Di Antonio GentileNegli ultimi mesi i negozi di strumenti musicali hanno iniziato ad esporre nelle loro vetrine una nuova serie di cajones artigianali prodotti in Italia. Si tratta di strumenti costruiti a Bologna da un musicista artigiano italo-spagnolo, Pier Paolo De Gregorio Borrás.

Siamo andati a trovarlo per voi nel suo laboratorio. Entriamo in una falegnameria moderna e ordinata nella quale ci aspetta una montagna di strumenti bellissimi. Ci avviciniamo a Pier Paolo e gli facciamo qualche domanda.
Qual è la tua storia, come ti sei avvicinato al cajòn e come sei diventato costruttore?
Sono nato in Italia nel 1970, sono cresciuto tra la Toscana e la Catalogna e ho iniziato a suonare la batteria a quattordici anni. Ho preso lezioni da vari batteristi tra i quali Julian Vaughn, Clifford Jarvis e Bryan Spring. Negli anni ‘90 ho vissuto a Londra, dove ho iniziato a suonare in formazioni rock e funk, e successivamente jazz. Da alcuni anni risiedo a Bologna; qui ho avuto modo di partecipare a vari gruppi e progetti, tra i quali un gruppo di musica e danza flamenca, La Carboneria. È stato in questo contesto che ho iniziato a suonare il cajón. A Siviglia ho partecipato ad un seminario con Manolo Soler e ho avuto l’opportunità di collaborare successivamente con alcuni dei migliori danzatori e musicisti professionisti residenti in Italia, oltre che con artisti spagnoli in tournée. Quando ero in Spagna andavo sempre in giro e cercare il cajòn col suono giusto, con soniquete. Mi sorprendeva il fatto che su tanti strumenti provati solo un dieci per cento circa fossero soddisfacenti. Comunque li osservavo attentamente, e prendevo nota. Poi un giorno mi capitò di fare un piccolo cajòn per il vivacissimo figlio di una cantaora con la quale stavo lavorando, e da allora non mi sono più fermato. Grazie all’aiuto prezioso di amici falegnami e liutai, sono riuscito a realizzare un cajón che è stato molto apprezzato da percussionisti americani, inglesi, spagnoli e italiani specializzati in stili musicali diversi. Adesso il cajón DG è distribuito in tutti i negozi di musica italiani dal marchio EKO ed è presente in alcuni dei migliori negozi di percussioni d’Europa. La qualità di questo strumento è stata ulteriormente migliorata dalla collaborazione con un laboratorio di falegnameria professionale.
Parlaci dei tuoi strumenti, quali sono le caratteristiche principali?
Il corpo del cajón DG è interamente costruito con betulla russa. I rinforzi interni sono in faggio e betulla. Le parti sono assemblate con colle viniliche extra resistenti e verniciate con prodotti atossici e antigraffio. Gli elementi più particolari sono la superficie battente e le meccaniche. La prima è un foglio di betulla a cinque strati molto sottile, ma estremamente resistente ed elastico, con impiallacciature di colori e pattern diversi. Il sistema di cordiera invece è di tre tipi: nel modello Yaquí è un sistema fisso disposto in senso verticale, formato da corde di chitarra in nickel e a tensione regolabile mediante delle viti presenti alla base. Sul palo interno di sostegno ci sono dei campanellini che vibrano leggermente, addolcendo il timbro. Il modello Bailaor ha invece il sistema orientato in senso orizzontale, anch’esso regolabile mediante viti a brugola situate sul lato esterno destro. Nel modello Zambo (pat. pend. n. BO2003A000172) il meccanismo è originale e brevettato, in quanto permette di mettere e togliere la cordiera interna mediante una manopolina situata sul lato. Qui le corde sono in nylon rivestito e sono disposte in orizzontale.
Al di là dei musicisti di flamenco, che da noi non è molto diffuso, chi si interessa al cajòn?
Un numero crescente di persone è incuriosita da questo strumento, i batteristi trovano che possono applicare in maniera immediata le diteggiature dei rudimenti ed usare i bassi e gli acuti un po’ come una combinazione di cassa e rullante, ed in situazioni veramente acustiche, specialmente con strumenti a corda, si inserisce benissimo nell’impasto timbrico, senza sovrastare gli altri musicisti. Percussionisti di vari stili lo apprezzano per queste qualità, e lo integrano nel loro set. Congueros, multipercussionisti, c’è chi lo usa persino nel drum’n’bass. La tecnica poi non è certo complicata, per cui i principianti possono giocarci e divertircisi da subito.