Di Luca LucianoLa storia della casa teutonica inizia nel 1857, quando Johannes Link costruì la prima fabbrica di strumenti a percussione e pelli naturali a Weissenfels. Il logo Sonor nacque con la gestione del figlio Otto nel 1914. Il marchio superò la I e la II guerra mondiale e incominciò a crescere negli anni ’50 sotto la guida di Horst Link.

E così, dopo la cassa quadrata, il Duplex double pedal (praticamente due pedali con battenti di dimensioni diverse uniti dall’attacco alla cassa, quindi utilizzabili solo con un piede) degli anni ’20 e ’30, il rullante in ottone - che diede l’idea a W. F. Ludwig Sr. (negli USA non erano stati ancora prodotti rullanti in metallo) - iniziò la produzione di set con tiranti a goccia. Si trattava di tiranti molto eleganti, che equipaggiavano diverse case tedesche. L’effetto era impreziosito dal logo, la scritta Sonor stilizzata che caratterizzava tutti i fusti, e dalla sistemazione dei blocchetti sui tom non in linea retta, ma sfasati verticalmente sul fusto. Nella prima metà degli anni ’60 la fabbrica, in precedenza situata nella Germania dell’Est, fu trasferita forzatamente ad Ovest. Prima di questo spostamento il logo era stato modificato in due battenti a testa tonda che puntano in direzioni opposte e affiancati. Ed ecco le prime produzioni con misure ispirate ai set americani, come il modello Chicago K-190, con tom da 13” e 16”, rullante in legno e cassa da 20”. Il legno selezionato era il faggio, scelta costruttiva valida anche nei modelli professionali e che accompagnerà la casa fino agli anni ’90. Negli anni successivi la Sonor si dedicò a migliorare l’hardware. I supporti Sonor erano caratterizzati da una robustezza che non apparteneva agli strumenti statunitensi (il blocco reggitom era simile a quello utilizzato fino a poco tempo fa, cioè una struttura centrale che partiva dalla cassa, al termine della quale erano sistemati uno o due tubi a L snodabili), e da gommini a forma sferica. Nel catalogo del ’75 apparvero, con blocchetti di fattura squadrata, i modelli Champion Five (cinque pezzi standard), Champion Six (il modello standard con un tom a terra in più), e la Super Champion (come il precedente ma con due casse); le misure disponibili erano 20 e 22 pollici per le casse, 12 e 13 per i tom, e 16 e 18 per i floor tom. Nel ’79 la gamma di misure venne notevolmente ampliata e nacquero la Phonic, con fusti in nove strati di faggio, e la linea Acryl (ma proprio tutti hanno costruito set in fiberglass?). Negli anni ’80 la linea Phonic, disponibile anche in misure square (diametro uguale alla lunghezza, es. 12” x 12”) con il nome Phonic Plus, venne affiancata dalla Sonorlite in betulla scandinava e dal gioiello della produzione Sonor: la Signature, così chiamata perché Horst Link in persona apponeva orgogliosamente la sua firma sui badge di questi set.

La Signature era disponibile in versione leggera (spessore 7 mm) o pesante (spessore 12 mm), ed era in multistrato di faggio selezionato con bellissimi rivestimenti esterni e interni in African Bubinga o Makassar Ebony. Tale batteria era disponibile praticamente in tutti i diametri, aveva i tom square e i tom a terra con due pollici in più di lunghezza rispetto al diametro (es., 16” x 18”). Particolari modelli di questa linea erano la Signature Special Edition, in acero, e la Limited Edition, con hardware laccato oro 14 carati: si trattava di set fatti su richiesta, sui quali veniva incisa la firma del committente. La Signature aveva un sonorità incredibile, ma era pesantissima (anche a causa delle solide meccaniche) e, soprattutto, ‘costosissima’. Per questo motivo sul finire degli ’80 la Sonor creò la Hilite. La Hilite era fatta in nove strati di acero (spessore 9.5 mm) e riprendeva un concetto costruttivo che apparteneva agli anni ’30: tutti i fusti erano dotati di tiranti lunghi a sezione circolare, che toccavano il fusto solo in due punti, i cosiddetti tube lugs. La Hilite poteva essere richiesta con meccaniche super leggere in lega di alluminio, la serie Protec, di colore nero o tendente al bianco ‘spazzolato’. Un particolare modello della Hilite era la Exclusive, con meccaniche ramate con fusti laccati neri o brillantinati su fondo nero. Quanto alle serie Designer e Delite, sono storia recente…