Di Roberto BaruffaldiRide 20” Cominciamo con questo bellissimo ride, che presenta una finitura lucida fino al margine della campana; quest’ultima è stata lasciata ‘grezza’ (come nei crash di questa serie) e conferisce al piatto un aspetto molto originale. Tutti gli altri modelli sono completamente lucidati lungo tutta la superficie, campana inclusa.

Lo spessore è medio e la tonalità espressa è abbastanza scura, con una forte presenza delle frequenze medie. La definizione della bacchetta è notevole e l’alone sonoro risulta sempre molto controllato anche se si ‘spinge’ sul piatto in maniera decisa, caratteristica questa di notevole pregio. Il volume è molto buono e la reazione, nel caso si voglia usare questo piatto per suonare degli accenti, come un crash, è veramente buona; la campana poi è assolutamente penetrante e con una personalità molto forte. In definitiva un piatto interessante e versatilissimo.
Crash 16”, 17”, 18” Buona la personalità anche per questi crash, che presentano uno spessore sottile ad eccezione del modello da 18 pollici, leggermente più spesso. Tutti e tre i modelli si distinguono per la risposta molto rapida, l’elevata sensibilità al tocco e l’attacco abbastanza rapido, tipico di un fast crash, molto evidente soprattutto nel modello da 16 pollici. La tonalità dominante è anche qui scura, con le frequenze medie in netta evidenza; il volume è buono e il decadimento sonoro è veloce. Una caratteristica interessante, presente nel modello da 18 pollici, è rappresentata dalla definizione e dal suono incredibile della campana (superiori a quelli di molti ride…) che, unito alla buona definizione della punta della bacchetta, potrebbe invogliarci a sconfinare nel ‘territorio’ crash/ride. Sono questi dei crash molto penetranti e con un’ottima dose identificativa, che permette loro di ‘uscire fuori’ in qualsiasi situazione.
Mini Chinese 14” Ottimo anche questo modello dalla sonorità molto scura e tipicamente ‘China’. Lo spessore è qui abbastanza sottile e, nonostante le dimensioni relativamente piccole, il volume sonoro sviluppato è impressionante, così come l’attacco, che risulta molto rapido e rende questo piatto suonabile anche con una modesta dose di energia. La personalità è qui elevata nel suo uso tipico, anche se questo piatto è destinato ad essere montato sopra il crash da 18 pollici, producendo un effetto molto intenso e penetrante.
Splash 7”, 10”, 12” Cominciando dal modello da sette pollici, non si può non notare immediatamente lo spessore, che qui risulta veramente minimo. La tonalità molto scura e il suono molto Trashy conferiscono a questo splash una spiccata personalità e lo rendono uno dei piatti preferiti dell’intero set. Il sustain è brevissimo e l’effetto finale è veramente molto bello. Uno splash che è molto di più di uno splash… Il modello da 10 pollici ha caratteristiche molto simili e, a causa delle sue maggiori dimensioni, risulta alla fine come un piccolo China dal suono veramente interessante. Per il modello da 12 pollici il discorso cambia leggermente; infatti, pur mantenendo delle caratteristiche sonore abbastanza simili, cambia il volume, che qui è maggiore, ed anche la tonalità, leggermente più bassa. Da notare come lo spessore sia di poco più grande nei modelli da 10 e da 12 pollici rispetto al modello da sette. I tre splash montati insieme poi, danno origine a una precisa e piacevolissima scala tonale e risultano in definitiva molto, molto belli e versatili.
Effeks Crash 17” Molto particolare questo modello che possiamo identificare come una perfetta fusione di un crash e di un China, del quale presenta il bordo tipicamente piegato verso il basso. Lo spessore è sottile, la tonalità e abbastanza scura e il volume espresso notevole. L’attacco è molto rapido e la sensazione che si ha nel suonare questo piatto è quasi quella di un China molto leggero, ma con un sustain decisamente maggiore. Anche la campana ha un effetto del tutto particolare e la parola effetto (come si evince dalla sua denominazione) è quella più adatta a spiegarne lo scopo. Molto bello.
O-Zone Crash 16”, 18” Sono questi sicuramente i modelli più originali e forse anche i più ‘chiaccherati’ di questo set, proprio in relazione alla loro forma, che è quella tipica di un regolare crash, ma con dei fori di notevoli dimensioni regolarmente distribuiti sulla superficie. Da qui il nome O-Zone, che li identifica in maniera inequivocabile. Lo spessore di entrambi i modelli è mediamente sottile e la sensazione che si ha nel suonarli è molto simile a quella di un crash ‘rotto’, a cui manchi qualcosa (e in effetti…). L’attacco è anche qui immediato, mentre il tono è abbastanza scuro e il volume è decisamente buono, così come il sustain, che decade lentamente. Caratteristica importante è la mancanza di definizione, che è sicuramente voluta al fine di creare un effetto molto, molto particolare e personalissimo. Veramente notevole.
Hi-Hat 13”, 14” La cosa che si nota subito è la diversa lavorazione del piatto inferiore rispetto a quello superiore (e a tutti gli altri piatti del set), da cui consegue un aspetto esteriore chiaramente diverso. Lo spessore del bottom è del tipo medio-pesante, mentre per il piatto superiore è del tipo medio-sottile. Qui la tonalità generale cambia rispetto agli altri piatti del set, e risulta decisamente più chiara, ma mai sbilanciata e sempre con una presenza dominante delle frequenze medie. La differenza principale, contrariamente a quello che ci si potrebbe aspettare, sta nella maggiore definizione generale espressa dal modello da 14” rispetto al suo fratello minore da 13, sia nel chick (veramente buono) che nella percezione del suono della punta e del dorso della bacchetta. La risposta è molto veloce in entrambi i modelli e il volume risulta elevato soprattutto se vengono suonati semi aperti, con un vantaggio (ovviamente) evidente per il modello più largo. In definitiva, due hi-hat molto versatili e con una buona personalità, evidentissima soprattutto nel modello da 14 pollici.
Conclusioni
A conclusione di questo test non si può non mettere in evidenza l’altissimo livello qualitativo di questo set di piatti prodotti dalla Sabian e nati dalla collaborazione strettissima con Dave Weckl, che è riuscito a dare un’impronta incredibilmente forte, messa in evidenza non appena si ha l’occasione di ‘poggiare’ le proprie bacchette su tutti i piatti di questo nuovo set. Nonostante ciò, tutti i modelli mantengono una forte versatilità, che li rende utilizzabili nelle più disparate situazioni musicali.