Di Roberto BaruffaldiLa diversità tra queste due serie consiste principalmente nella lega metallica utilizzata per la loro produzione: MS63 Brass (una particolare lega di ottone) per i 302 Plus e NS12 Nickel-Silver (altra particolare lega con una percentuale d’argento) per i 402 Plus.

Proprio per l’utilizzo di questi materiali i piatti assumono una colorazione ed un aspetto molto diverso dal solito, quasi giallo oro scuro per i 302 Plus e argento brillante per i 402 Plus, che, tra l’altro, differiscono dalle precedenti versioni per una diversa lavorazione, molto evidente in particolare sulla superficie dei 402 Plus, e per un’ulteriore evoluzione sonora.
302 Plus
14” Hi Hat - Lo spessore è medio per il piatto superiore, medio/pesante per quello inferiore. La sonorità è molto scura e ‘metallica’, con una presenza della punta della bacchetta molto pronunciata; quello che sorprende è il volume generale che risulta abbastanza smorzato e che cambia leggermente solo se i piatti vengono suonati lasciandoli semi chiusi, con la conseguenza che il chick che ne deriva è molto soffice e quasi anonimo. La risposta è molto rapida in tutte le condizioni d’utilizzo e la sensazione generale è quella di un suono molto controllato, tale da risultare quasi elettronico.
16” Crash - Siamo qui in presenza di un piatto dallo spessore medio con una sonorità abbastanza scura, che mette particolarmente in evidenza le frequenze medie: queste gli conferiscono una caratteristica sonora ben definita, con la netta sensazione però di un suono metallico predominante. Il volume sonoro è discreto e la sensazione di un eccessivo controllo permane anche in questo caso, con un decadimento sonoro quasi immediato ed un attacco non particolarmente ‘veloce’.
20” Ride - Lo spessore di questo piatto è medio/pesante e la sonorità è leggermente diversa dagli altri modelli di questa serie, con una caratteristica tonalità abbastanza chiara e ricca di frequenze, che conferiscono a questo ride un buon equilibrio generale. La definizione della bacchetta è discreta e l’alone sonoro prodotto è molto chiaro e abbastanza controllato in tutte le situazioni. La campana possiede una buona presenza, ma risente leggermente del volume generale del piatto, che, come tutti gli altri modelli di questa serie, è molto basso.
402 Plus
14” Hi Hat - Questa coppia di piatti presenta uno spessore medio e medio/pesante rispettivamente per il piatto superiore ed inferiore. Il suono è anche qui scuro, ma con un range di frequenze abbastanza ampio ed un volume generale discreto; il chick prodotto dalla chiusura dei due piatti con il piede è buono, pur mancando di una presenza adeguata ad un hi hat di queste dimensioni. La risposta è buona, anche se non particolarmente immediata e la definizione della punta della bacchetta è appena sufficiente. Un hi hat che risulta comunque abbastanza versatile.
16” Crash - Discorso un po’ diverso per questo piatto dallo spessore medio, che presenta una buona sonorità, abbastanza chiara e ben definita sulle frequenze medio alte, e che risente evidentemente della particolare lavorazione sulla superficie già descritta in precedenza. Il volume generale è buono, mentre l’attacco è poco immediato e necessita dell’applicazione di una buona dose di energia per far entrare il piatto in piena vibrazione, mentre il suono della punta della bacchetta è poco definito.
20” Ride - Ci troviamo di fronte ad un piatto dallo spessore medio/pesante che nell’esaltazione delle frequenze medio alte trova una vera e propria caratteristica sonora. Il ping (suono della punta della bacchetta) è abbastanza definito e l’alone prodotto molto contenuto e facile da controllare in qualsiasi occasione, con un coda sonora però leggermente metallica. Il volume è discreto e il suono della campana è buono, ma non penetrante; da notare come la lavorazione del piatto sia diversa rispetto alla campana, che è completamente liscia.
Conclusioni
In definitiva questi piatti sono intenzionalmente progettati tenendo conto della destinazione d’uso finale, che è quella non propriamente professionale, ma piuttosto indirizzata a tutti quei batteristi alla ricerca di un buon compromesso tra qualità sonora e prezzo. Bisogna dire che l’obiettivo è stato ampiamente raggiunto tramite l’uso di leghe metalliche ‘alternative’, che permettono anche un contenimento dei prezzi difficilmente ottenibile con i materiali ‘normalmente’ usati nella produzione attuale.