Il questionario di Ritmi – Intervista a Fabio Colella

di Mauro_Porcu - accordiano #24420 | 28 October 2010 @ 08:00 |
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Cos’hanno in comune lo shred melodico del virtuoso Neil Zaza e la voce al cristallo di Boemia della suadente Simona Molinari? Oppure la tromba pirotecnica di Fabrizio Bosso e il blues del Delta di Jimmy Burns? O ancora gli O.R.O. e Ornella Vanoni? La risposta ha le fattezze di Fabio Colella, il batterista abruzzese (classe ’75) che ha garantito a tutti loro, e a molti altri artisti ancora, il groove giusto al momento giusto, a prescindere dal genere e dalla situazione. Sarà per questo che lo stesso Zaza lo da definito il suo “favourite drummer in the world”?

Come e quando hai iniziato a suonare la batteria?

All’età di 12 anni, dopo tre anni di sudati risparmi (e gelati non mangiati...) per comprarla.

Che formazione didattica hai avuto?

Ho iniziato studiando i rudimenti ed il solfeggio ritmico con il Maestro Roberto De Vincentis. Nel frattempo studiavo anche chitarra classica con il Maestro Guido Ottombrino. Ho poi perfezionato a Roma gli studi sulla batteria soprattutto con Ettore Mancini, Fabrizio Sferra e Gianni Di Renzo. Ovviamente ho anche seguito diversi master di batteristi di fama mondiale che venivano in Italia.

Chi sono stati i tuoi primi punti di riferimento?

Ho iniziato suonando hard rock e heavy metal (anche se oggi ad ascoltarmi non si direbbe...) quindi i primi batteristi che ho “studiato” sono stati Nicko McBrain, Clive Burr, John Bonham, Ian Paice, ecc. Crescendo mi sono appassionato a molti altri generi, il jazz soprattutto, e mi si è aperto un mondo infinito che ancora adesso non ho finito di esplorare e penso che non ci riuscirò mai...

E ora? Chi sono i batteristi, o più in generale i musicisti, che stimi maggiormente e che influiscono sul tuo approccio allo strumento e alla musica in generale?

Troppi, veramente troppi... sono influenzato da tutti i musicisti che incontro per la mia strada, ma non solo. La mia ispirazione viene dalla vita stessa, da tutte le persone che incontro, le mie esperienze, i luoghi che visito ed il paese in cui vivo. Ho sempre avuto difficoltà a rispondere a questo tipo di domande... posso comunque dire che non mi stanco mai di ascoltare i vecchi maestri come Papa Jo Jones, Philly Joe Jones, Billy Higgins, Elvin Jones, Max Roach e Art Blakey.

Ricordi qual è stato il tuo primo ingaggio?

Il primo ingaggio vero lo ottenni appena compiuti i 18 anni di età: era un tour nel centro Italia con un imitatore di Gianni Morandi.

Qual è la tua filosofia circa l’utilizzo della doppia cassa (o del doppio pedale)? Chi sono i batteristi che ti hanno influenzato in questo senso?

In realtà oggi non faccio più un uso così frequente del doppio pedale rispetto al passato. Quando suonavo metal lo utilizzavo molto spesso, oggi invece solo sporadicamente (per esempio quando sono in tour con Neil Zaza) e, in genere, per delle ricerche sonoro/ritmiche diverse dall’uso consueto che se ne fa nel metal. Ovviamente da adolescente amavo e imitavo batteristi come Dave Lombardo e Charlie Benante.

Che strumentazione utilizzi? Sei endorser di qualche marchio in particolare?

Sono endorser delle bacchette Lantec (adoro le Latin Jazz) e dei piatti UFIP, di cui adotto diversi set a seconda delle sonorità di cui necessito nei vari progetti. A casa ho diversi set di batterie (non cito marchi per non fare pubblicità) ma diciamo che adoro i suoni vintage: sullo strumento cerco sempre una sonorità molto acustica che mi permetta di esprimere al meglio un drumming dinamico e con una ricercata varietà timbrica.

Quali credi che siano i punti di forza del tuo drumming?

Sicuramente sono un batterista che suona con le orecchie aperte: intendo dire che non mi interessa mai suonare il mio strumento fine a sé stesso. Le mie performance devono servire per creare un discorso artistico che sta al di sopra del semplice mostrare quanto io sappia suonare. Sia che stia suonando in una big band sia che, paradossalmente, stia facendo un assolo. Quando suono cerco sempre di raccontare una storia, la mia storia, e non manco mai di rispetto al musicista che sale su un palco con me. Mi piace esplorare la batteria in tutte le sue sfaccettature, cercando sempre anche il suono inusuale che può regalarti un tamburo o un piatto.

