Di Enrico CosimiIl Sampling Pad SPD-S è molto facile da usare sia in playback che in acquisizione di segnali esterni; l’apparecchio offre nove superfici suonabili con le bacchette, sei pad veri e propri e tre bordi gommosi che offrono un rimbalzo simile a quello delle pads da allenamento. Oltre alle nove superfici sensibili, SPD-S può gestire una coppia di trigger esterni (è prevista la compatibilità con una larga serie di modelli Roland, ma l’apparecchio funziona bene anche con prodotti di terze parti) e una coppia di interruttori a pedale.

I tredici impulsi ricevibili dal mondo esterno si dividono una polifonia massima di otto voci – più che sufficiente per staccare la testa all’ascoltatore più distratto - e possono accedere ai minuti di sampling time previsti autonomamente dalla macchina; se servisse tempo addizionale, è possibile utilizzare una qualsiasi scheda Compact Flash (come quelle delle fotocamere digitali) per archiviare grooves, fraseggi, timbriche e colpi singoli. Insieme all’apparecchio viene fornito un CD audio-dati che contiene numerosi patterns ritmici e colpi singoli pronti da campionare (… e, cosa importante, royalty free).
Pad?
Ciascun canale dello strumento può innescare fino a due campionamenti indipendenti chiamati Wave A e B, differenziabili per volume, panpot e per assegnazione ad un preciso livello di dinamica: solo suonando forte il suono B verrà eseguito, in alternativa lo strumento continuerà ad utilizzare la timbrica A. In pratica, con un minimo di esperienza esecutiva, si possono alternare i campionamenti di bordo e campana del ride e/o dello hihat open/closed; la presenza di diversi mute group impedisce la sovrapposizione indesiderata di diversi campionamenti: il drum fill a trentaduesimi verrà troncato ogni volta che si colpisce il pad che pilota il groove sample principale… niente flam indesiderati! Da non sottovalutare le capacità di pilotaggio dal SPD-S verso unità MIDI esterne: ciascun pad può emettere una precisa nota MIDI con cui innescare il playback del vecchio S-1100 o con cui scrivere i lanci direttamente dentro al software di sequencer MIDI.
Campionamento
I segnali catturati dal mondo esterno mediante la coppia di porte stereo sono liberamente midificabili. Le opzioni di edit comprendono truncate (per tagliare porzioni di segnale in testa e in coda), pitch change (per alterare drasticamente l’intonazione +/- 1 ottava: come dire che uno snare da 14” suonato un’ottava sotto diventa un mostruoso snare da 28”…), chop, copy, delete. Nel caso vi interessi campionare non i singoli colpi, cioè le timbriche percussive – ad esempio un china lasciato risuonare - bensì una frase intera, diciamo un groove di quattro battute ‘rubato’ da qualche parte, SPD-S può tagliare il campionamento esattamente, calcolando alla perfezione la velocità metronomica del segnale acquisito; i loop perfettamente allineati sono garantiti. Per meglio controllare il playback delle frasi, che possono durare numerosi secondi, si può impostare la modalità Alternate: un colpo di bacchetta innesca il playback, un secondo colpo lo interrompe. La memoria interna può essere sfruttata per ospitare 3’ mono (qualità Fine del campionamento), 6’ (qualità Standard), 12’ (qualità Long); la risposta in frequenza sulle acute verrà progressivamente dimezzata; una Compact Flash addizionale da 512 Mb, massimo taglio supportato, offrirà 1h e 36’ in modalità Fine, o 3h e 12’ / 6h e 24’ nelle altre due modalità… sufficiente per campionare l’intera discografia di Steve Smith! Fino a quattro campionamenti possono essere ricampionati internamente, realizzando un unico segnale ‘frankenstein’, che riunisce il mixaggio timbrico/dinamico, le variazioni di accordatura e gli effetti impostati sulle precedenti. Il campionamento di una frase più lunga può essere facilitato specificando a priori il numero delle battute, la velocità metronomica e l’eventuale quantizzazione; a posteriori, se richiesto, SPD-S permette di inserire nella lunga frase più di un Marker, un ‘segnalibro’ che facilita successivi posizionamenti all’interno della registrazione.
Suonare sulle pad
Chiunque abbia già fatto esperienza, anche minima, sulle batterie con pad dinamiche (non necessariamente V-Drums) si troverà velocemente a proprio agio sulle superfici dinamiche della SPD-S: le modifiche richieste alla propria tecnica sono relativamente minori e le ampie possibilità di configurare una precisa curva di risposta alla dinamica del colpo permette di evitare doppi trigger, colpi morti ed altri orrori. L’apparecchio, con le regolazioni factory, è già in grado di rispondere accuratamente ai colpi doppi, tripli ed ai minimi rimbalzi; in base alla forza individuale, si può sempre migliorare la risposta delle pad; i tempi di reazione sono immediati e non è necessario ‘compensare’ tirando avanti i colpi della propria esecuzione.
I trigger
I due ingressi possono essere configurati con una quantità enorme di sensori esterni, Roland e non solo; oltre a soglia e sensibilità di intervento, si può configurare lo Scan Time (per concentrare l’emissione del segnale in corrispondenza del picco massimo ricevuto dal trigger esterno), si possono mascherare i rimbalzi di trigger indesiderati, colpi doppi sul sensore di cassa, tanto per capirci, con un tempo di ‘insensibilità’ variabile tra 0 e 256 milllisecondi; anche la diafonia tra i due canali trigger è eliminabile progressivamente.
Gli effetti
Trenta effetti diversi, dal Reverb+Gate allo Slicer ritmico, passando per delay, flanger, equalizzazione, wah wah, distorsione, pitch shifter, eccetera eccetera. Il musicista meno fantasioso del mondo troverà comunque modo di stravolgere le timbriche di partenza, trattandole emigliorandole fino a renderle irriconoscibili.
Impressioni d’uso
Nell’armamentario di un percussionista, o di un batterista poliedrico, SPD-S Roland non dovrebbe mancare: per un costo tutto sommato contenuto, l’apparecchio offre l’accesso immediato a tutta una serie di timbriche addizionali con cui arricchire la propria esecuzione (…non volete portarvi appresso il gong alla Carl Palmer? Adesso potete lasciare a casa il padellone per la paella…). SPD-S viene fornito con un’ampia dotazione di timbriche percussive, duplicate sul CD-Audio di serie; ma è nel campionamento che risiede la forza espressiva più dirompente dell’apparecchio. Dal cofano della macchina al cigolio del portone di casa, qualsiasi segnale può essere catturato e portato a viva forza all’interno del nostro drumkit. In sala di registrazione, o nel pre-production studio, SPD-S è utilissima per velocizzare la programmazione MIDI delle parti di batteria: i due interruttori a pedali possono comandare cassa e hihat, lasciando le 9 superfici dinamiche per il rullante, tom, piatti, eccetera. Dal vivo, sui palchi o nelle cabine DJ, non c’è effettivamente motivo per non portarsi appresso un drum pad-campionatore-multieffetto-MIDI controller tanto divertente: basta un qualsiasi MiniDisc recorder ed una coppia di bacchette per conquistare tutti i suoni del mondo.