Vintage: YAMAHA

di redazione - accordiano DOC #116 | 20 March 2002 @ 00:47 |
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Di Luca Luciano
Le batterie della Yamaha nascono nella seconda metà degli anni ’60 dalla omonima compagnia. Quest’ultima, utilizzando una terminologia aziendale, aveva e ha tuttora un’elevata ‘estensione orizzontale’ (una gamma di prodotti molto vasta) e un’elevata ‘estensione verticale’ (all’interno di ogni tipologia produce, senza rivolgersi all’esterno, la maggior parte dei componenti del prodotto finito). I primi modelli costruiti furono il D20 (cassa da 20", tom da 12", tom a terra da 14" e rullante), il D22 (cassa da 22", tom da 13", tom a terra da 16" e rullante) e il D (modello economico con cassa da 20", rullante e un tom da 12").

Sul finire degli anni Sessanta venne introdotta la linea YD200, con hardware più solido rispetto alla linea D. Veniva presentato il primo set a cinque pezzi e veniva ampliata la gamma di colori offerti. Ma la crescita vera iniziò negli anni ’70. Decisive furono le linee YD600 in betulla (le linee precedenti erano caratterizzate da legni non proprio di elevata qualità, probabilmente mogano delle Filippine) e Tour Series (successiva alla YD600 e con meccaniche migliorate). Nel 1972 Al Foster, che all’epoca suonava con Miles Davis, divenne il primo grande endorser Yamaha. Seguì Ndugu Chancler, sempre con Miles Davis. Steve Gadd introdusse dopo varie sperimentazioni il set con due tom alla sua destra (14" e 15 " o 14" e 16"). L’hardware fu pensato e testato in collaborazione con i batteristi Chris Parker (per lo sviluppo dei pedali) e Cozy Powell (per la resistenza). Nel ’75 alcuni set della nuova serie 9000 furono portati negli studi di Los Angeles e da quel momento incominciarono a guadagnarsi la fama di batterie perfette per le sale di registrazione. Fu questo il battesimo di uno dei set più registrati nella storia della musica: la serie Recording Custom 9000, in betulla e con chiavi a tutto fusto. Queste soluzioni costruttive garantivano un suono tondo e preciso, adatto alle incisioni. I grossi nomi che utilizzavano questi set, Colaiuta, Weckl, Foster, Erskine e lo stesso Gadd, contribuirono al successo planetario della Yamaha.

 

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