Di Antonio Di LorenzoNegli States i Bosphorus sono già una grande realtà, con una schiera di prestigiosi endorser, tra cui spiccano Jeff Hamilton, e Ignazio Berroa. Ma la lista è già diventata lunga. E molti di più sono quelli che li usano pur essendo legati ad altre compagnie! Ho provato per voi la loro linea più nuova, la Gold, creata per rispondere alle esigenze di sonorità più decise, come quelle del rock e del pop.

I Bosphorus sono costruiti interamente e integralmente a mano. Questo significa che ogni piatto viene fuso, tagliato, tornito e soprattutto martellato da un esperto artigiano. Quindi i piatti hanno un non so che di ‘maturo’ quando escono dalla ditta. Inoltre i piatti vengono venduti, tutti, con l’indicazione del loro peso e la firma dell’artigiano. E questo è molto importante, perché tendenzialmente un piatto Bosphorus è più ‘leggero’ di un modello similare di un’altra ditta. Perciò occorrerà tenere presente il peso dei nostri piatti preferiti al momento della scelta.
I piatti della serie Gold sono pensati e studiati per un pubblico più rockettaro, e anche più vasto. Ovviamente pensati per la musica amplificata, i Gold hanno comunque delle caratteristiche che piacciono anche a chi suona in contesti più ‘tranquilli’, anche se la loro proiezione sonora è molto elevata. Tali piatti presentano un look deciso con una superficie scintillante e fortemente riflettente e laccata. Sempre presenti i segni di una pesante martellatura, sono piatti tendenzialmente medio-pesanti, con una tornitura più leggera rispetto ovviamente ai Master. Eppure hanno sempre lo stesso ‘calore’ e la ‘scurezza’ di fondo del suono che ne fa dei piatti interessantissimi. Abbiamo provato per voi un set composto da ride da 20”, crash da 16”, hi-hat da 14” e splash da 12”.
Ride 20”
È un piatto medio pesante (2.678 gr.), dalla finitura lucidissima e da una campana pronunciata. Molto martellato, è dotato di volume impressionante e di un attacco della bacchetta molto definito, anche se non viene percosso con forza, e questo lo rende un piatto molto versatile. La sonorità è di tipo medio-acuto e l’alone e gli armonici sottostanti sono presenti, ma controllati e restano sempre distinti dal ping. Sicuramente il suono conserva (ovviamente in misura molto inferiore ai Master!) quella ‘scurezza’ di fondo che è la caratteristica di tutti i Bosphorus. La campana mi ha sorpreso per volume e personalità. È sicuramente ottima per chi usa questo colore con frequenza, perché ‘esce’… Eccome!
Crash 16”, splash 12”
Anche il crash presenta le caratteristiche base del ride (con un peso di 1.110 gr.). Ovviamente non è un crash timido! Il suono è scuro, metallico, e per vibrare in tutta la sua potenza il piatto deve essere percosso con decisione. Lo strumento presenta un’ottima definizione della bacchetta, l’intonazione è medio-alta, il volume è ottimo e il suono decade mediamente: sembra fatto per i suonatori di timbales! Penetrante il suono della campana. Questo è il piatto meno sensibile provato, ovviamente perché pesa più degli altri (quasi quanto un ride Master!) rispetto alle sue dimensioni, e presenta con più evidenza la sua destinazione musicale per volumi più alti e decisi. Lo splash da 12” è invece morbidissimo, si flette e suona con grande volume, pari alla sua dimensione, con intonazione più bassa rispetto ai normali splash, eppure è di grande effetto e anche musicalità. Ideale per rapidi accenti e con un decadimento veloce, ma non immediato.
Hi-hat 14”
L’hi-hat è il piatto più bello di tutta questa serie. Di peso medio, il top e leggermente più pesante; il bottom è un piatto assolutamente musicale con frequenza media, un buon volume e la definizione della bacchetta precisa. Eppure il piatto conferisce una sensazione di grande versatilità e soprattutto gradevole da percuotere: il chick sound è medio e penetrante e l’attacco è rapido. Lo definirei un hi-hat pastoso, ma senza eccessi. Sicuramente una coppia utilizzabile in qualsiasi contesto musicale e non solo nel rock. Ideale in studio (l’ho provato!). Bello anche da vedere.
Conclusioni
I Gold sono piatti per mani pesanti, ma hanno il pregio di fondere il calore e la sensibilità del piatto artigianale con la proiezione sonora necessaria in certi contesti musicali. Sono belli da vedere e comodi da suonare; anche tra questa serie è possibile trovare dei piatti versatili ed efficaci, a seconda delle proprie esigenze. Finalmente un piatto per il rock che non dà l’impressione di suonare su una lamiera rigida di metallo, ma che ha in sé, pur conservando il volume, delle sfumature e dei colori di grande suggestione.