Altre collaborazioni che si protrarranno nel tempo sono quelle con i Nixon, i Medicine Wheel e con il chitarrista Tracy G, già visto in azione con Ronnie James Dio, ma la prima svolta importante per la sua carriera giunge nel 1998, quando viene chiamato alla corte di David Lee Roth. “Il mio amico Mike Hartman, pace all’anima sua, mi chiese di suonare su alcune sue composizioni.”

Le sessioni si sarebbero tenute a casa di Steve Vai: Ray registra la maggior parte delle tracce di batteria del disco Black Glue, al quale parteciperà anche Gregg Bissonette. Hartman lo chiama tempo dopo per dirgli che, tramite Vai, David Lee Roth aveva sentito alcuni brani del disco ed era rimasto impressionato dal suo stile. Roth è alla ricerca di un batterista per l’incisione di due pezzi e trova in Luzier il candidato ideale: “La prima volta che incontrai Dave, lui entrò in sala, guardò il mio set e disse: “Cos’è quella roba?”, parlava del mio Roland R-5 e io risposi: “È un metronomo Dave, ho tutti i click pronti: ho un tamburello in un orecchio, così posso sentire gli ottavi, uno shaker nell’altro orecchio, così posso sentire i sedicesimi e una cowbell esattamente al centro.” Sapete, pensavo fosse figo e molto professionale avere i click programmati. Lui diede un tiro alla sigaretta, la spense contro il muro, la lanciò via e disse: “Vecchia scuola, ragazzo... rock’n’roll, suona e basta”, e io: “Oh, cazzo...”. In quella session registrai i brani “King of the Hill” e “Slam Dunk”: alla fine Dave mi strinse la mano e disse che gli sarebbe piaciuto collaborare ancora con me.”
Una settimana più tardi giunse la telefonata del manager di Diamond Dave, con la quale gli veniva comunicato che, più che una normale session, si trattava di un provino vero e proprio e che Ray l’aveva superato alla grande.
Luzier viene chiamato per la registrazione dell’album DLR Band, quello con Betty Page in copertina, al quale parteciperanno anche i chitarristi Mike Hartman, Terry Kilgore e John Lowery, e i bassisti Tom Lilly e B’urbon Bob; da quel momento diventò inoltre il batterista ufficiale della band dal vivo oltre che corista aggiunto, avendo la possibilità di esibirsi di fronte a platee ben più grandi rispetto agli standard ai quali era abituato: “Il mio terzo concerto con Dave è stato in Finlandia di fronte a 40.000 persone, era il 1999. (...) Ho suonato con un sacco di gente famosa da quando mi sono trasferito a L.A., ma nessuno tanto leggendario da lasciare una traccia indelebile nella storia del rock come Diamond Dave; inoltre ho imparato molto di più negli ultimi anni con la David Lee Roth Band che con tutti gli altri gruppi nei quali ho militato messi assieme.”
Nessun timore reverenziale nei confronti degli illustri predecessori: “Ho sempre fatto quello che dovevo fare. Naturalmente una volta entrato nella sua band ho dovuto rendere omaggio ad Alex Van Halen e Gregg Bissonette, ma Dave ha sempre voluto che fossi me stesso. Voleva sentire Ray Luzier suonare le sue canzoni.”
Benché Sammy Hagar in occasione del ‘Sammy Hagar & David Lee Roth Tour’ lo descrisse come l’ombra di se stesso, incapace persino di cantare e perennemente attaccato alla bottiglia, Roth non ha mai dato l’impressione di voler abbandonare le scene: risale al 2003 Diamond Dave, l’album di sole cover uscito per la Magna Carta e ultimo da solista prima della reunion con i Van Halen del 2007, nel quale mette la sua voce nera e morbida come la carta vetrata al servizio di brani di Savoy Brown, Jimi Hendrix, Beatles e The Doors. Alla batteria, oltre Luzier, troviamo anche Bissonette e Omar Hakim. Della collaborazione tra i due rimane anche il DVD intitolato Diamond Dave’s no Holds Bar-b-que del 2002: hard rock corredato, come vuole la tradizione, di Playmates e tette siliconate.
