Vintage: Zildjian

di redazione - accordiano DOC #116 | 19 May 2009 @ 00:15 |
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Di Luca Luciano
La tradizione e la storia più ricca appartengono al marchio Zildjian. Quella della Zildjian è una storia articolata, che affonda le radici nel lontano 1623, quando l’armeno Avedis trova un modo speciale per miscelare otto parti di rame e due parti di latta in una lega di bronzo per la fabbricazione dei piatti. La qualità dei suoi piatti gli valse l’epiteto di Ziliciyan, che in armeno significava appunto famiglia di fabbricanti di piatti. E in effetti anche il padre di Avedis, Kerope I, era fabbricante di piatti. L’influenza occidentale, tendente alla semplificazione della pronuncia, avrebbe trasformato il nome nel più noto Zildjian.

Il primo laboratorio aveva sede a Istanbul. Il cammino iniziale della Zildjian non fu privo di incidenti: la casa andò vicino alla bancarotta nel 1868 a causa di diversi incendi, ma la famiglia fu aiutata per espresso volere del sultano. I segreti di famiglia arrivarono ai discendenti Avedis II, e successivamente alla sua morte, al fratello Kerope II. Quest’ultimo lanciò i ‘piatti turchi’ in Europa e negli Stati Uniti con molto successo. All‘epoca la casa si chiamava K. Zildjian & Cie. E così ebbe inizio la famosa linea di piatti K (Kerope), la cui produzione continuò fino ai primi anni ’70. Nel 1908 Avedis III emigrò negli Stati Uniti. Non aveva intenzione di aprire una fabbrica di piatti, aveva bensì l’esigenza di evitare i problemi che si andavano profilando in Turchia per gli Armeni. Fu con l’arrivo di Aram Zildjian, che portò con sé l’originale formula per la fabbricazione dei piatti, che fu data vita nel 1929, proprio l’anno della Grande Depressione, all’americana Avedis Zildjian Co.

Verso la fine degli anni ’40 i piatti Zildjian decollarono grazie all’approvazione di tutti i grandi batteristi americani, come Chick Webb, Gene Krupa, Papa Jo Jones, Buddy Rich. Il nome fu reso ancora più famoso negli anni ’70 e ’80 dalla gestione di Armand e Robert Zildjian. Diamo uno sguardo alla vecchia produzione. Degni di nota sono i vecchi K turchi, quelli fabbricati fino agli anni ’70. In genere le campane di questi piatti erano più piccole e sottili. Erano strumenti interamente fatti a mano e non sottoposti a controlli di qualità, motivo per cui da questa produzione poteva uscire il piatto capolavoro, ma anche uno strumento di qualità inferiore al corrispondente statunitense, addirittura difettato nella forma della campana. Certo è che sono i piatti più ricercati dai collezionisti e che, quando se ne trova uno dalla buona fattura, si può avere un’idea del caratteristico suono Zildjian del passato, caldo e raffinato, forse poco adatto alle sonorità ‘moderne’. Altri prodotti della Zildjian erano destinati ad apparire nei cataloghi di alcune case di batterie. È il caso dei Zilco apparsi nei cataloghi della Premier degli anni ’30. In quel periodo furono prodotti piatti per la Leedy e la Ludwig col nome Zenjan, poco più tardi per la Slingerland col marchio Alejian. C’è da spiegare il perché della permanenza e della chiusura della fabbrica in Turchia. Un accordo del 1926 fra Aram Zildjian e Fred Gretsch garantiva alla casa produttrice di batterie la gestione della linea K (quella turca), della linea A (creata negli Stati Uniti) e di tutto ciò che aveva a che fare col nome Zildjian, grazie ad accordi relativi alla distribuzione sul territorio americano. Nel 1951 Avedis riacquistò i diritti della linea A, ma la Gretsch allora non volle rinunciare ai turchi K. E infatti batteristi come Art Blakey, Mel Lewis ed Elvin Jones si recavano direttamente alla Gretsch per scegliere i loro K made in Turkey. Così si dovette aspettare il 1972, quando Robert Zildjian riuscì a riscattare da Baldwin (proprietario della Gretsch) tutto ciò che aveva a che fare col nome Zildjian, grazie a un altro accordo sui diritti di distribuzione per dieci anni. La Zildjian riuscì così a chiudere la gloriosa fabbrica di Istanbul, e a occuparsi esclusivamente della produzione americana. La produzione dei piatti K passò per un periodo alla sede canadese della società, la Azco Ltd, in origine aperta per la rifinitura dei piatti fabbricati negli Stati Uniti, fino al 1979, quando tutto fu concentrato nelle mani della casa madre. Due anni più tardi Robert Zildjian avrebbe raccolto l’esperienza canadese per dare vita alla Sabian; il processo costruttivo era il medesimo della famiglia Zildjian e questo tocco avrebbe dato col tempo i suoi frutti, fino a fare di questo marchio uno dei maggiori nomi nel campo dei piatti. Quanta strada dal Bosforo! Ciao.

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Tutti i commenti

  • MI PIACEVA TROPPO!
    di tamburelli - accordiano #6610 | 19 May 2009 @ 00:50
  • Zildjian Story
    di HEINZ - accordiano #19642 | 12 June 2009 @ 00:15
  • ...davvero una chicca...
    di Giusedrums - accordiano #25867 | 30 October 2010 @ 22:21
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    Giuse Drums

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