
Fu lo stesso Plant a suggerirgli un suo vecchio amico: il suo nome era John Bonham, ma tutti lo chiamavano Bonzo, e suonava la più dura batteria delle Midlands. Di se amava dire che dietro i tamburi voleva essere “come una tempesta”: spesso mollava le bacchette per suonare a mani nude ed era così rumoroso da incutere un sacro terrore ai gestori dei club del circondario, che si rifiutavano di ingaggiare i gruppi che lo avevano in organico. Page decise di dare un’occhiata di persona a questa forza della natura e assistette ad una sua performance con Tim Rose al Country Club di Londra. Da quel preciso momento in poi, nella storia della musica rock niente sarebbe più stato come prima…
John Henry Bonham nacque a Redditch, nel Worcestershire, il 31 maggio del 1948 per quello che l’infermiera di turno definì un autentico miracolo: il suo piccolo cuore smise di battere poco dopo la nascita e per rianimarlo fu necessario chiamare un altro dottore, perché quello che in teoria avrebbe dovuto occuparsi del parto era andato a casa a smaltire una sbornia colossale.
Degno figlio di un carpentiere, crebbe martellando praticamente su tutto quello che gli passava per mano: all’età di cinque anni la sua prima batteria era composta da un bidone di sali da bagno e una latta di caffè che suo padre legava nel bordo inferiore con uno spago o un cavo elettrico non troppo stretto, per simulare il più possibile il suono di un rullante. Il set era esteso naturalmente anche alle pentole e al padellame della madre. Il primo rullante vero e proprio gli venne regalato a dieci anni; sei anni dopo invece il padre gli procurò una batteria di seconda mano, un set “preistorico” con tutte le parti metalliche arrugginite: “Da quel momento imparai ad occuparmi della mio strumento. La gente che non si prende cura della propria batteria mi infastidisce veramente!”. Nessun’altro strumento suscitava in lui così tanto interesse: “Per un po' di tempo suonai una chitarra acustica, ma solo per percuoterne la cassa. In generale, non mi piacciono tutte quelle cose che necessitino di un jack.”
John lasciò le scuole a sedici anni per andare a lavorare con il padre nei cantieri edili, dove trasportava secchi di mattoni. Al giovane Bonzo piaceva molto quel tipo di occupazione: il suo fisico si irrobustiva, aveva qualche soldo in tasca e soprattutto gli restavano le serate libere per suonare in giro. Secondo il figlio Jason, prese al massimo un paio di lezioni di batteria presso un insegnante della zona; inoltre sono scarse e contraddittorie le notizie circa la sua capacità di leggere la musica. Il fatto importante comunque, è che tutto ciò che gli servì per diventare uno dei batteristi più influenti e imitati della storia della batteria, lo imparò suonando come un pazzo nei quattro anni successivi, praticamente da autodidatta. I suoi idoli erano Gene Krupa e Buddy Rich per quanto riguardava il jazz e il suo grande amico Keith Moon e Ginger Baker nel rock: “Quando iniziai a suonare, Baker era un grosso nome in Inghilterra; era una vera star, e ne aveva pieno diritto. Ai tempi delle vecchie big bands, il batterista era soltanto un musicista di accompagnamento: suonava quasi senza essere notato, con le spazzole, sempre in secondo piano. Gene Krupa fu il primo a far emergere la propria figura. Si piazzava davanti e suonava molto più forte di chiunque altro. E molto meglio. La gente non aveva mai notato la batteria, finché Krupa non venne fuori. Ginger Baker fu responsabile della stessa cosa nel rock.”

Bonham viene descritto come un tipo molto timido, silenzioso e gentile: possedeva la stessa affabilità del cane Bonzo, il protagonista di un vecchio cartone animato britannico, e il leggendario soprannome venne da praticamente da se. Non cercava le risse ma se capitava l’occasione di menare le mani non si faceva comunque pregare.
Fece le sue prime esperienze musicali con Terry Webb and The Spiders e in seguito nei Nicky James Movement, i cui strumenti vennero confiscati dopo un solo concerto. A 17 anni entrò a far parte degli A Way of Life e sposò Pat, una ragazza incontrata ad un ballo a Kidderminster: “Le avevo giurato che avrei smesso di suonare non appena ci fossimo sposati, ma ogni notte che tornavo a casa mi sedevo dietro la batteria. Vivevamo in una roulotte, e dovetti smettere di fumare per pagare l'affitto.” Poco dopo fece amicizia con Robert Plant ed entrò nella sua band, i Crawling King Snakes. Spesso, nella foga delle sue esibizioni, sfondava le pelli del proprio set, in particolar modo quella della grancassa: “Rompevo sempre le pelli di tutti i tamburi, agli esordi della mia carriera; poi imparai a suonare altrettanto forte, ma senza colpire così violentemente la batteria. Sta tutto nell'oscillazione della bacchetta”. Imparò quindi ad avere un tocco meno dirompente senza però perdere in potenza, anzi, suonando a volumi sempre più alti. Inoltre era solito mollare le bacchette per suonare a mani nude: “percuotendo i tamburi con le mani, riesci ad ottenere un tono che non puoi avere usando le bacchette; lo vidi fare da un batterista jazz e pensai che fosse una cosa molto interessante. Il suono è assolutamente ‘vero’, perché non è falsato dal legno delle bacchette. All'inizio ti fanno male le mani, ma poi la pelle ti si indurisce. Io posso colpire un tamburo con le mani più forte di quanto non faccia con le bacchette.”
