Yamaha Stage Custom Advantage Nouveau

di redazione - accordiano DOC #116 | 20 September 2004 @ 20:27 |
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Di Roberto Baruffaldi
La serie Stage Custom (prodotta in Indonesia), che già aveva riscosso un buon successo in virtù dell’ottimo rapporto qualità/prezzo, oggi viene ripresentata con alcune rilevanti modifiche che ne variano sostanzialmente molti aspetti tecnici; ciò fa sì che se ne possa parlare in termini di modello quasi nuovo e non di semplice upgrade.

Partiamo dall’innovativo concetto con cui vengono disegnati e prodotti i nuovi tiranti che equipaggiano tutti i drumset della serie Noveau; la differenza sta nel materiale, che qui è di plastica rigida rinforzata, mentre nelle serie più costose è in metallo. Il metodo di aggancio al blocchetto è lo stesso proprio per mantenere le stesse caratteristiche di libera vibrazione e di minimo contatto (mai diretto) con il fusto. In questo modo basta svitare leggermente i tiranti (che rimangono attaccati al cerchio) per poi sganciarli e cambiare rapidamente la pelle. In questo modo la parte di aggancio al blocchetto rimane attaccata al tirante e basta riportare il cerchio in posizione per poi agganciare nuovamente i tiranti ai blocchetti e procedere all’accordatura. Un esempio della tipica precisione Yamaha è rappresentato dal fatto che i punti d’attacco dei tiranti, del sistema di sospensione Yess (di cui sono dotati tutti i tom sospesi) e i fori della fuoriuscita dell’aria sono tutti posizionati sulla stessa linea del punto nodale del fusto, per minimizzare quanto più possibile l’influenza sulla risonanza dello stesso. Cambia quasi radicalmente anche la composizione dei legni con cui vengono prodotti i fusti, che ora possiamo trovare in due versioni; la prima è costituita da un insieme di otto strati (per casse, rullanti e tom) distribuiti tra mogano filippino, falkata e due strati esterni in quercia che vanno così a definire le tre finiture opache disponibili denominate Matte Raven Black, Matte Cranberry Red e Matte Sienna. La seconda versione (quella oggetto del nostro test) presenta le stesse caratteristiche, ma con uno strato esterno in betulla (alternativo alla quercia) che dà così luogo a una serie di cinque finiture lucide (due sono sfumate), che prendono il nome di Fade Brown Amber, Fade Raven Black, Natural Wood, Cranberry Red (quello del nostro set) e Honey Amber. Le misure delle profondità dei tom sospesi (dal 10” al 13”) e delle casse è quella definita universale (una vera e propria tendenza Yamaha), situata a metà tra una profondità jazzistica e una power, e viene volutamente usata per garantire una sonorità che possa essere versatile e quindi utilizzabile in una grande varietà di situazioni musicali. Il set a nostra disposizione era composto da una cassa da 22 x 17, tom 10 x 8, 12 x 9 e 14 x 12 e un rullante 14 x 5 e 1/2 (misure ovviamente espresse in pollici). I cerchi con cui vengono equipaggiati tom e rullante sono in acciaio a tripla flangia (1, 6 mm) mentre per la cassa sono in legno e dello stesso colore del fusto, conferendo così all’intero set un aspetto molto elegante e personale.

 

Il suono

Si fa notare subito la cassa che, con una buona potenza, la generosa dotazione di frequenze basse e un buon attacco, garantisce un’ottima presenza e una decisa personalità. La sonorità generale è incentrata sulle frequenze medio-basse grazie anche alle pelli in dotazione di tipo Powerstroke 3 (Remo UM trasparente la battente ed Ebony con il logo Yamaha la risonante). Il controllo è risultato ottimo e il suono ben bilanciato anche senza l’inserimento di alcuno strumento di sordina all’interno, con la giusta dose di risonanza sulla quale si può ovviamente intervenire cambiando la tipologia delle pelli montate.