Riesci a vivere di musica?

Lo faccio ormai da quasi vent'anni...

In cosa sei impegnato al momento? E quali sono i tuoi progetti futuri?

Quest'anno ho suonato con Neil Zaza, Simona Molinari, Stan Skibby, Fabrizio Bosso, Bepi d’Amato, Eric Guitar Davis, inoltre in autunno uscirà finalmente nei negozi il mio primo album solista. Si intitola Real X ed è prodotto dall’Audacia Records con distrubuzione Saint Louis Jazz Collection. Suonano con me ospiti quali Fabrizio Bosso, Tony Monaco, Neil Zaza, Simona Molinari, Raffaele Pallozzi ed altri. Seguirà ovviamente un tour promozionale europeo. Girerò il nostro continente anche con una leggenda del blues: Jimmy Burns! Questo grazie al mio amico Luca Giordano, una promessa nostrana del blues internazionale: ho registrato il suo primo album solista in compagnia di Chris Cain, Sax Gordon, Pippo Guarnera e Bob Stroger. Poi entrerò in studio con Raffaele Pallozzi e Fabrizio Pierleoni (in pratica la band di Simona Molinari) per un disco jazz in trio. È iniziata intanto una splendida collaborazione live con Bepi d’Amato, tra i più importanti clarinettisti al mondo, che si concretizzerà con un album in studio. Nel frattempo sto già pensando al mio prossimo disco con ospiti illustrissimi, ma è troppo presto per anticiparne i contenuti...

Elencaci i tuoi cinque album preferiti di sempre.

No... perchè queste domande? non ci riesco... invece di citare i miei cinque album preferiti (non potrei mai farlo) elenco quelli che ho in macchina in questo momento, di solito scelgo solo roba buona per i miei viaggi: Art Pepper Meets the Rhytm Section, Sphere on Tour (un live registrato a Bologna con Charlie Rouse, Kenny Barron, Buster Williams e Ben Riley), Ray Brown Trio - Soular Energy, Ella and Louis Again e Triangulo di Michel Camillo.

Film e libri preferiti?

Idem come sopra: preferisco citare cosa ho “incontrato” ultimamente piuttosto che fare un elenco infinito di libri e film. Recentemente ho visto Picnic ad Hanging Rock e ho letto l’omonimo libro, entrambi stupendamente onirici. Ora sto leggendo Il Vangelo secondo Gesù Cristo di Josè Saramago. Molti cattolici storceranno il muso al solo sentire questo nome ma vi assicuro che il libro è uno di quelli che ti segna dentro e ritengo Saramago uno tra i maggiori pensatori del secolo scorso. Da leggere!

Un genio e un eroe per te. Facci due (o più) nomi e, se ti va, spiegaci perchè.

Bach era un genio perchè ha codificato tutta la musica basata sulla suddivisione di dodici note in una ottava fino alla rivoluzione dodecafonica. Non c’è nulla oggi che puoi scoprire in senso armonico/melodico che non abbia già toccato lui. Ritengo Che Guevara un eroe per la sua idea di giustizia sociale e di organizzazione civile di un popolo: purtroppo le sue idee non sono mai state realizzate, una società giusta non può convivere con gli interessi delle grandi compagnie d’affari e con la difesa dei privilegi di alcune persone a discapito di altre. E, tra genio ed eroe, permettetemi di ricordare anche Massimo Troisi, un artista che mi manca molto... comunque non sto citando troppa gente: Mozart, Neruda, Mandela, Gino Strada, Quasimodo, Fabrizio De André, i miei genitori...

La volta che ti sei sentito fiero di appartenere al consorzio umano:

Ogni volta che vedo mio padre prendersi cura di mia madre, lei che a sua volta ha passato la vita intera a prendersi cura della famiglia.

La volta che ti sei vergognato di appartenere al consorzio umano:

Me ne vergogno tutti i giorni, purtroppo, perchè vivo in una società con uno scarsissimo senso civico e senza dei valori per i quali varrebbe la pena di vivere.

Il gruppo dei tuoi sogni sarebbe formato da te alla batteria…(completa la formazione):

... ed una intera orchestra sinfonica che esegue delle mie composizioni. Io posso anche non suonare.

Risorse
Fabio Colella
Intervista a Fabio Colella
Audacia Records
Lantec
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Simona Molinari



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