
Foto di Marco "Gill" Cesaria
Come e quando hai iniziato a suonare la batteria?
Ho iniziato all’età di 4 o 5 anni: suonavo di nascosto quella del batterista di mio padre (sassofonista) quando loro non erano in sala prove. Un paio d’anni più tardi mio padre e mia madre mi comprarono una batteria come regalo di Natale/compleanno, assecondando i miei disturbi batteristici oramai non più così latenti...
Che formazione didattica hai avuto?
Avendo iniziato molto presto, ho avuto un approccio molto istintivo con lo strumento; diciamo che i primi 4 o 5 anni li ho passati rubando trucchi e ritmiche dai dischi che giravano in casa… roba veramente di ogni genere: mi ricordo che passavo interi pomeriggi alzando al massimo il volume dell’impianto hi-fi di mio fratello e suonandoci sopra a più non posso… e se il disco era live, chiudevo gli occhi ed immaginavo di essere su un palco vero!
Ho iniziato a studiare seriamente solo in seguito, per prendere coscienza di ciò che già sapevo e per imparare cose nuove. La prima infarinatura me la diede Gianni Cazzola, grande batterista jazz, veramente inossidabile! In seguito, ebbe inizio la mia esperienza alla corte di Tullio De Piscopo, la più formativa e influente del mio bagaglio; credo che Tullio sia proprio riuscito ad insegnarmi le cose più difficili da apprendere: esprimere le emozioni attraverso lo strumento. In seguito passai un periodo a studiare nella scuola di Alfredo Golino, dove ho avuto l’onore di lavorare su alcune cose con suo padre Antonio, un grande, anzi un GRANDISSIMO!
Chi sono stati i tuoi primi punti di riferimento?
Sono stati moltissimi: Steve Gadd, Jeff Porcaro, Simon Phillips, David Garibaldi, Gregg Bissonette, Steve Smith, Vinnie Colaiuta, Dave Weckl, Phil Collins, Mitch Mitchell, Ringo Starr, Roger Taylor, John Bonham, Keith Moon, Stewart Copeland, Ian Paice, Buddy Rich, Jim Chapin, Max Roach, Jimmy Cobb, Bill Stewart...
L’elenco qui sopra racchiude una grandissima varietà di stili e di voci artistico/musicali, spesso quasi in contrapposizione le une con altre, lo so, ma di fronte alle emozioni anche la coerenza passa un po’ in secondo piano, no?
E ora? Chi sono i batteristi, o più in generale i musicisti, che stimi maggiormente e che influiscono sul tuo approccio allo strumento e alla musica in generale?
Beh, ovviamente tra i batteristi che seguo sempre con grande interesse ci sono Weckl, Colaiuta, Gadd, Steve Smith, Gavin Harrison, Abe Laboriel Jr... per quello che riguarda la musica un po’ più in generale mi piace molto una varietà di artisti piuttosto eterogenei: Peter Gabriel, Sting, Mike Patton, Muse, Queen, John Scofield, Tribal Tech, Vital Information, Victor Wooten…non mi va di citare i soliti mostri sacri del jazz contemporaneo e non...
Ricordi qual è stato il tuo primo ingaggio?
Si, il primo ingaggio lavorativo lo ebbi a 10 anni circa con una cover band che in realtà non aveva neanche un nome… era formata da universitari della zona di Legnano, vicino a dove abito tutt’ora, e ricordo che facevano grandi sforzi logistici per gli spostamenti, non essendo automuniti.
Qual è la tua filosofia circa l’utilizzo della doppia cassa (o del doppio pedale)? Chi sono i batteristi che ti hanno influenzato in questo senso?
Doppia cassa? Sì, ne ho sentito parlare… a parte gli scherzi, utilizzo la doppia cassa e mi piace molto sperimentare più che altro incastri durante stacchi scomposti etc… in ogni caso cerco comunque di non farla diventare parte fondamentale del mio drumming, preferisco mantenere fresco il mio fraseggio a prescindere dal fatto che stia usando un pedale singolo o doppio per mantenere fede alla mia filosofia: “non è la batteria che fa il batterista”, cioè sono dell’opinione che un batterista debba comunque saper esprimersi al meglio facendosi condizionare il meno possibile dallo strumento che ha a disposizione in quel momento. Mi piace molto l’utilizzo che ne fanno in generale Steve Smith, Gavin Harrison e Simon Phillips.

