Di Roberto BaruffaldiDopo il notevole successo della serie V-Session (il modello di punta della linea V-Drum), la Roland propone un modello destinato al settore entry-level denominato TD-6K, con caratteristiche differenti.

L’obiettivo rimane quello di proporre suoni di ottima qualità ed espandibilità ad un costo nettamente inferiore rispetto agli altri modelli. Considerando l’ottima impressione avuta dalla V-Session, siamo rimasti piacevolmente sorpresi dall’elevata qualità di questa TD-6K, anche perché abbiamo avuto modo di provarla a fondo in occasione di una serie di dimostrazioni effettuate nell’arco di una settimana. L’unità di controllo è costituita dal nuovo TD-6 Percussion Sound Module, così come nuovi sono i pad PD-6 in gomma ed i CY-6 dual-trigger usati per la simulazione dei piatti. La principale differenza con il kit V-Session sta proprio nel fatto che, al posto dei pad con cerchi veri e pelli del tipo mesh (retina), qui siamo in presenza di pad interamente in gomma, con una sensibilità ed un feeling di tipo completamente diverso. Più specificatamente, il set è composto, oltre al sopra citato modulo TD-6, da cinque pad PD-6 da otto pollici e mezzo, due pad CY-6 dual-trigger da dodici pollici, più un trigger denominato KD-7 per la cassa ed un altro, FD-6, per il controllo dell’hi-hat. Il tutto efficacemente supportato dal leggerissimo e funzionale rack MDS-6, molto stabile e costruito tutto in alluminio ricoperto da sottilissime nervature, che aggiungono stabilità e sicura presa a tutti gli agganci dei pad, dei piatti e del modulo. Inoltre, il modulo TD-6, grazie alla funzione dual-mono sulle entrate dei tom numerate rispettivamente due e tre, permette l’installazione di due pad sulla stessa entrata e può quindi essere espanso fino ad un totale di undici, tra tom-pad e cymbal-pad. Va anche detto che, al posto o in aggiunta ai pad PD-6, possono essere usati i V-Drum pad con le pelli mesh e cerchi veri in dotazione alla ‘sorella maggiore’ (oltre a restituire un feeling più ‘vero’, tali pad hanno anche il non trascurabile vantaggio di essere molto silenziosi, rendendo così l’intero drumkit molto valido per lo studio vero e proprio). Il trigger KD-7, usato per l’aggancio del pedale della cassa, è fatto in modo da essere usato in modo inverso, quindi con il battente che colpisce il trigger vero e proprio in direzione del pavimento. Questa scelta si è rivelata molto comoda, rendendo inoltre l’azione del pedale molto veloce e precisa e fornendole una potenza inaspettata. I nuovi CY-6 cymbal-pad vengono denominati two-zone e dual-surface, proprio perché sono costituiti da due superfici diverse, a ognuna delle quali corrisponde un diverso suono, con l’uso della campana reso totalmente indipendente (a questo va poi aggiunta la possibilità di bloccare il piatto, qualora ce ne sia l’esigenza). Sul TD-6 c’è la disponibilità di una terza entrata mono, alla quale aggiungere eventualmente un terzo CY-6. Anche i pad per i piatti possono essere sostituiti con i più larghi CY-14C, dotati di una risposta molto più realistica, e con il ride pad CY-15C (sebbene sia dotato di ben tre zone diverse di suono, quest’ultimo può però essere sfruttato appieno con il più potente modulo TD-10 e con il convertitore trigger Midi TMC-6). Il pedale per l’hi-hat è immediato e pronto nella risposta e non necessita di alcun periodo di adattamento.
Il Test
La vera sorpresa sta nella qualità e nella varietà sonora del modulo TD-6, che ha una capacità di 64 suoni di polifonia, 1024 suoni di alta qualità, 262 songs di accompagnamento, 99 drumset pre-settati e un sequencer capace di incorporare fino a sei parti simultaneamente. I 99 drumset memorizzati ricoprono una vasta gamma di suoni tra cui scegliere: l’acero, la betulla e così via, e i vari set jazz, latin, rock, pop, fusion, solo per citarne alcuni. Solitamente non è tra i set predefiniti che si cerca il preferito, ma bisogna dire che qui ci sono alcuni suoni che colpiscono immediatamente per la loro qualità e che possono essere usati subito. Abbiamo poi la possibilità di sostituire ogni suono e di creare un set che si adatti alle più diverse esigenze. Possiamo scegliere per esempio tra i 195 (!) suoni di rullante, tutti molto belli, senza correre mai il rischio di rimanere insoddisfatti. I pad TD-6 hanno poi la grossa qualità di reagire alla pressione del colpo, restituendo una sensazione molto vicina a quella di un vero rullante, compresi i rimshot. La varietà sonora rende inoltre tutti i suoni dei tom in maniera brillante e fedele, con la capacità di ottenere delle sonorità molto rispondenti al tipo di legno che andremo a scegliere in fase di impostazione, così come i vari tipi di accordatura a disposizione. Stesso discorso per la cassa, dalla quale possiamo tirare fuori delle sonorità di qualsiasi tipo. Leggermente inferiore è la qualità dei suoni dei piatti e dell’hi-hat, ma buona comunque la sensibilità e la risposta immediata nell’azione di bloccaggio del suono precedentemente ricordata. Buone e stimolanti le songs per l’accompagnamento (alcune abbastanza lunghe da permettere un’esecuzione fino ad una durata di cinquanta misure) e molti gli stili coperti. Il tutto è corredato dalla tecnologia General MIDI, di cui è dotato il modulo TD-6. L’uso di quest’ultimo si è rivelato molto semplice ed intuitivo: le varie funzioni disponibili sono tutte azionabili tramite alcuni tasti di scelta ed altri due di incremento e decremento; grazie a un generoso display illuminato, possiamo seguire costantemente tutte le nostre operazioni anche in condizioni di visibilità minima. A lungo andare risulta un po’ snervante passare da un suono ad un altro (con buona pace dei nostri polsi), cosa che non avviene operando su moduli ben più potenti e costosi, dotati di tasti rotanti del tipo jog-shuttle. Ma proprio qui stanno la differenza ed il pregio di questo set che, lo ricordiamo, viene inserito nella fascia entry-level e riesce ad avere un rapporto qualità/prezzo elevato.
Conclusioni
Il TD-6K drum set è adattissimo per chi desidera avvicinarsi al mondo dell’elettronica in maniera semi-professionale, trovando uno strumento adatto sia allo studio in casa che alla performance dal vivo, con risultati decisamente buoni, grazie anche all’ottima dotazione e alla notevole qualità dei suoni del modulo TD-6 (indubbiamente proprio i suoni restano il primo termine di valutazione in strumenti di questo tipo). Anche le possibilità di aggiornamento rendono le potenzialità di questo kit notevolmente elevate, così da potere sostituire i vari pad in base alle loro funzioni, alle esigenze sviluppate con l’esperienza e alle possibilità economiche di ogni batterista. In conclusione, uno strumento assolutamente da provare.