Di Luca LucianoIn molti chiedono se un set vintage che hanno visto è un buon affare. Dando per scontato che deve essere il più possibile suonabile, ovvero meccaniche e fusti devono garantire un affidabile uso del set almeno nel genere in cui ci si vuole cimentare, è il caso di affidarsi quasi sempre ai nomi che abbiamo trattato nei numeri precedenti, a parte rare eccezioni, e osservare le caratteristiche che possano testimoniare l’appartenenza dello strumento alla fascia professionale almeno della sua epoca (per esempio, il numero di blocchetti sui tamburi, o il materiale dell’hardware).

I prezzi variano per zona geografica, marca e naturalmente tipo di set. Vi consiglio quindi di fare una ricerca sul portale americano Ebay nella sezione batterie, e fare una media dei prezzi dello strumento con caratteristiche globali simili allo strumento per cui state pensando l’acquisto. Ma lo strumento deve essere comunque valutato per lo stato, e in questo appuntamento cercheremo di darvi qualche consiglio affinché il set abbia una valutazione vintage e conservi così, se trattato bene, il suo valore nel tempo. Assicuratevi che l’ambiente che ospita lo strumento sia ben illuminato, in modo da poter osservare tutto, e portate con voi un giravite, una chiave per accordare, una per svitare, un metro a nastro, una torcia elettrica, un foglio e una penna.
Procedete con calma e affrontate l’ispezione tenendo conto di:
- Estetica: ci sono graffi o segni sul fusto o sulle meccaniche? Di che entità? Sono riparabili?
- Funzionalità: c’è qualcosa che ha bisogno di essere riparata? Qualche parte mancante? Funziona tutto a dovere?
Originalità: aspetto importantissimo per il valore del set. Si tratta di verificare che tutti i pezzi siano originali, e che niente sia stato alterato o riparato. Mi capita spesso di vedere tom a terra da 14 o 16 pollici che hanno subito modifiche perché trasformati in cassa, quindi forati. Qualche volta invece ci può essere un blocchetto non originale; in questo caso il problema può essere risolvibile in base alla reperibilità dello stesso, ma è un fattore di cui si deve tener conto per il prezzo.
Suono: naturalmente il set dovrà essere suonato, e verificare che abbia una bella voce.
Assemblate il set (se smontato). Questa operazione vi permetterà di osservare da vicino i pezzi, e vedere inoltre se c’è qualche parte meccanica danneggiata. Guardate per bene il set. Una volta montato potrà darvi l’idea del suo look vintage, ma soprattutto si tratterà di un ulteriore test per vedere se è tutto in buone condizioni.
Ora si suona. Se i tamburi sono dotati di sordine, cosa molto probabile per i set fino alla fine degli anni ’70, si dovrà fare la prova con le stesse sordine sia a distanza che appoggiate sulla pelle, allo scopo di vedere se ci sono vibrazioni indesiderate. Inoltre si dovranno provare diverse accordature per vedere come reagisce il tamburo ai cambi di tensione. In questa fase sono critici i blocchetti tendipelle e l’inclinazione del bordo dei fusti, o addirittura la circolarità degli stessi. Importanti sono anche i rims, ovvero i cerchi tendipelle. Sulla circolarità dei fusti c’è da dire che è facile che un fusto vintage non lo sia perfettamente; è il caso quindi di preventivare l’utilizzo di pelli in genere oversized, cioè di diametro leggermente superiore a quello dichiarato, come Evans, Aquarian e della Premier per la sola misura di 14 pollici. Attenzione, diverso è il discorso per alcune case europee come la Sonor e la Premier, che utilizzavano le cosiddette misure preinternational per i tom; sono pelli dalle misure strane come quella intermedia fra i 13 e i 14 pollici o 17, che difficilmente troverete dai produttori affermati. Una soluzione eventuale è quella di farsi fare una pelle animale su misura. La regolarità dei cerchi si può verificare accertandosi che la distanza tra il cerchio montato e la pelle sia sempre la stessa. L’ideale per tutte queste operazioni sarebbe poter smontare un pezzo alla volta e controllare queste caratteristiche. Per esaminare che fusti e cerchi siano in piano basta appoggiarli a terra, meglio su un piano rialzato, e vedere dove passa la luce. Il test migliore è mettere la torcia elettrica all’interno del fusto. In questo modo potrete anche osservare l’interno del fusto, vederne le condizioni e controllare in alcuni casi, come per i fusti Gretsch con vernice grigia ed etichetta, che rispettino le caratteristiche di quella marca. L’ausilio del tatto vi permetterà di recepire la regolarità della superficie e dei bordi.
All’esterno cercate di vedere se rilevate rialzi, o decolorazioni, probabili effetti dell’umidità. Naturalmente la finitura deve essere originale; sembrerebbe un consiglio inutile, ma in molti hanno rovinato la propria batteria ricoprendola anche in malo modo con rivestimenti o riverniciandola, danneggiando il look e il suono. Provate per bene, oltre a tutte le viti dei blocchetti, anche il rullante e il meccanismo tendicordiera.
Naturalmente, per queste prove si dovrà tenere conto del materiale di costruzione, ad esempio è inutile cercare rialzi nei fusti in acrilico, sono più probabili spaccature. È il caso di procedere con ordine e segnare questi particolari in maniera velocemente leggibile sul foglio.
Stands e pedali originali valorizzano il set. Dopo aver verificato tutti questi aspetti, approfondendoli a piacimento con buona pace del venditore, sarete pronti a valutare se il prezzo stabilito è adatto a ciò che volete davvero da una batteria vintage.