Di Luca Luciano Nel ’68 fu introdotta la linea economica Standard. Questa linea, per la quale furono create delle finiture apposite e molto belle, ebbe però scarso successo e fu ritirata dopo quattro anni. Negli anni ’70 iniziò a lavorare in azienda Bill Ludwig III (nipote di William Senior, che scomparve nel ’73). Furono introdotte le splendide linee Match 5 e Match 4 con tiranti a tutto fusto e nuove finiture, e Cozy Powell fu uno dei primi a chiedere un set del genere; furono inoltre immessi sul mercato i set Quadra-plus e Octa-plus, con quattro o otto concert toms.

Nel ’72 nascono xilofono e marimba Ludwig, costruiti con un particolare materiale sintetico, il kelon. Poi la linea di tamburi (per batteria e marching band) Vistalite (meritevoli di un altro appuntamento), in plexiglass trasparente e colorato, e i set completamente in acciaio Stainless Steel, dal suono duro e pungente. Ma, nonostante in quegli anni quasi tutti i batteristi delle maggiori band rock usassero set Ludwig (da Ian Paice dei Deep Purple a John Bonham dei Led Zeppelin, da Nick Mason dei Pink Floyd a Roger Taylor dei Queen) e nomi importanti del mondo del jazz si avvalessero di questo marchio (Joe Morello, Alan Dawson, Ed Shaughnessy, Roy Haynes, Buddy Rich), iniziò un periodo di crisi dovuto all’innalzamento dei costi di produzione e alla nascente concorrenza giapponese. Si passò quindi dal classico fusto leggero a tre strati mogano/pioppo/acero (caratterizzato fino a qualche anno prima da una verniciatura interna bianca) con rinforzo in acero, al fusto a sei strati di acero. Ne vennero fuori tamburi più facili e veloci da produrre, ma con un suono diverso, senz’altro più moderno, ma privo del fascino dei vecchi Ludwig. Ecco perché i vecchi set Ludwig sono molto ricercati, per via di quel loro suono caldo e rimbombante dovuto alla presenza del pioppo. Nell'81 la congiuntura sfavorevole portò la famiglia Ludwig alla decisione di vendere le industrie alla Selmer Company. La sede si spostò da Chicago a Monroe, in North Carolina, dove il costo della mano d’opera e dei materiali era minore.

La Ludwig oggi è in ripresa. Ha rinnovato la linea hardware, introdotto nuove finiture che valorizzano i fusti e soprattutto non ha mancato il richiamo al glorioso passato, con la presentazione di set identici a quelli storici come il Fab-Four, che richiama il set di Ringo Starr, un set Vistalite trasparente chiaro e un set Psychedelic Red. Questi ultimi due sono proposti nelle misure standard (12, 13, 16 e 22 pollici) col badge degli anni '70 (blue-olive badge). Inoltre la Ludwig è storia di rullanti. Impressionante la gamma di snare drums ideata e prodotta, ciò che spiega l’alta specializzazione in quello che è considerato il cuore della batteria. Il modello Supra-Phonic (il rullante probabilmente più presente nelle registrazioni degli anni '70), il Super-Sensitive (con una macchinetta per la cordiera molto sofisticata), il leggerissimo Acrolite in alluminio, il Black Beauty col fusto in ottone nero. Non c’è quindi da meravigliarsi se grandi del presente integrano il loro set con rullanti Ludwig (fino a poco tempo fa Steve Gadd utilizzava un Supra-Phonic dietro la sua Yamaha).