Un altro progetto che lo ha visto entusiasticamente coinvolto è quello degli Hideous Sun Demons, un gruppo di rock/fusion strumentale formato con il chitarrista Toshi Hiketa (“un chitarrista fenomenale che può suonare tutto, dal blues al metal, dal bluegrass ai licks di Eddie Van Halen!”) e il bassista James LoMenzo.

Il 2004 è l’anno di pubblicazione del suo DVD didattico Double Bass Drum Techniques, Hand & Foot Coordination, Drum Fills and Warm-Up Exercises, edito da Musicians Institute Press/Hal Leonard Publishing mentre nel 2005 ha suonato sull’album solista di Billy Sheehan, Cosmic Troubadour: “Ero veramente entusiasta quando Billy mi propose di suonare sul suo disco. Lui è uno dei bassisti più fenomenali del mondo, inoltre con il mio primo gruppo suonavamo alcuni brani dei Talas. È un grande onore inoltre, perché nella sua carriera ha suonato solo con i migliori, da Terry Bozzio a Dennis Chambers, da Pat Torpey a Gregg Bissonette.” Luzier comparirà anche su Holy Cow del 2008 e proprio alle session di registrazione con Sheehan è legato un aneddoto significativo circa uno dei tratti caratteristici del suo stile, la pacca poderosa: “le mie bacchette hanno vita breve, soprattutto dal vivo. Il mio tecnico ride sempre perché, benché io sia tutt’altro che un colosso, distruggo un sacco di bacchette; diciamo che orientativamente la media è di quattro paia per serata, dipende dalla qualità degli alberi! (ride)”. Quando finii di registrare le mie parti, Billy andò dietro la batteria e disse solo: “SIGNORE IDDIO!”; Sembrava una segheria, c’erano schegge di legno e pile di bacchette rotte dappertutto.” Tutto perfettamente in linea per un batterista il cui cognome si pronuncia “Lose-Ear”...
Con i fratelli Robert e Dean DeLeo (Stone Temple Pilots) e Richard Patrick (Filter) ha dato vita agli Army of Anyone, autori nel 2006 di un disco omonimo prodotto da Bob Ezrin, ma nell’ottobre del 2007 arriva la seconda svolta della sua carriera: l’ingresso nei KoЯn in sostituzione di David Silveria, prima solo in via temporanea e poi, dal 2009, come nuovo membro ufficiale della band.
Un ingaggio fortemente voluto da parte di Ray, che si presentò ai provini di Seattle con trenta pezzi pronti invece che solamente i cinque richiesti: “Nonostante io non abbia i dreads lunghi fino al culo o le braccia tatuate, sono in sintonia con questo tipo di musica. I fan dei KoЯn sono dei veri fanatici! Li ho incontrati ad un meet and greets in Sud Africa e mi guardavano come per dire “e questo chi è?” Molti di loro non mi hanno mai visto suonare con DLR o con gli Army of Anyone, perciò per loro sono un batterista nuovo di zecca, un perfetto sconosciuto. Però, dopo il concerto il loro atteggiamento era diverso: “amico, è stato fantastico!”
Il 13 luglio 2010 è uscito anche in italia KoЯn III - Remember Who You Are, nono album in studio che ha visto la band di Bakersfield tornare al lavoro con il produttore Ross Robinson: “le prime due settimane avrei voluto ammazzarlo, devo essere onesto. Lo volevo strangolare (ride). Non ho mai desiderato così tanto strangolare una persona in vita mia. Mi ha fatto sentire veramente piccolo, mi sentivo il batterista peggiore al mondo. Ma dopo un po’ ho iniziato a capire il suo metodo di lavoro. Dovevamo scrivere una parte e, trenta o 45 minuti dopo, registrarla: era tutto molto fresco, anche se non avevamo il tempo di pensare a cosa fare nei raccordi tra una parte e l’altra. Se mi fermavo nel mezzo di una canzone, lui diceva: “perché ti stai bloccando? Non fermarti mai!”, io replicavo: “ma non so nemmeno cosa viene dopo!” e lui: “fai qualcosa, tieni il tempo!”. Potevamo avere due o al massimo tre takes, e questo è quello che senti sul disco. E secondo me, che sono comunque un perfezionista quando registro, il risultato ci sopravviverà. Quando saremo tutti morti, questo disco continuerà a vivere. Francamente mi sono stancato di tutti quei dischi dove tutto suona perfetto: tutto è risistemato, quantizzato, le voci sono perfette e la batteria è ancora più perfetta. Tu non suoni così dal vivo, quindi perché dovresti farlo in studio?”