Lasciò gli Snakes e tornò negli A Way of Life poi, sempre assieme a Plant, entrò nei Band on Joy fino allo scioglimento del gruppo avvenuto nel 1968; in seguito accettò di partire in tournée con Tim Rose. Tre mesi dopo venne ricontattato da un entusiasta Plant, che cercò di convincerlo in tutti i modi a seguirlo nei New Yardbirds di Jimmy Page. La reazione di Bonzo sulle prime fu abbastanza fredda: lo stipendio di quaranta sterline alla settimana che gli garantiva Rose era più di quanto avesse mai guadagnato in vita sua. Sempre grazie a Rose era stato notato dalla stampa inglese dopo aver suonato a Londra, inoltre per lui i New Yardbirds erano un gruppo del passato senza futuro. Jimmy Page lo aveva però visto in azione al Country Club e decise che doveva assolutamente essere lui il batterista della sua nuova band. Ebbe inizio un corteggiamento serrato da parte di Page e del suo spietato e mastodontico manager Peter Grant: Robert Plant spedì otto telegrammi alla seconda casa di Bonham, ossia il pub Three Men in a Boat di Walsall; a questi fecero seguito quaranta telegrammi di Grant. Quest’ultimo disse di aver capito che Page, spilorcio fino al midollo, era seriamente interessato a Bonham quando non lo aveva chiamato a carico del destinatario com’era solito fare con tutti gli altri. Bonzo continuava a titubare, anche perché aveva ricevuto diverse altre proposte allettanti, prima fra tutte quella da parte di un certo cantante blues di Sheffield sul quale erano in molti a scommettere per un futuro radioso, Joe Cocker. Alla fine non furono comunque i soldi a far decidere Bonham, quanto la bontà della proposta musicale: “Sapevo che Page era un buon chitarrista e che Plant era un ottimo cantante, per cui anche se non avessimo avuto alcun successo, perlomeno sarebbe stato un piacere suonare in un buon gruppo.”

La prima prova insieme venne descritta come magica da tutti i componenti della band; si tenne in una stanza molto piccola “per vedere se riuscivamo a sopportarci l’un l’altro”, come dirà Jones con ironia. Questo invece è il racconto di Page: “Ci ritrovammo in quattro a suonare in una stanza e li ci rendemmo conto. Iniziammo a riderci in faccia. Forse derivava dalla gioia o dalla coscienza del fatto che insieme potevamo fare faville.” Il 14 settembre i New Yardbirds partirono per una serie di concerti di rodaggio nei paesi Scandinavi: il loro repertorio consisteva nei brani “Train Kept A-Rollin’” che si trasformava in una versione ancora senza testo di “Communication Breakdown”, la composizione di Page “Dazed and Confused” più variazioni spontanee e improvvisate su temi di Ben E. King, Sam Cooke, Otis Redding e Elvis Presley. Fu durante questo tour che Jimmy Page decise di svincolarsi definitivamente dal passato, dando al gruppo un nuovo nome. Inizialmente vennero presi in considerazione Mad Dogs o Whoopee Cushion, poi si ricordò di un’idea che ebbero qualche tempo prima John Entwistle e Keith Moon quando, stanchi di Roger Daltrey e Pete Townshend, pensavano di sciogliere gli Who per formare una band con lui e Steve Winwood: “La chiameremo Lead Zeppelin, perché andrà in alto come un fottuto aerostato di piombo”. A Page quell’idea piaceva parecchio: ricordava l'espressione popolare “un cattivo scherzo sale come un palloncino di piombo” e suggeriva un contrasto leggero/pesante, come la musica che aveva in mente. Venne eliminata la “a” di Lead, per evitare storpiature di pronuncia da parte di “quegli ottusi di americani”, e il nome nuovo era cosa fatta: “Ci saremmo potuti chiamare i Vegetali, o le Patate…cosa significa Led Zeppelin? Non significa niente” (Page).
(continua)
Bel colpo ! ;) SaluTOneS
SaluTON OF TONEs
http://kataese.wix.com/antonellocatanese
la band più potente della storia
Re: la band più potente della storia
ho un senso di ''deja vu'' pazzesco.. Hai ...
Re: ho un senso di ''deja vu'' pazzesco.. Hai ...
bellissimo =D
la + grande band della storia
Grande!!
"Sure I like country music, I like mandolins, but right now I need a Telecaster through a Vibro-Lux turned up to teeeeeeeeeen!"
- John Hiatt -
www.anitadavideduo.com...
boham
http://www.facebook.com/Peter.Richardson.Bonanno
http://www.myspace.com/peter_tyler
I'M AN EPIC YOUNG MAN.
THIS IS HYSTORY, RIGHT HERE,RIGHT NOW. AND YOU AIN'T PART OF IT.
il migliore
W IL MITICO BONZO!!!
well we all shine on, like the moon, and the stars, and the sun
Uno dei più grandi batteristi della storia!!! ...
Visto che ci siamo, assolutamente da leggere ...
"Il bello della Musica è che quando ti colpisce non provi dolore"
Bob Marley
...anche se Dazed and Confused non è affatto ...
mitticco!
Che bell' articolo! complimenti!
Mr. FOUR STIX!
<br><b> - - - Francesco Baiguera - - - </b> (BS)
<br><b>
www.myspace.com/francescobaiguera </b>
<br>
fantastici...
Era il 1980, avevo 13 anni, ascoltavo solo ...
John Bonham, non passa giorno che non senta il ...
qualcuno mi ha chiamato?! :) Grande Bonzo!!!