Di Roberto BaruffaldiL’azienda californiana Taye è stata fondata nel 1975, ha cominciato fornendo accessori musicali ai negozi locali e ha sempre prodotto in proprio tutti i fusti, l’hardware e le pelli presenti sui drumset in catalogo, senza tralasciare le cromature e le finiture laccate realizzate in una propria factory specializzata.
Il set a disposizione per il test è il Rock Pro, collocato in una fascia media di mercato. I fusti sono in Hardwood stagionato e presentano i bordi con un taglio di 45 gradi, mentre il rivestimento laminato è disponibile in sei colori (quello del nostro set è denominato Pure White) e tutti i tom sono equipaggiati con il sistema di sospensione Taye Suspension Ring, studiato per aumentarne la risonanza. La configurazione del set oggetto di questa prova includeva tom sospesi con l’inusuale 10 x 8,5, 12 x 9 e un tom a terra da 16 x 16 equipaggiato con tre gambette per il supporto, una cassa 22 x 16 e un rullante 5 e 1/2 x 14 dello stesso tipo di legno (le misure sono ovviamente espresse in pollici).
Il Suono
La cassa si mette subito in evidenza con un’immediata e notevole disponibilità di frequenze basse che, insieme a un attacco molto deciso e un buon volume, le conferiscono un’ottima personalità. Interessante il controllo generale e quello della risonanza, che qui risulta molto contenuta anche con il fusto completamente libero da qualsiasi tipo di sordina, con le pelli (battente e risonante) tipo Powerstroke3 (trasparente la battente e bianca/lucida quella risonante), che a ciò contribuiscono in maniera evidente. I tiranti sono otto per ogni superficie, possono essere azionati tramite una normale chiavetta e permettono di effettuare un’accordatura in maniera abbastanza precisa. I cerchi sono in legno e hanno un colore naturale con una fascetta di rivestimento laminato bianco che richiama quello degli altri fusti, ma che va un po’ a compromettere quello che è il look generale di tutto il set. Le gambette di supporto hanno un caratteristico disegno curvato e un doppio puntale (punta/gomma) che assicura un’ottima stabilità su ogni tipo di superficie; una volta ripiegate, scompaiono favorendo notevolmente il trasporto. I tom sono montati sulla cassa tramite un ottimo supporto che consente di inserire una mezza asta a sostegno di un ulteriore piatto e che, tramite uno snodo tipo omni-ball, permette notevoli possibilità di regolazione con buona precisione. I cerchi sono del tipo a tripla flangia, sono molto leggeri e i tiranti sono sei per i tom da 10 e 12 pollici, mentre passano a otto per il tom a terra da 16 pollici. Semplice e funzionale il supporto Taye SuspensionRing, che deriva chiaramente dal sistema RIMS, mentre i blocchetti sono assicurati al fusto tramite l’utilizzo di due viti e ricordano vagamente (nell’aspetto ma non nelle dimensioni) quelli di un altro noto produttore. A un attento esame i bordi di tutti i fusti sono risultati molto curati e ottimi nella fattura. Ciò che ne consegue è un’ottima reazione a ogni minima variazione nell’accordatura di uno o più tiranti (primo segnale di un fusto ben costruito e in ottimo stato) e un’ampia gamma di accordature possibili. La sonorità generale è qui incentrata sulle frequenze medio/basse, con una dose extra di frequenze basse nel tom a terra da 16 pollici e un discreto attacco, che rendono abbastanza definito il suono di tutti i tom. Ottimo anche il volume, che permette a questo set di ‘uscire fuori’ in diverse situazioni. Forse, le uniche pecche sono la visibile giunzione del rivestimento (comune però a molti set di altri produttori), che va un po’ a rovinare l’aspetto estetico in generale, e la dotazione di pelli economiche, che non rendono giustizia alla buona sonorità di questi tamburi. Quello che immediatamente colpisce del rullante è la sua estrema leggerezza; per il resto è dotato di cerchi a tripla flangia abbastanza leggeri, di una pelle battente di tipo Ambassador sabbiata e di una trasparente per la parte snare; la cordiera è composta da 20 fili ed è assicurata alla macchinetta (dall’ottimo funzionamento) tramite due fascette di materiale molto morbido di colore nero, con doti di sensibilità veramente buone. La sonorità generale è abbastanza chiara e ricopre comunque una vasta gamma di frequenze, una buona presenza del ‘corpo’ del fusto stesso, un buon attacco e una quantità di volume che risulta però solo discreta. Lo strumento a nostra disposizione era dotato di un set hardware ben nutrito appartenente alla serie 5000 e comprendeva due mezze aste a giraffa, di cui una era montata sul supporto della cassa, un’asta a giraffa (BS5200) e un’asta dritta (CS5200), ambedue con tre gambe doppie di supporto, un sostegno per il rullante (SS5000) dotato di un’ottima ghiera, che ne semplifica notevolmente la regolazione, e di una meccanica per Hi-Hat (H5000) dotata di tre gambe doppie, che possono ruotare liberamente, e di un inedito sistema di aggancio del piatto top, che si può smontare e rimontare tramite un semplice e sicuro piccolo scatto, al posto di quella che solitamente è una vite con tanto di filettatura. Buono anche il pedale PSK501C, molto fluido, veloce e dotato di un battente regolabile nell’angolazione del punto di battuta.