Dopo oltre 1700 concerti in giro per il mondo (solo negli otto anni con David Lee Roth l’ha percorso per ben 5 volte in lungo e in largo) e una quarantina di dischi incisi, nonostante sia un musicista più che mai sulla cresta dell’onda, Ray è riuscito a preservare intatti sia l’entusiasmo che la modestia; i successi infatti pare non lo abbiano cambiato: “La gente viene spesso a chiedermi: “Wow! Cosa si prova ad essere una rock star?” e io “Non lo so!” (ride). Quando ho cominciato questa professione non avevo idea di come funzionasse il music business e ora che sono un po’ più esperto apprezzo ancora di più quello che ho.”
Apprezzato autore e performer di jingle pubblicitari e colonne sonore per il cinema e la tv (ha registrato le tracce di batteria per il musical Repo! The Genetic Opera), Luzier ha partecipato anche all’imminente progetto solista del cantante dei KoЯn, Jonathan Davis and the SFA (Simply Fucking Amazings) che coinvolge anche Shenkar (violino e voce), Zac Baird (tastiere), Shane Gibson (chitarra) e Miles Mosley (basso).
Per quanto riguarda il futuro ha le idee chiare: “Voglio continuare a suonare e registrare il più a lungo possibile. Sto anche imparando a suonare la chitarra, per poter comporre musica tutta mia. Inoltre il mio obbiettivo è quello di diventare un ingegnere del suono e produrre dischi, un giorno”.
Progetti importanti e a lunga scadenza per un uomo che non ha mai perso la sua fame di musica: “Mi piace ascoltare di tutto, dall’ultimo di Seal a Peter Gabriel, basta che sia profondo, emozionale e rock. Adoro i Deftones ma soprattutto i King’s X un gruppo terribilmente sottovalutato. È divertente, anni fa un sacco di gente mi diceva che il mio amore e il mio interesse per la musica sarebbero scemati con il passare del tempo, ma non avrebbero potuto sbagliarsi di più: sono diventati più forti negli anni. La musica è il mio cibo.”

Discografia
Con Darren Housholder: Darren Housholder (1992), Generator Man (1993), Symphonic Agression (1995).
Con i Medicine Wheel: First Things First (1994), Immoral Fabric (1996), Small Talk (1999).
Con Tracy G (e i Driven): Driven (1999), Katt Gutt (2001), Deviating from the Set List (2002), Erector Pili (2005).
Con David Lee Roth: Slam Dunk e King of the Hill – singoli (1998), DLR Band (1998), Diamond Dave (2003).
Con Billy Sheehan: Cosmic Troubadour (2005), Holy Cow (2008).
Con i Goaded: Goaded (2005); To Die is Gain (2008).
Con i KoЯn: KoЯn III - Remember How You Are (2010).
Con altri: 9.0, Too Far Gone (1990); Tony Fredianelli, Breakneck Speed (1993); Toby Knapp, Guitar Distortion (1993); Howling Iguanas, Howling Iguanas (1994); Freak Power Ticket, Freak Power Ticket (1998); Mike Hartman, Black Glue (1999); Zac Maloy, Life (2001), Honky MoFo, Honky MoFo (2002); The Hideous Sun Demons, The Hideous Sun Demons (2003); Army of Anyone, Army of Anyone (2006).
Tributi e compilations: T.J. Martell Foundation Benefit CD – con gli Ivory Tower (1993); Concrete Foundations Forum Compilation (1993); Shrapnel Guitar Greats Compilation (1993); Metal Edge Magazine Compilation. The Best Of L.A. – con I Medicine Wheel (1994); Hard Rock Magazine Compilation – con I Medicine Wheel (1994); Jeffology A Tribute to Jeff Beck – con Jake E. Lee (1995); Warmth in the Wilderness - Jason Becker Tribute (2001); Kidnap the Sandy Claws - Nightmare Revisited – con i Korn (2008); Repo! The Genetic Opera Official Soundtrack (2008); We Wish You a Metal Christmas (2008); A Song for Chi (2009).