La Lunga Notte della Batteria - Ritmi marzo 2011

di mariggio - accordiano DOC #24721 | 31 March 2011 @ 13:00 |
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Quelli che... In un drum contest che si rispetti non si può fuggire alla tentazione di fare delle classifiche: “Chi è il più bravo?”. Noi rifiutiamo da questa logica, ma proviamo a smontare il puzzle delle esibizioni per riassemblarlo secondo i punti che accomunano i partecipanti al Memorial Lucchini 2011.

Quelli che il groove: Adriano Molinari, potente e preciso, giustamente lavora a livelli mondiali, come Elio Rivagli, che si diverte tantissimo, ma mette sempre tutti i colpi nell’incastro musicale giusto.

Quelli che vanno veloce: Federico Paulovich che suona la classica “Spain” di Chick Corea, parte con classe, groova con stile e poi non riesce a trattenersi esplodendo alla sua solita velocità, con numeri da circo, tipo l’applauditissimo rullo veloce con una mano sola. Walter Calloni che, a dispetto del titolo del brano (marcia di un cammello stanco) viaggia velocissimo con la sua tipica lingua di fuori.

Quelli che noi tre studiavamo insieme da Lucchini: Giampaolo Conchedda, è da tenere d’occhio, suona da paura e non ha problemi a cimentarsi con i classici di Buddy Rich, Elio Rivagli e Christian Meyer che posano assieme in ricordo dei vecchi tempi.

Quelli che hanno la voce: Martino Malacrida, che interpreta la difficile “Brother to brother”, cavallo di battaglia del compianto batterista Mark Craney, Bruno Farinelli perfetta spalla di Andrea Mingardi.

Quelli che gli anni ’70 a tutta birra: Massimo Serra in duo con Hammond e Sergio Pescara con l’orchestra, li fermi solo se gli spari.

Quelli col trio: Filippo Mignatti, Maxx Furian che sta sempre bene con i giovani e Walter Calloni.

Quelli che adorano la big band: Christian Meyer ed Ellade Bandini, perfettamente a proprio agio con le formazioni larghe. Dipendesse da loro, suonerebbero ore e ore.

Quelli che il jazz: un insolito Derek Wilson, ha lo swing! Paolo Pellegatti è lo swing.

Quelli che Tullio: Guida l’orchestra, dà spettacolo, poi canta, guida gli altri batteristi. Tullio è Tullio, una garanzia che alza sempre il livello della manifestazione. Ma attenzione, nuovi Tullio crescono. Matteo Mammoliti, lasciate le vesti del ragazzo prodigio, ha ereditato il sound del maestro napoletano e ne è la degna spalla.

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