Piatti Sabian Paragon

di redazione - accordiano DOC #116 | 10 April 2005 @ 22:58 |
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Di Roberto Baruffaldi
Sabian ha accolto di recente nel suo elenco di endorser internazionali alcuni nomi prestigiosi, tra cui spicca quello di Neil Peart, il celebre batterista dei Rush. Per Peart si ètrattato di un cambiamento che ha modificato non poco le sue sonorità. Proprio per rispondere a questa nuova esigenza sonora Neil Peart ha creato e firmato, in stretta collaborazione con il team Sabian, una linea di piatti che corrisponde perfettamente alle sue nuove necessità.

 

Ride 22”

Si fanno subito notare le finiture della superficie del piatto, di un giallo tendente all’oro (finitura non lucida), e quella della campana, che risulta leggermente diversa e con dei segni evidenti di martellatura (non pesante). Quello che risalta immediatamente è la potenza sonora, che si esprime però solamente se il piatto viene percosso con la dovuta forza e che esplode producendo un volume generale veramente impressionante, soprattutto se accentato. Il ping della bacchetta è abbastanza definito (non eccessivamente, anche a causa dello spessore non elevato) e l’alone sonoro, pur essendo molto presente, rimane comunque sempre sotto controllo in qualsiasi situazione. La sonorità è incentrata quasi esclusivamente sulle frequenze medie, con un lieve contorno di armonici che contribuiscono a dare al piatto un carattere forse un po’ troppo metallico; la campana è dotata di grande personalità ed ‘esce fuori’ in maniera decisa e con un buon volume. Da usare con cautela.

 

Crash 16”/18”

Di medio spessore, questi crash presentano una finitura del tutto simile al modello ride e a tutti gli altri modelli oggetto di questo test. Il suono è anche qui leggermente scuro, con un pitch che punta decisamente verso il basso e comunque focalizzato sulle medie frequenze, che lasciano un leggero alone metallico. Il volume è buono e il decadimento del suono sprigionato è di media entità, così come l’attacco, che risulta non proprio immediato a causa anche qui della buona dose di energia necessaria per ottenere la piena vibrazione di questi piatti. Non giova alla loro causa la definizione, che qui risulta solo discreta a causa del suono un po’ ‘slabbrato’, che denota una conseguente mancanza di personalità.

 

Chinese 19”

Imponente il suono di questo China che, anche in virtù delle dimensioni, sprigiona un ottimo volume, una sonorità decisamente trash e un attacco abbastanza rapido, diretta conseguenza del suo spessore medio/sottile, che permette di avere una piena vibrazione senza il bisogno di spingere con troppa energia. La campana è abbastanza piccola nelle dimensioni, mentre il suono decade in maniera non proprio immediata, ma comunque in modo sufficientemente veloce, favorendone l’uso ripetuto e ritmicamente scandito. Buona la personalità.

 

Hi-Hat 14”

Subito si nota la mancanza di scritte tipo Top o Bottom, che di solito assegnano un ruolo preciso ai singoli piatti della coppia; tale ruolo appare chiaro una volta esaminato da vicino lo spessore, che risulta medio per ambedue i piatti, ma leggermente superiore in uno dei due, a cui viene quindi assegnato il ruolo di Bottom, ossia di quello inferiore. La definizione della bacchetta non è eccessiva e la sensazione immediata è quella di un hi-hat pastoso e piacevolissimo da suonare, anche in virtù dell’attacco molto rapido e del peso non eccessivo, che a tratti lo fa sembrare di minori dimensioni. Le frequenze medie (vera caratteristica comune di questa serie di piatti) dominano anche qui la sonorità generale, con la differenza di una leggera presenza di armonici medio/alti e un volume non particolarmente elevato, con conseguente poca presenza del chick, che forse non è stato tenuto in eccessiva considerazione, dato l’uso e lo stile a cui è destinato questo hi-hat. Particolare.

 

Conclusioni

Come succede ogni qualvolta ci si trova di fronte a degli strumenti Signature, costruiti secondo le esigenze e il gusto di un determinato artista, può capitare di rimanere favorevolmente impressionati, oppure contrariati, a seconda della corrispondenza con le proprie preferenze sonore. Quelli che ci troviamo di fronte sono dei piatti comunque di elevata qualità, ma sicuramente dedicati a uno stile musicale ben preciso e a chi possiede un drumming che fa della forza fisica il vero fattore determinate.

 

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