Pearl Rhythm Traveler

di redazione - accordiano DOC #116 | 01 November 2001 @ 15:31 |
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Di Roberto Baruffaldi
Parliamo di un set alquanto atipico, prodotto pensando a chi non può disporre di uno spazio adeguatamente insonorizzato, ma vuole tenersi in allenamento in qualsiasi posto e a qualsiasi ora. Questo è, in poche parole, il Rhythm Traveler Drumkit prodotto dalla giapponese Pearl. Vediamo nel dettaglio come è fatto e come ‘suona’ questo strumento, diverso da un qualsiasi altro set da studio, anche perché, con un semplice cambio di pelli (fornite insieme al kit), può diventare una vera e propria batteria, nonostante le misure molto particolari.

 

Pur essendo un set economico e destinato prevalentemente a un uso che prevede un volume sonoro molto basso, tutti i tamburi hanno un regolare fusto in legno, costituito da sei strati di mogano. Il set in questione è formato da tre tom a pelle singola, 10” x 5”, 12” x 5”, 14” x 5”, una cassa 20” x 8”, e un rullante 13” x 5”. L’hardware fornito, tutto della serie 70W, è costituito da un asta per l’hi-hat, un’asta dritta per il piatto, un pedale con trazione a cinghia e un reggi-rullante. A completare il tutto ci sono due silent-cymbal pad, da usare come piatto e hi-hat, e un set di pelli normali, denominate dalla Pearl plastic-heads. Su tutti i tamburi troviamo montate le nuove pelli silenziose denominate mesh, che garantiscono una risposta molto vicina a quella che può dare un vero tamburo con una vera pelle. Con la differenza, però, che un tamburo con le pelli mesh può essere suonato a qualsiasi ora, in qualsiasi ambiente, anche in un appartamento e nelle ore notturne. Inoltre, aumentando la tensione delle pelli, il feeling diventa sempre più piacevole e realistico. Meno reale è la risposta che si ottiene suonando i pad del piatto e dell’hi-hat, fatti per metà di plastica medio dura e, nella zona della campana, in metallo. Quindi bisogna fare attenzione nel colpire in modo tradizionale la campana del piatto, poiché ne produrreste un rumore ben diverso rispetto al ‘silenzio’ creato dagli altri tamburi (e comunque non aspettatevi la tradizionale risposta che si ha suonando un vero piatto). L’impostazione dello strumento è, in ogni caso, di tipo tradizionale, con due tom montati regolarmente sulla cassa e il floor tom montato sull’asta del piatto tramite un normale morsetto. I fusti sono praticamente quelli usati nella serie Forum, e mi sono sembrati ben fatti, senza imperfezioni. Lo stesso discorso vale per le meccaniche reggi-tom, i classici braccetti Pearl a ‘elle’. Le aste per l’hi-hat, per il piatto e il reggi-rullante sono tutte con la base a tre braccetti doppi, e garantiscono una buona stabilità. Lo stesso non si può dire per il pedale P-70 che, a nostro parere, si è rivelato troppo leggero e alquanto instabile (si tratta comunque di un problema facilmente risolvibile, vista l’ampia scelta di ottimi pedali che la Pearl offre nel suo catalogo). Come accennato sopra, basta cambiare le pelli per avere un set completamente diverso e pronto per altri e più reali usi. L’operazione si rivela molto veloce, in quanto su tutti i tamburi, compresa la cassa, sono montati solo sei tiranti, e con una sola pelle da accordare per quello che riguarda i tom. Questi ultimi mostrano una buona musicalità e un tono uniforme, accordati nella loro tensione ideale, che è bassa o media, considerando la loro profondità, ma con una buona dose di armonici. La cassa produce un suono che esalta maggiormente le frequenze medio-basse e un medio volume, adatto a situazioni musicali particolari. Il rullante è forse l’unico componente che può essere assimilato a un tamburo tradizionale, in virtù delle sue misure. Il suono prodotto è buono, e sembra preferire un’accordatura medio-alta, con la quale dimostra un carattere rispettabile e buone tonalità e sensibilità.

Conclusioni

Alla fine si può sicuramente esprimere un parere favorevole su questo set, soprattutto in relazione all’utilizzo per il quale è destinato. Avere un set come questo, compatto e silenzioso, sempre a disposizione (magari in casa), può essere un vantaggio e un’attrazione allo stesso tempo, e ci si potrebbe trovare immersi per molto, molto tempo a provare e riprovare un groove o un fill che tanto ci piacciono, ma che non ci riescono mai… Bisogna anche considerare un altro fattore vincente, e cioè l'estrema compattezza e trasportabilità, un pregio da tenere assolutamente in considerazione.

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