi dividersi qualche ora dopo e lasciarsi con un arrivederci al prossimo tour. Per me è stato un mese straordinario e spero che voi vi siate divertiti a leggere questi report, così come io mi sono divertito a scriverli.
Grazie a tutti voi per le numerose mail e alla prossima.
"Ma com’è possibile che abbiano chiamato ...
arroga tottu!!
Orgoglione