Di Luca Luciano La storia del “nome più famoso nei tamburi” inizia con la creazione del primo pedale per cassa realmente efficiente da parte del batterista e insegnante William Frederick Ludwig. Anche William, come Frederich Gretsch, era un emigrato tedesco. La nascita del primo pedale di concezione moderna nel 1909 diede inizio alla Ludwig & Ludwig, azienda gestita con il fratello Theobald R.

La ditta trattava tamburi, xilofoni, campane ed effetti, ma il nuovo e grosso salto di qualità venne con due ulteriori innovazioni: la creazione di timpani intonabili a pedale, realizzati con l’aiuto dell’ingegno meccanico dell’abile cognato di W. F. Ludwig, Robert C. Danly, e l’ideazione della meccanica sgancia cordiera. Grazie a quest'ultima invenzione, i rullanti Ludwig, di metallo o di acero massello, divennero ambitissimi. Dopo la pausa forzata dovuta all’ingresso degli Stati Uniti nella Prima Guerra Mondiale, si rinnovò l’interesse per la musica, e la richiesta di tamburi Ludwig e dei pedali (questi ultimi migliorati grazie all’inserimento di due cuscinetti a sfera) aumentò. William nel frattempo non aveva mai smesso di insegnare, e nel 1933 divenne il segretario della NARD (National Association of Rudimental Drummers). Per mitigare gli effetti della crisi del 1929 la Ludwig decise di fondersi con la Conn Corporation, che già possedeva la casa produttrice di tamburi Leedy. Nacque la Leedy & Ludwig. Nel 1936 William F., non potendo più controllare la qualità del prodotto, lasciò l’incarico, ma l’anno successivo fondò la W. F. Ludwig Drum Co. (la Conn produsse tamburi Ludwig fino a quando, nel '55, fu deciso di vendere i marchi Leedy e Ludwig. Bud Slingerland - altro nome storico delle batterie made in USA - comprò la Leedy, mentre Bill Ludwig Jr. poté riprendere il marchio e il nome; fino a quell’anno l’attività di William F. fu portata avanti col nome WFL).

Nel '37 fu inventato il pedale Speed King, e importanti musicisti decisero di avvalersi degli strumenti Ludwig, come George Wettling e Lionel Hampton. Scoppiò di nuovo la guerra, e a causa delle misure restrittive imposte dal governo i rullanti di metallo e i timpani scomparvero. La risposta della WFL fu una linea di tamburi denominata Victorious per la quale fu utilizzato il legno per i tiranti e i cerchi. Gli anni '40 videro la produzione delle batterie Zephyr, così chiamate per via della forma dei blocchetti, che richiamavano la tipica forma degli zaffiri. Poi l’introduzione del segno inconfondibile e ancora oggi caratterizzante della casa: i blocchetti classic, solidi ed eleganti, dalla forma somigliante a una conchiglia allungata. Il jazz set per eccellenza della Ludwig era rappresentato dalla Downbeat, con tom da 12 pollici sulla cassa, tom a terra (timpano) da 14 e cassa da 20. Praticamente, la risposta al cosiddetto Progressive Set della Gretsch. Dopo aver riacquistato il diritto a utilizzare il nome Ludwig, e dopo la creazione della prima pelle sintetica Ludwig, vennero il rock, Ringo e i Beatles, e fino al '67 ci fu un boom nella produzione delle batterie Ludwig. William F. (Senior) ne aveva approfittato per espandere la produzione di strumenti a percussione, creando una gamma per le marching band e le scuole. Nel ’68 e nel ’69 la ditta acquistò la Shuessler Case Company, per la produzione delle custodie, e la Creative Corporation, ditta pubblicitaria che permise il lancio della rivista The Ludwig Drummer. Cosa dire? Si era creato un mondo Ludwig che faceva sognare i percussionisti di tutto il mondo.
Continua…