I cerchi, come abbiamo sopra descritto, sono in legno e presentano la stessa finitura del resto del fusto, mentre i tiranti sono otto per ciascuna delle due pelli e sono dotati di una buona precisione e utilizzabili mediante l’uso di una chiavetta di tipo tradizionale. Le gambette hanno una sezione più sottile di quelle presenti sui modelli al top del listino Yamaha, ma sono ugualmente funzionali e garantiscono una stabilità veramente ottima su qualsiasi tipo di superficie e possono essere regolate in altezza tramite l’utilizzo di una chiavetta di tipo standard.

Tutti e tre i tom sono caratterizzati dalla presenza di sei tiranti per ciascuna delle due pelli e colpisce subito la loro sonorità incentrata sulle frequenze medio-basse, con delle buone dosi di volume, attacco e risonanza, tutte in equilibrio tra loro, e con il risultato di una definizione generale veramente pregevole. Buona è stata la risposta alle varie accordature ed è apparso drastico l’incremento di qualità del suono una volta sostituite le pelli in dotazione (Remo UM Ambassador trasparenti di tipo economico) con delle pelli di qualità professionale. A un attento esame dei bordi di tutti i tamburi non si può non notare la perfetta lavorazione degli stessi, a cui la Yamaha ci ha ormai piacevolmente abituato, e che resta sicuramente un ottimo biglietto da visita per tutta una serie di caratteristiche dei fusti che vengono qui inoltre dotati di un nuovo badge argentato dall’aspetto elegante.

Il rullante è risultato abbastanza brillante con delle buone caratteristiche di sensibilità, volume e attacco. La presenza e il ‘corpo’ si fanno sentire sempre in maniera decisa, conferendogli così una buona personalità. La sensibilità della cordiera è apparsa decisamente buona grazie anche alla macchinetta (che utilizza due eleganti fascette di un materiale molto morbido) che sovrintende alla regolazione della sua tensione, sempre molto precisa e ampiamente regolabile. Gli armonici sono presenti in gran quantità, senza mai però risultare eccessivamente invadenti e in ogni caso controllabili in modo deciso con il ring in dotazione. Ottima la dotazione hardware, con il reggitom TH904 per il floor tom, il doppio reggitom su cassa TH945A con i relativi supporti CL945A ampiamente regolabili, e le due ottime aste per piatti a giraffa convertibili, modello CS745. Funzionali anche il supporto reggi rullante SS740 e quello per Hi-Hat, il modello HS740. Veloce, fluido e funzionale il nuovo pedale per cassa FP7210.

È d’obbligo a questo punto una breve considerazione sui nuovi tiranti e sul loro funzionamento, sul quale permane qualche piccolo dubbio, soprattutto per il materiale plastico con cui sono prodotti. Durante l’uso bisogna fare molta attenzione all’aggancio sul fusto e far sì che questo avvenga in modo assolutamente impeccabile e che resti perfettamente dritto, pena il non corretto avvitamento, con il conseguente rischio di rovinare la filettatura interna del blocchetto in plastica. Altro discorso è quello di un’accordatura molto lenta, come spesso capita sulla pelle battente della cassa, con i tiranti che tendono a perdere stabilità e che necessitano quindi di un’ulteriore stretta per far sì che rimangano correttamente in sede.

 

Conclusioni

Il set che ci troviamo di fronte è sicuramente di qualità e, considerando la fascia d’utenza cui è destinato (di livello medio), rappresenta sicuramente una buona opportunità, anche in virtù delle interessantissime prestazioni in termini di sonorità e dell’ottimo hardware di cui è dotato, con alcune soluzioni (vedi il sistema di sospensione Yess) presenti nei set al top del listino Yamaha. In generale, un deciso passo avanti rispetto al precedente modello della stessa serie, che non mancherà di soddisfare anche i palati più esigenti. Da provare. 

Risorse




Tutti i commenti

  • Ottima scelta
    di michibi - accordiano #32863 | 02 February 2012 @ 20:15

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