Daniele Gregolin, Marco Maggiore e Luca Scansani - Foto di Marco "Gill" Cesaria
Che strumentazione utilizzi? Sei endorser di qualche marchio in particolare?
Ho un rapporto di collaborazione con Ufip iniziato durante le registrazioni del primo album di Euro Groove Department, il trio di cui sono fondatore. Non ho altri endorsement al momento, sono abbastanza libero di poter scegliere lo strumento da utilizzare in base al contesto. Ultimamente sto suonando su una Premier Resonator degli anni ‘70, un gioiellino con tanto di dedica che mi diede Tullio prima di terminare gli studi con lui! Generalmente utilizzo una DW oppure una Tamburo.
Quali credi che siano i punti di forza del tuo drumming?
Mi piace pensare al mio drumming dividendolo in più fasi. Una fase di accompagnamento in cui nell’economia della band, per utilizzare un termine sportivo, è come se giocassi in difesa preoccupandomi per lo più di mantenere il groove stabile per favorire al massimo gli interventi solistici che si devono appoggiare sul mio lavoro. In questa fase mi piace pensare che il mio drumming debba un po’ essere come una bella macchina: deve necessariamente garantire confort, stabilità e prestazioni agli altri membri della band che sentendosi a proprio agio possono fare il proprio lavoro con la massima disinvoltura. Un’altra fase è quella solistica dove solitamente chiedo alla band un impegno analogo al mio nel supportarmi nei soli: è come se in quel momento dal ruolo di difesa mi sganciassi in attacco, sempre per rimanere in termini sportivi… da poco, sto sperimentando una terza fase, in cui oltre a suonare la batteria mi cimento con il canto: ho pubblicato infatti da poco una cover di Peter Gabriel dove oltre a suonare la batteria, canto!
Riesci a vivere di musica?
Sì, da qualche anno ho una discreta autonomia economica grazie alla musica, di conseguenza diciamo che, parlando molto piano, non mi posso lamentare.
In cosa sei impegnato al momento? E quali sono i tuoi progetti futuri?
Al momento sono in un periodo molto attivo. A settembre sarà pronto il DVD Euro Groove Department & Michael Manring Live prodotto da me, nel frattempo sto lavorando ad un nuovo disco con sempre con E.G.D. C’è inoltre in cantiere una collaborazione con un grande personaggio della storia del jazz, di cui non faccio il nome per scaramanzia; dico solo che è un pianista, ha scritto e collaborato con Wes Montgomery, è stato premiato con il Grammy Award ed ha prodotto, fra gli altri, artisti del calibro di Bjork, Phil Collins, Kool and the Gang etc.. Mi ha contattato chiedendomi di collaborare perché la mia formazione gli ricordava parecchio la sua con Billy Cobham e Stanley Clarke in chiave molto più moderna…
Intanto continuo una cospicua attività live: il prossimo mese saremo infatti impegnati a rappresentare l'Italia all'International Rock Festival, che si svolgerà nell’ex aeroporto di Jermuk in Armenia tra il 17 e il 20 settembre. Collaboro con Luca Calabrese, Michele Franzini e Niccolò Faraci nel progetto sperimentale Highrave con cui ho all’attivo delle registrazioni e mi sono esibito anche all'ultima edizione del'Ah-Um Jazz Festival; anche con i Milano Centrale sto portando avanti una consistente attività live: tra marzo e giugno abbiamo fatto più di una sessantina di concerti e abbiamo registrato un EP di 5 pezzi.
