Cajones Meinl

di redazione - accordiano DOC #116 | 24 October 2005 @ 23:43 |
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Di Toni Nett
Meinl ha creato una linea di cajones con le stesse caratteristiche costruttive, ma che si diversificano tra loro per l’utilizzo di diverse qualità di legni esotici per la realizzazione del fusto e della superficie battente. Come è facile intuire, l’uso delle differenti essenze crea significative differenze sia dal punto di vista estetico sia, soprattutto, da quello sonoro.

 

Mentre la nota fondamentale rimane con buona approssimazione sempre la stessa, il colore o timbro, la proiezione e il volume possono cambiare in maniera significativa da legno a legno. I modelli che ci sono stati messi a disposizione per il test sono due assolute novità e sono il modello professionale in legno di albero della gomma e frassino americano e il modello Niño, destinato ai bambini. Il cajón professionale ha misure standard ed è realizzato in legno di albero della gomma (hevea brasiliensis) per quanto riguarda il fusto, e frassino americano (spessore 3 mm) per quanto riguarda la superficie battente. Rispetto alla maggior parte dei cajones presenti sul mercato, questo modello presenta subito due importanti particolarità: un morbido pad di neoprene nero sulla seduta e una cordiera removibile. Il pad di neoprene è alloggiato e incollato in un comodo scasso inscritto nel rettangolo della seduta. La sua funzione non è un mistero. Evita alle ossa del posteriore dei percussionisti di stancarsi e indolenzirsi sulla dura superficie di legno dello strumento. La cordiera escludibile permette invece di disporre di due sonorità ben definite: una più tradizionale, senza la vibrazione della cordiera, e una più moderna e accattivante, arricchita della ben nota vibrazione. Addentriamoci nello strumento attraverso l’apertura posteriore. Troviamo sul lato superiore sinistro della superficie frontale una semicordiera da rullante larga una decina di centimetri, sostenuta da un perno metallico. Questo perno attraversa una fessura a forma di C nel fianco del cajón e termina con una manopola a vite in grado di bloccare il perno nelle due estremità della fessura. Nella prima posizione il perno costringe la semicordiera a poggiare sulla superficie battente, fornendoci il suono da rullante. Nella seconda posizione invece la cordiera si allontana dalla superficie frontale escludendosi. Il meccanismo è semplice, ma efficace. Stando seduti sul cajón è sufficiente, con la sola mano sinistra, svitare la manopola, cambiarne la posizione e avvitarla di nuovo per bloccarla. Non si tratta quindi di un movimento analogo a quello della macchinetta di un rullante, dove è sufficiente aprire o chiudere la leva, ma di una semplice operazione che richiede però almeno tre o quattro secondi per essere ultimata. Veniamo ora al suono. Senza la cordiera lo strumento ha degli ottimi bassi, profondi ma brevi, quasi compressi, e degli acuti secchi e prepotenti. Minima la presenza di frequenze medie. Il volume dello strumento è buono e anche la sensibilità notevole. Con l’inserimento della cordiera si aggiunge un suono più ricco e frizzante, che permette di imitare senza problemi il suono di una batteria. Rimane sempre la sensazione, per niente spiacevole, di compressione del suono, sempre forte e presente, ma asciutto e dirompente. Direi che si tratta di un ottimo strumento per un uso contemporaneo, adattissimo a sostituire la batteria in situazioni unplugged.

 

Affrontamo adesso la prova del Niño, totalmente realizzato in legno di albero della gomma e dotato di quattro corde da chitarra con tanto di regolazione della tensione. A dispetto della dimensione, palesemente adatta a un bambino tra i sei e i dodici anni, il suono è deciso e ricco e non ha niente da invidiare ai colleghi più grandi se non per volume e gravità della nota. Trattandosi di un modello didattico, sono veramente sorpreso dalla qualità del suono e delle finiture. Genitori e didatti non esitate. Questo è lo strumento per i vostri figli e allievi in tenera età.

 

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