Piatti Bosphorus Oracle - Ritmi marzo 2011

di antoniodilorenzo - accordiano DOC #27396 | 11 March 2011 @ 07:30 |
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I piatti Bosphorus della serie Oracle sono stati creati per venire incontro alle esigenze sonore di Ralph Peterson, uno tra i migliori batteristi di jazz messisi in luce negli ultimi anni. Il set completo è composto da due ride di 22 e 20 pollici, due crash (18 e 16) e uno hi-hat da 14; tutti i piatti presentano lo stesso tipo di lavorazione - con una tornitura rada, ma con ampi solchi tonali - che lascia spazio a un colore e a una sonorità scura dei piatti.

Le campane, non tornite e lasciate grezze, sono insolitamente pronunciate.
Il ride da 22” è il tipico piatto da jazz, di peso medio leggero, con un cuscino morbido di armonici, tenuti sotto controllo dalla tornitura minima. Sarebbe un piatto ideale al quale apporre dei rivetti. La campana, per la prima volta in un piatto Bosphorus dedicato al jazz, è molto ampia, quindi di facile uso e di grande efficacia. Il ride da 20” è invece in rapporto più pesante, con un ping definito e udibile anche tra strumenti amplificati. Un ride che si presta a un uso molto versatile, non necessariamente jazzistico, che può quindi rappresentare una scelta interessante se si vuole un piatto morbido e scuro, ma privo di tutti quegli armonici che possono risultare difficili da controllare in ambiti amplificati.

Anche i due crash sono molto diversi tra loro; il 18” è un crash perfetto, che si apre al minimo tocco, ma è anche un ottimo ride se utilizzato nella sua regione media, con un decay veloce e una presenza controllate di armonici, grazie alla sua sostanziale finitura grezza. Il modello da 16” è invece un crash pieno, con grande corpo e un bellissimo volume. In molti casi ricorda l’esplosione dei piatti a mano da orchestra per la sua pienezza di suono. Ottimo se si vuole avere un solo crash nel set.

Lo hi hat è lo strumento più particolare del set: due piatti di peso medio, con il bottom che presenta un foro da un pollice per la fuoriuscita dell’aria. Quest’accorgimento conferisce alla coppia di piatti una velocità di risposta e una sonorità particolarmente funk, che rappresenta una piacevole sorpresa. Il suono è sempre scuro, ma incisivo e in grado di imporsi anche in contesti non jazzistici: quindi una coppia molto versatile, uno strumento che, suonato con la bacchetta, non ‘sfora’ dal contesto, ma rimane dentro la massa sonora.
 

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