Nel mio studio di registrazione sto lavorando a molteplici cose, dalla composizione e realizzazione di musiche per siti, spot etc. a doppiaggi di documentari, oltre che alla produzione e post produzione audio-video di tutti i miei progetti. Le lezioni di batteria sono un altro aspetto molto importante della mia attività, mi piace poter trasmettere qualcosa del mio bagaglio non solo musicale ai miei amati allievi, che così tante soddisfazioni mi regalano durante il percorso che affrontiamo insieme. Loro imparano ed io imparo volta dopo volta la maniera più efficace per farli imparare.

Elencaci i tuoi cinque album preferiti di sempre.
But Seriously - Phil Collins, Masterplan - Dave Weckl, I Can See Your Home from Here - John Scofield, Thonk - Michael Manring, Kind of Blue e Tutu di Miles.
Film e libri preferiti?
Non leggo molti libri, ma apro una parentesi per citare un film che ha ispirato un brano dai sapori world music la cui realizzazione mi ha impegnato per più di un anno. Il brano si intitola “Rising Sun” ed è stato realizzato fondendo in più di 500 tracce le sonorità di strumenti a percussione provenienti da tutto il mondo. Una sorta di colossal percussivo concettualmente basato su un’idea di collaborazione interculturale per migliorare la nostra esistenza sul nostro benamato pianeta. Ad ogni modo, il film che ha ispirato questa opera titanica è Home di Yann Arthus-Bertrand che consiglio vivamente a tutti, lo si può guardare gratuitamente su YouTube. “Rising Sun” invece è in vendita su iTunes già da qualche mese e sta andando molto bene soprattutto all'estero. Chiusa la lunghissima parentesi, ultimamente mi sta piacendo molto tutto ciò che realizza Clint Eastwod, e grazie a Dio al cineforum di quest’anno ne ho fatto una scorpacciata…, poi Matrix dove a mio parere, ahimè, vi sta racchiusa una grande verità, Dracula di Bram Stoker e i grandi cult dell’intrattenimento: Ritorno al futuro, Ghostbusters, The Blues Brothers etc.
Un genio e un eroe per te. Facci due (o più) nomi e, se ti va, spiegaci perché.
Gesù Cristo, perché seppur travisata, strumentalizzata, male interpretata etc, la sua parola è riuscita ad arrivare ai giorni nostri e nei momenti di sofferenza, quando lo spirito di fronte al dolore si eleva, e riesce comunque a dare un conforto di tale forza che nessun uomo può travisare o fraintendere.
Peter Gabriel perché riesce ad unire una musicalità ricercata e perennemente all'avanguardia con testi di un calibro non comune, in un mix dove musica e poesia si fondono in un capolavoro.
La volta che ti sei sentito fiero di appartenere al consorzio umano:
Tutte le volte (e per fortuna sono molte) che qualche aneddoto cancella la sensazione di cui parlo nella risposta alla domanda successiva.
La volta che ti sei vergognato di appartenere al consorzio umano:
Non c'è un vero e proprio aneddoto a riguardo, è più un "rumore di fondo" nell'anima, che in generale si fa sentire più forte quando ho occasione di percepire che in qualche modo siamo tutti (chi più e chi meno) ingranaggi di un sistema che tenta costantemente di spostare la nostra attenzione verso l’aspetto più materiale delle cose e delle persone, e tenta di farci dimenticare la spiritualità insita in ognuno di noi.
Sono convito che sostituire i nomi delle persone con dei numeri non sia un buon modo di intendere la vita, ecco che allora i rapporti umani si impoveriscono, le emozioni si riducono e finiamo con l’essere indifferenti a quello che ci succede intorno… e la cosa a mio avviso è pericolosa! Ultimamente, guardando il telegiornale, non è che ci sia da stare molto allegri… sembra che ogni volta che si pensa che l'umanità abbia toccato il fondo, riusciamo sempre a stupire noi stessi in peggio…
Il gruppo dei tuoi sogni sarebbe formato da te alla batteria…(completa la formazione)
Tripla batteria insieme a Keith Moon e John Bonham, Jimi alla chitarra, Freddie Mercury alla voce, Jaco al basso e Miles alla tromba: non ho idea di cosa diavolo verrebbe fuori ma sarebbe un ottimo esperimento “fusion” hahahahahahaha. Let it Groove! Love & Light.
